Concretezza del suono

L'udito, cosa udiamo, come udiamo
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Polin
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Re: Concretezza del suono

#111 Messaggio da Polin » 26/08/2017, 10:38

TomCapraro ha scritto:
Il problema è che molti alla scienza non credono, o meglio, la considerano troppo poco. (altri non la capiscono proprio)
Secondo il comune modo d'intendere: la scienza si occupa di spiegare il "come", non altrettanto si può dire per il "perchè"!
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Re: Concretezza del suono

#112 Messaggio da MarioBon » 26/08/2017, 12:26

iano ha scritto:Troppo buoni,ma non conosco nemmeno la filosofia.
Al massimo faccio filosofia e in un senso molto lato pure scienza,per il semplice motivo che le considero roba umana,e quindi pure mia.
Anzi penso che il nocciolo della questione stia qui.
Scienza e filosofia sono sempre più lontani dalla gente.e,se,quella è roba nostra significa che ci stiamo alienando.
Ovviamente leggo autori,e non mecessariamente diversi dai vostrii,che quindi non hanno responsabilità,perché ho la tendenza a far mie le cose e ad elaborarle pesantemente.Diciamo pure che nascono nel momento in cui le scrivo.
Ne so abbastanza però da saper distinguere un buon libro di divulgazione da uno cattivo.
Però proprio di cattivi non ne ho trovati, semmai superflui.
te ne indico uno di cattivo: "il tao della fisica" di F. Capra.
e uno di molto buono: "il libro della Fisica" di Isaac. Asimov
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Re: Concretezza del suono

#113 Messaggio da MarioBon » 26/08/2017, 12:32

Polin ha scritto:
TomCapraro ha scritto:
Il problema è che molti alla scienza non credono, o meglio, la considerano troppo poco. (altri non la capiscono proprio)
Secondo il comune modo d'intendere: la scienza si occupa di spiegare il "come", non altrettanto si può dire per il "perché"!
In realtà, oggi, non interesse né il come né il perché: lo scopo è ottenere previsioni con errore noto. Se queste previsioni vengono da un modello che spiega come e perché tanto meglio altrimenti va bene anche un algoritmo (basta che funzioni). Questa, per esempio, è la filosofia della FEM (Finite Element Method o Metodo agli elementi Finiti). La FEM viene usata per calcolare le trombe, i fenomeni di diffrazione ai bordi, le vibrazioni dei cabinet, ecc.
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Re: Concretezza del suono

#114 Messaggio da TomCapraro » 26/08/2017, 13:21

Polin ha scritto:Secondo il comune modo d'intendere: la scienza si occupa di spiegare il "come", non altrettanto si può dire per il "perché"!
Stiamo parlando di audio, i come e i perchè sono stati definiti da tempo.
Per determinate cose i perchè trovano la medesima corrispondenza dei come.
Il perchè trova soltanto "terreno fertile" in quelle cose la cui mancanza di comprovazione non trova sbocchi.
Sulle sensazioni, oggi, i perchè sono ridotti a lumicino.
Sulle percezioni possiamo invece trovarne di perchè-
saluti, Tom

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Re: Concretezza del suono

#115 Messaggio da iano » 26/08/2017, 14:16

MarioBon ha scritto:
iano ha scritto:Troppo buoni,ma non conosco nemmeno la filosofia.
Al massimo faccio filosofia e in un senso molto lato pure scienza,per il semplice motivo che le considero roba umana,e quindi pure mia.
Anzi penso che il nocciolo della questione stia qui.
Scienza e filosofia sono sempre più lontani dalla gente.e,se,quella è roba nostra significa che ci stiamo alienando.
Ovviamente leggo autori,e non mecessariamente diversi dai vostrii,che quindi non hanno responsabilità,perché ho la tendenza a far mie le cose e ad elaborarle pesantemente.Diciamo pure che nascono nel momento in cui le scrivo.
Ne so abbastanza però da saper distinguere un buon libro di divulgazione da uno cattivo.
Però proprio di cattivi non ne ho trovati, semmai superflui.
te ne indico uno di cattivo: "il tao della fisica" di F. Capra.
e uno di molto buono: "il libro della Fisica" di Isaac. Asimov
Confermo la valutazione del primo.
Entrambi hanno i loro anni mi pare.
Adesso sto leggendo un certo Bon.Teoria degli insiemi. :)

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Re: Concretezza del suono

#116 Messaggio da iano » 26/08/2017, 14:41

TomCapraro ha scritto: Sulle percezioni possiamo invece trovarne di perchè-
Possiamo trovare la logica usata dal sistema percettivo,e il fatto che ve ne sia una è già cosa sorprendente.
Spesso si contrappone la propria logica a quella del sistema per denigrarlo e parimenti si potrebbe fare,cosa più rara,l'opposto,contrapponendo la logica del sistema alla nostra.
Alla logica del sistema non è difficile applicare il determinismo,nel senso che indipendentemente dal soggetto ,ad una stessa causa corrisponde la stessa percezione.
La soggettività è solo una ipotesi doverosa da fare a priori ,ma non esaurisce neanche lontanamente l'argomento.
Tuttaltro.
Diversi autori nel descrivere il sistema usano dire "il sistema ci inganna" che ha connotazione che suona negativa.
Ciò non vuol dire che questi autori si concentrino nella ricerca delle negatività del sistema.
Dicono piuttosto che il sistema si fa gli affari suoi.

Il sistema nel farsi gli affari suoi (e lo fa potenzialmente per il nostro bene)sembra applicare una logica ferrea a partire da ben definiti assiomi.
Io non sono in grado di fare la lista di questi assiomi,ma potrei provare ad abbozzare.
1.Il sistema da sempre una risposta.
2.La risposta deve essere completa,senza buchi.L'assioma dell'horror vacui.
3.Il sistema sceglie fra le possibili risposte la più probabile.

Ne consegue che se esiste una sola risposta possibile,e questa è completamente inadeguata,quella sarà la sua risposta,e la da perché non può scegliere di non darla per via dell'assioma 1.
Sintetizzare tutto ciò col fatto che il sistema ci inganna non mi sembra adeguato.
Forse semplicemente non abbiamo un termine più adeguato.
Quindi se vogliamo sintetizzare il comportamento del sitema con il suddetto termine siamo completamente fuori strada.

L'horror vacui è certamente la caratteristica più singolare del sistema.
Posto che gli assiomi me li sono inventati lì per lì.....
L'assioma 2 è quello che fa riflettere di più.
Qual'e' la sua vera funzione.
Intuitivamente direi che è quello legato al nostro senso di realtà.
Una visione lacunosa non sarebbe il massimo del marketing per il sistema.
Anche il sitema adotta pubblicità ingannevoli per vendersi bene? :D
Un invito a credergli ciecamente,e per raggiungere lo scopo ci fa vedere sistematicamente,applicando logica ferrea,ciò che non esistendo nella sensazione,presenta però massimo grado di credibilità.
Un sistema geniale,a modo suo,altro che storie.
Chi di noi nella vita di tutti i giorni è in grado di mettere in atto così sottili inganni?
E dagli con questi inganni...... :D

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Re: Concretezza del suono

#117 Messaggio da MarioBon » 26/08/2017, 16:01

Stai parlando del sistema uditivo o in generale?
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Re: Concretezza del suono

#118 Messaggio da TomCapraro » 26/08/2017, 17:58

Ho l'impressione che iano non abbia ancora fatto distinzione tra sistema uditivo e percettivo.
Si, le due cose sono complementari poichè l'uno prescinde dall'altro e...viceversa...
Però, se dobbiamo oggettivare un qualcosa, bisogna per forza discernere questo connubio, quindi "isolare" il sistema uditivo da quello percettivo, o meglio: cercare di non trasmettere al cervello informazioni "esterne" che vanno oltre il senso dell'udito.
L'udito, da solo, ha le possibilità (circoscritte alle capacità) per raccogliere il maggior numero di informazioni affinchè si possa trasmettere al cervello una sensazione reale.
Questo non accade se al sistema uditivo vengono sommati "altri sensi" (vista, tatto...ect)
Gli "altri sensi" fanno scaturire una percezione che può essere, oggettiva (ad esempio subordinata ad una sensazione macroscopica) o soggettiva (esperienze pregresse che scaturiscono dalla vista)
Sistema uditivo (a solo) determina la sensazione, quindi un dato attendibile/oggettivo se raffrontato ad esempio con le misure. (variazione fisica)
Sistema uditivo + "altri sensi" determinano il percepito, che non sempre è appartenente alla realtà fisica.
Il percepito incrementa la percentuale di errore al calare della sensazione, ovvero: meno sensazioni oggettive vengono catturate, e più il sistema percettivo va incontro ad elaborazioni aliene.
saluti, Tom

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Re: Concretezza del suono

#119 Messaggio da iano » 27/08/2017, 8:21

MarioBon ha scritto:Stai parlando del sistema uditivo o in generale?
In generale, ma le poche nozioni che ho, da cui per gioco ho desunto gli assiomi, riguardano vista e udito.
Mi riferisco in particolare alla percezione della fondamentale mancante per l'udito, e, in parallelo, alla percezione di una visione fittizia dove dovremmo vedere un cerchietto nero al centro della scena visiva.
È ancora al caso in cui, di fronte a due scelte possibili equiprobabili, il sistema non è in grado di scegliere, alternando continuamente le due diverse relative percezioni entrando in un loop potenzialmente infinito.

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Re: Concretezza del suono

#120 Messaggio da MarioBon » 27/08/2017, 8:52

iano ha scritto:
MarioBon ha scritto:Stai parlando del sistema uditivo o in generale?
In generale, ma le poche nozioni che ho, da cui per gioco ho desunto gli assiomi, riguardano vista e udito.
Mi riferisco in particolare alla percezione della fondamentale mancante per l'udito, e, in parallelo, alla percezione di una visione fittizia dove dovremmo vedere un cerchietto nero al centro della scena visiva.
È ancora al caso in cui, di fronte a due scelte possibili equiprobabili, il sistema non è in grado di scegliere, alternando continuamente le due diverse relative percezioni entrando in un loop potenzialmente infinito.
L'interazione tra vista e udito è molto forte tanto che, se la sorgente è visibile, la localizzazione della sorgente viene fatta dalla vista (dando così origine all'illusione del ventriloquo ovvero a false immagini reali).
La ricostruzione della fondamentale mancante, invece, riguarda il sistema uditivo sia a livello di sensazione (non linearità dell'orecchio) che a livello di percezione (intermodulazione nel cervello). A livello qualitativo può comunque essere riconosciuta (perché l'aria, a bassa frequenza, non si muove e la distorsione ad alto livello si distingue come tale).
Se dobbiamo dare un giudizio sulla qualità di riproduzione di un impianto è opportuno isolare il più possibile la sola sensazione uditiva. Abbassare le luci quando si ascolta musica ha questo scopo.
Se valutiamo la combinazione di più sensi possiamo essere tratti in inganno per esempio dall'aspetto dei diffusori acustici: un diffusore "bello" suona soggettivamente meglio di un diffusore "brutto" (di pari prestazioni). Questo rende felici alcuni produttori e ne mortifica altri.
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