Effetto della Temperatura: Compressione Termica (cc)

Seminari di Acustica, Elettroacustica, Psicoacustica, Elettronica, ecc.
Messaggio
Autore
Avatar utente
fab0
Messaggi: 309
Iscritto il: 28/01/2017, 9:06

Re: Effetto della Temperatura: compressione termica

#11 Messaggio da fab0 » 27/10/2017, 6:13

MarioBon ha scritto:
fab0 ha scritto: ... Non sappiamo assolutamente a quanto sia in picco.
invece lo sappiamo perché il fattore di cresta è proprio il rapporto tra valore di picco e RMS. Caso mai non sappiamo quanti picchi ci sono.
Confermo, ho scritto una fesseria.

Per il resto condivido quanto scrivi.

Mi sembra significativo che siamo a parlarne in due. Del fatto che un trasduttore, usato entro i suoi limiti nominali, produce dei bei pastrocchi.
Ho la sensazione che alcune volte manchi un po la sensazione quantitativa dei fenomeni visto che capita di arrovellarsi sullo "zero virgola" sorvolando su fenomeni di ordine superiore.
O magari sono io che mi sono fatto un'idea sbagliata delle quantità :)

Avatar utente
MarioBon
Amministratore del forum
Messaggi: 6098
Iscritto il: 24/11/2016, 12:13
Il mio Impianto: Opera/Unison - molto variabile
Località: Venezia
Contatta:

Re: Effetto della Temperatura: compressione termica

#12 Messaggio da MarioBon » 27/10/2017, 10:39

Il fatto è che la percezione è un fenomeno squisitamente soggettivo. E' già difficile capire quali siamo i fenomeni determinanti per la qualità della riproduzione, quantificarli è ancora più difficile.
Il caso più eclatante è l'effetto della distorsione prodotta da ampli a valvole e a stato solido.
Le misure forniscono dati oggettivi che però non tengono conto della distorsione aurale che è soggettiva. Come sappiamo c'è chi preferisce il "suono delle valvole".
Poi però si scopre che i sistemi che suonano meglio sono quelli che distorcono meno.
Qui, per chi produce, sorge un interrogativo: quanto meno?
Infatti ridurre la distorsione di un altoparlante dall'1% allo 0.3% è un conto, portarla a meno dello 0.1 è un'altro (costi molto superiori).
Il vero lavoro da fare è sulle JND ovvero sulle minime variazioni percepibili in modo da trovare il giusto equilibrio tra costi e prestazioni. Ho scritto "giusto equilibrio" e non "compromesso".
Mario Bon http://www.mariobon.com
"Con delizia banchettiamo con coloro che volevano assoggettarci" (Adams Family)

Avatar utente
fab0
Messaggi: 309
Iscritto il: 28/01/2017, 9:06

Re: Effetto della Temperatura: compressione termica

#13 Messaggio da fab0 » 28/10/2017, 7:41

Ma tu come giudichi ipotietici 4 db di compressione termica nel complesso del sistema?
Rispetto al fatto che ci si scanna perchè una sorgente da 120db di dinamica è migliore di una da 117, rispetto allo strapparsi i capelli per la distorsione di un finale con distorsione da 0,01% che è migliore di quello da 0,03% alla potenza nominale, rispetto alla variazione timbrica che intercorre tra un cavosfigato, uno sensato ed uno esoterico, rispetto alle alterazioni ambientali.
Anche rispetto al midwoofer a corsa lunga che viene fatto correre avanti e indietro come un pendolare alla "escursione nominale" ed alla "potenza nominale" con modulazioni termiche e meccaniche che possiamo solo immaginare.

A mio avviso qui si parla di fenomeni i cui risultati hanno "svariati ordini di grandezza di differenza", non di minima variazione percepibile. Magari mi sbaglio.

Avatar utente
MarioBon
Amministratore del forum
Messaggi: 6098
Iscritto il: 24/11/2016, 12:13
Il mio Impianto: Opera/Unison - molto variabile
Località: Venezia
Contatta:

Re: Effetto della Temperatura: compressione termica

#14 Messaggio da MarioBon » 07/07/2018, 16:13

Chi fosse interessato alla compressione termica può vere qui una utilità per il calcolo:
viewtopic.php?f=28&t=1353&p=20816#p20816
Mario Bon http://www.mariobon.com
"Con delizia banchettiamo con coloro che volevano assoggettarci" (Adams Family)

Avatar utente
Bergamotto
Messaggi: 850
Iscritto il: 10/02/2017, 18:55

Re: Effetto della Temperatura: compressione termica

#15 Messaggio da Bergamotto » 08/07/2018, 22:44

grazie mille mario, sempre utilissimi i tuoi interventi ;)

Avatar utente
MarioBon
Amministratore del forum
Messaggi: 6098
Iscritto il: 24/11/2016, 12:13
Il mio Impianto: Opera/Unison - molto variabile
Località: Venezia
Contatta:

Re: Effetto della Temperatura: compressione termica

#16 Messaggio da MarioBon » 02/09/2018, 16:27

fab0 ha scritto:Ma tu come giudichi ipotietici 4 db di compressione termica nel complesso del sistema?
Rispetto al fatto che ci si scanna perchè una sorgente da 120db di dinamica è migliore di una da 117, rispetto allo strapparsi i capelli per la distorsione di un finale con distorsione da 0,01% che è migliore di quello da 0,03% alla potenza nominale, rispetto alla variazione timbrica che intercorre tra un cavosfigato, uno sensato ed uno esoterico, rispetto alle alterazioni ambientali.
Anche rispetto al midwoofer a corsa lunga che viene fatto correre avanti e indietro come un pendolare alla "escursione nominale" ed alla "potenza nominale" con modulazioni termiche e meccaniche che possiamo solo immaginare.

A mio avviso qui si parla di fenomeni i cui risultati hanno "svariati ordini di grandezza di differenza", non di minima variazione percepibile. Magari mi sbaglio.
Quei 4dB di compresione termica praticamente non si avvertono perchè il riscaldamento è proggressivo e chi ascolta ha il tempo per abituarsi. Questo avviene nei concetri all'aperto e con programmi musicali con fattore di cresta basso (non in casa).
In HiFi le registrazioni di una certa qualità presentano fattori di cresta che impegnano meno di un quarto della potenza continua disponibile mentre impegnano tutta la potenza disponibile per riprodurre i picchi. Ne segue che è la compressione termica istantanea (o distorsione di forma) che la fa da padrona e, per fortuna, è ben tollerata (così come passa inosservato qualche clipping isolato => e si può dimostrare).
Quello che spesso viene sottovalutato in HiFi è, come dici giustamente, lo spostamento volumetrico del medio (e aggiungo anche quello dei tweeter).
Che una sorgente con 120 dB di dinamica sia tecnicamente migliore di una con 117 c'è poco da discutere. Del resto una sorgente con 123 dB è meglio anche di quella da 120. E si potrebbe crescere all'infinito. Peccato che l'apparato uditivo non disponga nè 120, nè, 117 ma che si fermi a malapena a 90dB (come limite teorico_teorico molto teorico) e a 60 (o poco più) nella pratica.

Si vuole sostenere che un sistema capace di escursioni di 120 dB con i "normali" programmi musicali si fa il solletico? è vero. Si vuole sostenere che, in casa, si devono raggiunere 140 dB a 5 metri? Padronissimi di farlo. Ma serve o è una trovata "pubblicitaria"?
E' da un secolo che il tempo di riverberazione è definito rispetto alla attenuazione di 60 dB.
Credo che, dopo l'avvento dei file a 24 bit, ed il crollo dei costi della strumentazione di misura, se fosse stato necessario, tale limite sarebbe stato ritoccato.
Quello che non va bene è riferire all' ambiente domestico (dai 16 ai 100 metri quadri) le problematiche di un palazzetto dello sport.
Per quanto riguarda la distorsione non linere degli amplificatori il discorso è complesso nel vero senso della parola. Mentre in un sistema di altoparlanti lo spostamento del woofer non provoca intermodulazione nel medio e nel tweeter, nell'ampli questo non succede, non solo, l'ampli è costretto a lavorare su un carico reattivo che lo cotringe a fare i salti mortali (specie nella dissipazione di potenza).
Se il carcio lo consente anche tassi di distorsione relativamente alti possono essere tollerati (purchè aumentino con il segnale). Se il carico è "*" la cosa si fa difficile anche per gli amplificatori migliori. Qui, per fortuna la soluzione è abbastanza semplice: basta multiamplificare.
Mario Bon http://www.mariobon.com
"Con delizia banchettiamo con coloro che volevano assoggettarci" (Adams Family)

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti