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 Re: Equalizzazione: tecniche a confronto 
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
MarioBon ha scritto:
Questo 3D conteneva un certo numero di messaggi in risposta a delle critiche cui è stato replicato. I post in questione sono stato spostati qui:
https://audioitalia.mondoforum.com/viewtopic.php?f=15&t=1100


Se uso la versione di prova, posso realizzare un filtro FIR che sia compatibile con miniDSP?
e quindi una volta realizzato mi sembra che non ci sarebbe più bisogno di avere la licenza,
almeno, avendo poche informazioni mi sembra così.


13/03/2018, 19:45
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
La versione per mini dsp dovrebbe essere diversa da quella standalone, per cui...sospetto che il tuo obiettivo non possa realizzarsi.
Flavio potrà confermare o smentire il mio sospetto.

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saluti, Tom


13/03/2018, 21:02
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
Ritornando sul DRC mi verrebbe da concludere con una dichiarazione alla catalano...

Il DRC in relazione al sistema elettroacustico ed acustico se BEN settato funziona in modo eccelso

Il DRC in relazione al sistema elettroacustico ed acustico se MAL settato non funziona

Ringraziamo qualche mente illuminata per avercelo ricordato :D

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saluti, Tom


14/03/2018, 13:34
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
AntoninoLeone ha scritto:
Non è possibile stimare un fenomeno sui segnali a fase minima se il processo di calcolo è anch'esso a fase minima perché ne verrebbe fuori un pasticcio
Ho letto un documento di Sbragion nel quale viene specificato che il processo di calcolo avviene a fase lineare e ci mancherebbe altro che non lo fosse


Mi accodo alla richiesta: quale documento? Perché scritta così non ha molto senso.

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Denis Sbragion


14/03/2018, 16:51
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
E questo nel punto terzo
Se non dovesse essere un suo scritto mi scuso in anticipo

1) Separazione della componente a fase minima (MP) della risposta all'impulso in ambiente da quella excess phase (EP), tramite un'operazione dal nome pomposo di "deconvoluzione omomorfa". Se mi si passa la semplificazione si può dire che la componente a fase minima contiene la risposta in ampiezza e la componente excess-phase contiene la risposta in fase. In realtà è molto più di questo, ma spiegare perché è di più richiede di entrare in dettagli matematici e fisici piuttosto incasinati. Ci sono fior di libri che spiegano la cosa 100 volte meglio di come potrei fare io.

2) Le componenti MP e EP vengono sottoposte a finestratura dipendente dalla frequenza, con parametri diversi. Questo consente di estrarre la parte che è fisicamente correggibile su un'area limitata ma non tanto minuscola da essere inutilizzabile. Consente anche di introdurre già qualche valutazione psicoacustica, in modo da evitare problemi dovuti a fenomeni di pre-echo a seguito dell'inversione della componente EP.

3) Le componenti MP e EP finestrate vengono invertite e ricombinate insieme, in modo da ottenere un primo filtro "withening", ossia un filtro che fornisce una risposta perfettamente piatta e a fase lineare sulla risposta all'impulso "ridotta" ottenuta prima.

4) Il filtro "withening" viene applicato per convoluzione alla risposta all'impulso completa. Questo consente di ottenere una simulazione (molto accurata) della risposta del sistema post correzione. Su questa risposta simulata viene calcolato l'inviluppo spettrale e il suo inverso viene applicato al filtro "withening". In questo modo si ottiene un filtro semidefinitivo che porta ad una correzione con inviluppo spettrale piatto, e quindi secondo teoria (e a mio parere anche pratica) con bilanciamento timbrico neutro.

5) Al filtro viene applicata una limitazione del guadagno massimo in modo da evitare sovraccarichi e ridurre la dipendenza dalla posizione di ascolto. Sembra l'operazione più scema, ma per evitare alcuni effetti collaterali richiede alcune acrobazie non banali.

6) Ulteriori rifiniture tra cui la possibilità di applicare un'ulteriore risposta target per un'eventuale equalizzazione "a gusto" (che io non approvo, ma siamo in un paese libero) e troncare la correzione dove l'impianto non arriva, specie all'estremo basso, generare una versione a fase minima del filtro per una eventuale equalizzazione "ridotta" meno critica e altre amenità di contorno. Da qui esce il filtro definitivo pronto all'uso.


14/03/2018, 17:16
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
AntoninoLeone ha scritto:
Se non dovesse essere un suo scritto mi scuso in anticipo


Diamoci del tu, non mi sembra il caso di essere così formali.

AntoninoLeone ha scritto:
3) Le componenti MP e EP finestrate vengono invertite e ricombinate insieme, in modo da ottenere un primo filtro "withening", ossia un filtro che fornisce una risposta perfettamente piatta e a fase lineare sulla risposta all'impulso "ridotta" ottenuta prima.


Il fatto che il risultato della elaborazione sia a fase lineare non vuol dire che la elaborazione in se sia a fase lineare. In quel passaggio viene creato un filtro che abbia risposta in ampiezza e fase tale che, quando applicato alla versione "circoscritta" della funzione di trasferimento, si ottenga un risultato a fase lineare. L'elaborazione che genera questo filtro richiede diversi passaggi che non ha molto senso definire a fase lineare, anche se qua e là vengono effettivamente usati anche dei filtri a fase lineare.

Saluti,

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Denis Sbragion


14/03/2018, 17:34
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
Grazie.
Questo intendevo che sotto sotto l'elaborazione di comparazione inversa non può essere eseguita a fase minima altrimenti si introdurrebbe un ulteriore sfasamento generando errore maggiore


14/03/2018, 17:48
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
AntoninoLeone ha scritto:
Questo intendevo che sotto sotto l'elaborazione di comparazione inversa non può essere eseguita a fase minima altrimenti si introdurrebbe un ulteriore sfasamento generando errore maggiore


Ok, allora siamo d'accordo. Ci tengo a precisare alcune cose. Anche se a rigore un comune parametrico (inteso come equalizzatore parametrico con adeguato numero di filtri, non come singolo filtro parametrico come ha inteso colui che nulla sembra essere in grado di capire) non può correggere una risposta mixed phase, questo non vuol dire che sia a priori una schifezza. Usato e tarato a dovere può produrre risultati molto buoni. Allineare i filtri però è procedura lunga e tediosa e comunque necessariamente ci si ferma un po' più distanti dal famoso muro imposto dalla fisica di quanto si possa fare con una correzione mixed phase. Una correzione mixed phase ha un grado di libertà in più: il pieno controllo della risposta in fase. Ovvio che con un marcia in più si possa andare un po' più lontani.

DRC offre la possibilità di generare i filtri di correzione sia in versione mixed phase sia a fase minima, allineati temporalmente e con risposta in ampiezza perfettamente identica tra i due casi. Diventa quindi relativamente facile confrontare i due tipi di correzione, tenendo presente che per ottenere i risultati che si ottengono con i filtri a fase minima di DRC servirebbe un parametrico con decine o centinaia di filtri accuratamente tarati. In bocca al lupo.

Per quella che è la mia esperienza, in generale la differenza tra le due situazioni è sensibile in gamma bassa e medio bassa, appena percepibile in gamma media e totalmente irrilevante sopra. Dipende però da caso a caso.

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Denis Sbragion


14/03/2018, 18:17
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
a proposito della correzione con equalizzatori paramteici ho trovato questo:
http://www.mariobon.com/Articoli_storici_AES/jbl/JBL_2003_White_Papers.pdf
(direi da pagina 5 in avanti)

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14/03/2018, 18:53
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Messaggio Re: Equalizzazione: tecniche a confronto
Dindy ha scritto:
DRC offre la possibilità di generare i filtri di correzione sia in versione mixed phase sia a fase minima, allineati temporalmente e con risposta in ampiezza perfettamente identica tra i due casi. Diventa quindi relativamente facile confrontare i due tipi di correzione, tenendo presente che per ottenere i risultati che si ottengono con i filtri a fase minima di DRC servirebbe un parametrico con decine o centinaia di filtri accuratamente tarati. In bocca al lupo.

Per quella che è la mia esperienza, in generale la differenza tra le due situazioni è sensibile in gamma bassa e medio bassa, appena percepibile in gamma media e totalmente irrilevante sopra. Dipende però da caso a caso.


Semplicemente perfetto, ed è quanto confermato anche dalla mia esperienza, sia all'ascolto, che visualizzandolo su grafico.

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saluti, Tom


14/03/2018, 20:55
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