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 I "difetti" del DRC. 
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Messaggio I "difetti" del DRC.
Apro un 3D che, credo, possa essere d'interesse comune.
Qui si potrà discutere dei difetti tecnici (limiti del sistema poichè nessuno è perfetto) come quelli di natura soggettiva (magari chi all'ascolto ha riscontrato difetti ma non può risolverli in quanto non riesce a decodificarli tecnicamente)

Quando verrà riscontrato un difetto (o malfunzionamento) postatelo qui e ne discutiamo.

Quando avete qualche curiosità (qualunque essa sia) postatela qui, e visto che dei pregi se n'è parlato in abbondanza, descrivere un difetto aiuterà a capire meglio anche il sistema e se possibile risolverlo insieme.

Considerate anche che alcuni "difetti" sono soltanto teorici, e che nell'uso pratico non apportano reali problemi, ad esempio viene sempre invocata la famigerata posizione d'ascolto, come se la stereofonia non la obbligasse ugualmente.
Nelle fiere si fa a pugni per potersi accaparrare la posizione d'ascolto migliore, mentre se si parla del DRC l'ascolto ottimale dovrebbe occupare una area di chissà quanti cm...ma che dico metri...anzi si dovrebbe ascoltare in modo perfetto anche dalla stanza a fianco e pure da sotto la strada.
Ecco un primo falso problema.

Ben vengano altri falsi e, perchè no, VERI problemi.

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saluti, Tom


08/03/2018, 18:47
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Messaggio Re: I "difetti" del DRC.
Io se ti va vorrei approfondire la questione della posizione d'ascolto decentrata
Anche se solo teorica vorrei stimare i valori in gioco


08/03/2018, 22:38
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Messaggio Re: I "difetti" del DRC.
Ok, senza andare a cercare distanze fuori contesto simuleremo la posizione di un divano 3 posti, quindi con spostamenti del punto ascolto fuori dal centro che non oltrepassano i 55cm (ho il divano qui a due passi e l'ho misurato)

La distanza che intercorre tra i diffusori è pari a 285cm, come anche la distanza che intercorre tra i diffusori e il punto d'ascolto al centro del divano...il tipico triangolo equilatero.

Immagine

Adesso "invitiamo un amico" (sarebbe meglio un amica :D) e lo facciamo sedere al nostro fianco, ovvero a 55cm dal punto ottimale (sweet spot)
Dalle misure si evince che il suono percorrerà 35cm in più (lato lungo) e 25cm in meno (lato corto)

Immagine

Questo significa che in un lato si formerà un pre-eco, e nell'altro un post-eco perché la correzione è stata ottimizzata al centro, quindi nella posizione in cui è avvenuta la rilevazione microfonica della risposta impulso acustica. (o meglio, dell'intero sistema)

35cm equivalgono a circa 1ms, e 25cm a 750uS

A questo punto verifichiamo cosa accade (circa) con lo sfasamento di due onde contrapposte
Con lo sfasamento di 1ms il segnale residuo sale di circa il 44% (349mV su una cresta di 800mV)

Immagine

e per i 750uS il segnale residuo sale di circa il 33% (264mV su una cresta di 800mV)

Immagine

A questo punto una potenziale riflessione verrebbe cancellata "a metà" se l'ascoltatore si posizionasse fuori dallo sweet spot, e per una distanza di circa 55cm.

Quanto al segnale sfasato di correzione (che definiamo "Pre-eco") anticiperebbe/posticiperebbe l'onda sonora (ho provato a 100hz) di 1ms e 750uS.

Il sistema di percezione umano integra suoni (della medesima ampiezza) in una finestra di 100ms
Il sistema di percezione umano è poco sensibile e poco selettivo alle basse frequenze, tuttavia, e l'ho sempre ammesso, fuori dallo sweet spot si percepisce minor precisione rispetto al punto ottimale (al centro) un articolazione del basso meno incisiva, se rapportata a quella che si sente nel punto ottimale...perché lateralmente verrà percepita una gamma bassa che risulta essere migliore della stragrande maggioranza di gamme basse ascoltate in locali non trattati, nè passivamente, nè attivamente.

A questo però bisogna aggiungere che come ricostruzione scenica (che ci sia il DRC o meno) fuori dallo sweet spot non è un gran bel sentire, rimarrà SEMPRE preferibile il punto ottimale.
Diciamo che lateralmente si sente bene, ma non come il punto ottimale.

p.s a seconda del tipo di correzione usata (e finestratura) andando oltre determinate distanze dallo sweet spot, lo sfasamento risulta essere sufficiente per iniziare a sentire piu i segnali di correzione che quelli del segnale diretto. (generalmente accade con correzioni estreme, ma che esulano da una sana razionalità in quanto il locale dovrà sempre garantire un certo assorbimento)

Mi scuso con Antonino per i post precedenti che ho cancellato nei quali (avendo calcolato tutto velocemente a memoria) sono stati commessi degli errori "sui numeri".
Per precisare, invece di 1uS = 3,4cm avrei dovuto scrivere 0,1ms = 3,4cm, chiedo venia per non aver messo una "m" dopo lo zero :D

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saluti, Tom


09/03/2018, 2:39
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Messaggio Re: I "difetti" del DRC.
Grazie Tom proprio a questo volevo arrivare
Ovviamente a seconda di come assorbe il locale il segnale riflesso risulterà parzialmente attenuato ancor prima di incontrare il nodo di correzione


09/03/2018, 9:42
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Messaggio Re: I "difetti" del DRC.
Il difetto principale è che ti fa spendere soldi. ;)
Nel mio caso, dopo averlo provato, ne ho letto un po' per comprenderlo e usarlo al meglio, e poi ho comprato un impianto nuovo per sfruttarlo al massimo. Per fortuna si può spendere molto poco rispetto ai canoni audiofili per un impianto che gli audiofili li polverizza.

Altro difetto è che ti fa perder tempo. ;)
Una volta che hai un impianto adatto e l'hai ben implementato, ti incolla al divano ad ascoltare ore e ore di musica in modo mai sentito prima (tranne dal vivo).

:mrgreen:

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09/03/2018, 10:03
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Messaggio Re: I "difetti" del DRC.
TomCapraro ha scritto:
AntoninoLeone ha scritto:
Io se ti va vorrei approfondire la questione della posizione d'ascolto decentrata
Anche se solo teorica vorrei stimare i valori in gioco


Il sistema di percezione umano è poco sensibile e poco selettivo alle basse frequenze, tuttavia, e l'ho sempre ammesso, fuori dallo sweet spot si percepisce minor precisione rispetto al punto ottimale (al centro) un articolazione del basso meno incisiva, se rapportata a quella che si sente nel punto ottimale...perché lateralmente verrà percepita una gamma bassa che risulta essere migliore della stragrande maggioranza di gamme basse ascoltate in locali non trattati, nè passivamente, nè attivamente.

A questo però bisogna aggiungere che come ricostruzione scenica (che ci sia il DRC o meno) fuori dallo sweet spot non è un gran bel sentire, rimarrà SEMPRE preferibile il punto ottimale.
Diciamo che lateralmente si sente bene, ma non come il punto ottimale.


Posso testimoniare che con le nove misure di Dirac Live si ottiene uno spazio nel quale si sente ottimamente di almeno un metro e mezzo in larghezza e mezzo metro in profondità, con lo sweet spot al centro. Come dice giustamente Tom, nella zona "buona" si sente appena meno dettaglio rispetto al punto centrale, ma comunque cento volte meglio che la stessa situazione senza drc.
Se poi uno avesse esigenze di creare diverse zone di ascolto, basta misurare e creare curve apposite da usare alla bisogna. Es. io ne ho una per quando sto seduto al tavolo, che è distante tre metri dal divano. La selezioni con un click ed è risolto.

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09/03/2018, 10:16
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Messaggio Re: I "difetti" del DRC.
la zona di ascolto ottimale si chiama "zona isotipica".
La definizione di deve a Righini, o meglio la ho letta solo nel suo libro.
http://www.mariobon.com/Glossario/Zona_Isotipica.htm

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Messaggio Re: I "difetti" del DRC.
MarioBon ha scritto:
la zona di ascolto ottimale si chiama "zona isotipica".
La definizione di deve a Righini, o meglio la ho letta solo nel suo libro.
http://www.mariobon.com/Glossario/Zona_Isotipica.htm


Ai miei tempi si studiava questo: https://www.amazon.it/Lacustica-musicis ... 8886642008 8-)

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09/03/2018, 14:29
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Messaggio Re: I "difetti" del DRC.
AntoninoLeone ha scritto:
Grazie Tom proprio a questo volevo arrivare
Ovviamente a seconda di come assorbe il locale il segnale riflesso risulterà parzialmente attenuato ancor prima di incontrare il nodo di correzione


Questo è uno dei motivi principali per il quale il DRC funziona dentro un locale chiuso.
Se il locale fosse fortemente riflettente e con bassissimi coefficienti di assorbimento, il DRC si troverebbe a combattere con una sorta di "guerre stellari" (riflessioni, rifllessioni del segnale di correzione, ect...ect..)

Invece, anche perchè il produttore del software ha delle grandi basi matematiche oltre a conoscere i fenomeni legati alla psicoacustica, il DRC agisce in modo che questi segnali di correzione risultino parziali, quindi 2/3 riflessioni corrette e poi si lascia decadere tutto il resto, che verrà assorbito -nel tempo- e in modo che il suo relativo livello non venga piu percepito.

Un locale domestico arredato ha le necessarie caratteristiche per funzionare sinergicamente con questo tipo di tecnologia.

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saluti, Tom


09/03/2018, 16:24
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Messaggio Re: I "difetti" del DRC.
Felix ha scritto:
MarioBon ha scritto:
la zona di ascolto ottimale si chiama "zona isotipica".
La definizione di deve a Righini, o meglio la ho letta solo nel suo libro.
http://www.mariobon.com/Glossario/Zona_Isotipica.htm


Ai miei tempi si studiava questo: https://www.amazon.it/Lacustica-musicis ... 8886642008 8-)


La zona isotipica la ho trovata qui:
https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Dstripbooks&field-keywords=righini+%22il+suono%22

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