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 Piccole anomalie e difficoltà lessicali 
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Messaggio Piccole anomalie e difficoltà lessicali
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Da questo post si evince cosa intedo quando dico che il Sig. Calabrese soffre di problemi lessicali. Le tre curve dovrebbero essere separate da 3 dB una dall'altra in quanto misurate a 0.7 1 e 1.4 metri. In teoria in assenza di riflessoni sarebbe così.
Qui sotto a sinistra le tre curve misurate mentre a sinistra come dovrebbero essere se fossero effettivamente equidistaziate di 3 dB ovvero se ottenute in assenza di riflessioni. Avendo composto l'immagine con paint non è proprio precisa ma dà l'idea.
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Nella misura del Sig. Calabrese, la curva in mezzo, misurata a un metro, interseca la curva più bassa. Due curve che si intersecano non possono dirsi "parallele" (almeno nella geometria euclidea). Il risultato, secondo il Sig. Calabrese, contiene "piccole anomalie". Per me dimostra che la misura è stata eseguita in ambiente. Se ci sono oggetti che danno fastidio ci si aspetta che un professionista, li tolga.
Ne segue che la definizione di "piccola anomalia" per il Sig. Calabrese corrisponde alla differenza tra il grafico a destra (come dovrebbe essere) e quello a sinistra (me è).
Per quanto riguarda il parallelismo ... Nel vocabolario del Sig. Calabrese "incidenti" o "parallele" non fa tanta differenza.

Sorgono due domade:
- possiamo essere certi che quanto scrive il Sig. Calabrese possa essere interpretato per come lo si legge?
e, simmetricamente:
- possiamo essere certi che il Sig. Calabrese comprenda quello che legge?

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Mario Bon http://www.mariobon.com
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08/11/2018, 18:01
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Messaggio Re: Piccole anomalie e difficoltà lessicali
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09/11/2018, 13:43
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Messaggio Re: Piccole anomalie e difficoltà lessicali
vediamo meglio questo nuovo grafico:
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si nota che le 3 curve sono simili ma non uguali a quelle commentate per prime. Qui sembra sia applicato uno smoothing maggiore (che riduce le differenze tra le tre curve).
Otteniamo poi una conferma di cosa si intende con "piccole differenze": le tre curve dovrebbero essere sovrapponibili (diciamo anche entro un dB) e invece la distanza arriva a sfiorare 5 dB.

Fabrizio Calabrese ha scritto:
Tra 100 e 160 Hz si notano piccole anomalie dovute alla presenza di oggetti vicini di dimensione comparabile alle lunghezze d'onda.


a 100 Hz la unghezza d'onda è di 3.44 metri
a 160 Hz la unghezza d'onda è di 2.15 metri
consideriamo un quarto della lunghezza d'onda si ottengono 86 e 53 centimetri. Quindi gli oggetti vicini dovevano avere dimensioni paragonabili a mezzo metro circa. Ribadisco: era meglio toglierli.
Se erano più piccoli a maggior ragione andavano tolti. Se sono stati lasciati lì pensando che non avessero effetti le misure del Sig. Calabrese dimostrano che l'effetto c'è e che non è trascurabile.

Fabrizio Calabrese ha scritto:
Le tre curve DISEGNATE da Mario Bon sono quindi sbagliate e fuorvianti...

Il sottoscritto non ha disegnato un bel niente: la curva blu è stata misurata dal Sig. Calabrese ed è stata copiata e traslata di circa 3 dB per due volte (copia e incolla non significa disegnare). Ho preso la curva blu perchè è quella ottenuta alla distanza inferiore e quindi meno affetta dal suono riflesso.
Mario Bon il 10 nov ha scritto:
in effetti la curva blu è la più attenuata e quindi ripresa a distanza maggiore e con la quantità maggiore di campo riflesso. Che si tratti di un errore si capisce anche dal fatto che, nel grafico, la curva blu rimane al suo posto mentre le altre due sono state copiate (correttamente) traslate verso l'alto. La sostanza non cambia: le tre curve devono restare "parallele" e distanziate di tre dB le une dalle altre.

Non c'è nulla di sbagliato: sono le misure del Sig. Calabrese. L'errore sta nell'affermare che quelle misure, ottenute in ambiente, siano equivalenti a misure ottenute in campo libero.
Comunque il tema verte sui problemi lessicali del Sig. Calabrese ed in particolare il signifiicato che il Sig. Calabre attribuisce alla locuzione "piccole anomalie". Con il suo Post il Sig. Calabrese conferma che 5 dB sono una "piccola anomalia".
5 dB corrispondono ad un errore (sull'SPL) superiore al 70% e questo errore, per il Sig. Calabrese, è una "piccola anomalia". Dopo questa conferma, prendiamo atto e aggiorniamo il Riassunto: il 70% di errore è una piccola anomalia.
Se questo è vero (e lo stesso Sig. Calabrese lo indica chiaramente addirittura proponendo un grafico che lo mette ancor più in evidenza) è ragionevole aspettarsi errori analoghi su tutte le misure che propone.

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09/11/2018, 14:27
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Messaggio Re: Piccole anomalie e difficoltà lessicali
Ma a cosa serve indagare il lessico del sig. Calabrese?
Serve per esempio per comprendere alcune scelte anche progettuali. Per esempio è utile per leggere questa risposta in frequenza:

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Se 5 dB sono una "piccola anomalia", quasi 10 dB di variazione massima sulla risposta in frequenza
sono solo il doppio di una "piccola anomalia". Se poi trascuriamo i buchi e i picchi più stretti la variazione sulla risposta si riduce a 5-6 dB che, a questo punto, è solo "una piccola anomalia".
Il fatto che sia più larga di una ottava la rende "una piccola anomalia più larga di una ottava".
Sorge spontanea una domanda: le "piccole anomalie" sono udibili?

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09/11/2018, 17:31
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Messaggio Re: Piccole anomalie e difficoltà lessicali
MarioBon ha scritto:
vediamo meglio questo nuovo grafico:
Immagine
si nota che le 3 curve sono simili ma non uguali a quelle commentate per prime. Qui sembra sia applicato uno smoothing maggiore (che riduce le differenze tra le tre curve).


Non sembra solamente... come indicato nel grafico stesso Fabrizio Calabrese ha applicato uno smoothing a terzi di ottava con REW ma una risoluzione così bassa non va bene per vedere cosa accade veramente alle basse frequenze, la risposta viene illusoriamente "lisciata"

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Warning: I miei posts possono essere di parte anche se in buona fede.. io lavoro per Dirac Research :-)


15/11/2018, 13:10
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