Orologeria e rolex

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Svarione
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Orologeria e rolex

#1 Messaggio da Svarione » 12/12/2019, 0:16

Quando si parla di orologi oggi si finisce per parlare di rolex, e il nostro paese è stato il mercato più importante in europa di questo marchio, ora non lo so, ma vi è stato un periodo in cui si potevano riconoscere gli italiani all’estero proprio dall’orologio al polso.

Siamo gente di palati fini ma quanto fini?

Identificarsi in un orologio ha senso?

Evidentemente si, qualcuno lo ritiene anche l’unico gioiello portabile per noi maschi, altri uno status symbol, pochi un esempio di meccanica, qualcuno un bene di investimento, o un comune segnatempo o una moda.

Chissà che valore ha per ognuno di noi l’orologio di un familiare, per qualcuno il prezzo di listino, il peso dell’oro, si è così, ho incontrato anche questo.

Però segnare il tempo era oggetto di studio dall’antichità, anzi direi dalla preistoria, ma ve la risparmio.

Dicevo che il buon gusto si può denotare dall’orologio, come dall’abbigliamento, e vi ê chi predilige la portabilità, chi la praticità, chi la qualità dei materiali, chi nel caso degli orologi le lavorazioni meccaniche o la precisione a prescindere.

E rolex?

Beh ha avuto i suoi alti e bassi, come altri marchi del resto, prodotti meno riusciti, problemi vari come tutti.

Nell’orologeria moderna metterei due spartiacque, l’utilizzo delle oscillazioni del quarzo caricato da una batteria, e l’arrivo degli smartphone.

A occhio verso la metà degli anni 70 arrivarono questi orologi, ne vidi uno mi pare si chiamasse pulsar al polso di una mia compagna di scuola, avveniristico, costava la bellezza di 500.000 lire, ma fu subito moda e i prezzi arrivarono a 30.000 lire con casio, citizen , e tutti i marchi giapponesi.

Era il contrapporsi tra due scuole, quella svizzera e quella giapponese.

Per curiosità e a titolo di informazione l’orologeria non poteva che essere terreno degli inglesi, i quali industrializzati per primi al mondo imposero agli orologiai svizzeri che gli facevano concorrenza di apporre il marchio made in swiss.

Non vi dovete meravigliare, le lobbies, il protezionismo, le copiature c’erano.

Comunque sia, io non c’ero, per cui le cosidette cipolle, cioè gli orologi da tasca le ho viste del bisnonno, non del re luigi vattelapesca, e vi risparmio gli orologi ferroviari che invece faccio male, ma vi voglio dare uno spunto.

Come credete che si stabilisse l’ora prima della ferrovia?
Ognuno come voleva, cioè ogni paese, e poi tutte le città, insomma fu una sorta di famolo come ci pare, ai tempi dei romani...e ve lo risparmio, ma anche ai tempi di mio bisnonno e di mio nonno, e allora immaginate di arrivare in una stazione e di non sapere che ore sono, misero gli orologi in ogni stazione apposta.

E se vi mettete nei panni di un viaggiatore?
Un casino.
Dovettero unificare l’ora, uniformarla, e in certi casi tenere conto dei fusi orari, e anche lì da un mondo che cambiava ....ve lo risparmio, nacque l’ora del meridiano ...inglese ovvio, e poi utc per par condicio.
Argomento sensibile.

Il problema dei fusi orari, e degli orari ferroviari venne risolto in usa, si per motivi geocrafici e anche perchè stava nascendo un altra potenza mondiale.

E rolex?
Uffa, ma siete proprio italiani.
Ve lo racconterò, a mio modo con i miei tempi, che adesso dove sono io è l’alba.

Rolex non esisteva, la prima fabbrica fu la blancpain, ma fra alti e bassi, quella che invece produsse ininterrottamente per più anni la vacheron e constantin.

Di fatto l’orologeria svizzera ha prevalso su quella inglese e il made in swiss è diventato sinonimo di qualità sicura, un pò come i treni svizzeri, sempre in orario.

Già ma con quale ora?
Quella svizzera naturalmente, che essendo piccolina li produsse in una valle, e li si concentrarono le eccellenze, giro interessante da fare, anche in moto.

Comunque l’orologio da polso segui una certa evoluzione, e ti credo dai cipolloni da tasca arrivare al polso...fu una gara a chi riusciva a fare un meccanismo il più sottile possibile, poi a trasferire tutte le funzionalità dei cipolloni insomma le complicazioni.

Non era cosa facile ridurre 150 e più rotelline se poi pensate che l’orologio automatico non esisteva e allora capite che dalla sveglia della nonna alla braun ci passa un pò.

Ci passa in mezzo la rolex, che contrariamente ai detrattori qualche brevetto lo detiene, fu la prima a fare questo e quello, mica paglia eh, ma ve lo andrete a cercare se vi interessa.

In poco tempo si affermò per un mix fra innovazione, qualità, sapiente marketing.

Non è di certo la produttrice degli orologi più complicati, o più precisi, o più sottili, ma è la piu grande trasformatrice di oro al mondo e anche con i brilli credo sia lì.

Dicevo i quarzi, quello fu un terremoto per la valle svizzera, orologiai disoccupati, maison chiuse, la rolex si mise a produrre quarzi, insomma il mercato si era spostato verso la direzione giap e gli svizzeri o chiudevano o si adeguavano.
Quello fu il periodo d’oro per comperare gli orologi da polso complicati, o meno, ma meccanici, se comperavi un rolex d’oro ti facevano lo sconto o il regalo di un crono meccanico in acciaio, che allora era un osso.

Durò poco.e pure io sospendo ma solo per “ora”

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Re: Orologeria e rolex

#2 Messaggio da organist » 12/12/2019, 9:09

Svarione ha scritto:.

Non è di certo la produttrice degli orologi più complicati, o più precisi, o più sottili, ma è la piu grande trasformatrice di oro al mondo e anche con i brilli credo sia lì.
È incredibile per me pensare alla follia del fenomeno Rolex, inteso con accezione negativa.
Non è possibile che un bene (nuovo) si venda, mediamente, quasi al doppio del suo listino ufficiale.
È follia pura secondo me.
In questo senso è un'azienda che è riuscita a trasformare il ferro in oro.

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Re: Orologeria e rolex

#3 Messaggio da Svarione » 12/12/2019, 9:24

Si è proprio ciò che mi disse un orologiaio svizzero negli anni 70, se a voi piace comperare il ferro al prezzo dell’oro è un ottimo orologio.

Però fu una operazione lunga e complessa, dovettero fare una rete di concessionarie autorizzate propria ed esclusiva, non multimarca, dovettero investire in pubblicità diretta e indiretta, sponsorizzare celebrità, vip, sportivi, presidenti di stato, attori, eventi, qualificare i propri gioiellieri, rispettare le zone, i mercati, ma prima di ogni altra cosa produrne il giusto numero.

Fu un operazione grandiosa, su scala internazionale, mondiale.

Detto così sembra l’uovo di colombo,.

Il caviale è stato considerato un alimento immangiabile per millenni, salvo poi iniziare a introdurlo e scoprire che non ve n’era mai abbastanza da far assaggiare a tutti, ovvio le uova di storione impiegano otto anni prima di poter essere inscatolate, e allora se tutti i ristoranti in delle capitali mondiali lo mettono nel menù, la scarsità innalza i prezzi.

Ecco perchè una scatoletta da 3 / 4 cucchiai costa 300 euro, un po similmente per i brillanti che viaggiano in regime di monopolio, il diamante non è una pietra rara, lo centellinano e diventa artificiosamente cara, più degli spinelli che invece sono si rari ma viaggiano in regime dil libera concorrenza,

Però con l’arrivo del quarzo, chi poteva prevedere il futuro?
I fabbricanti videro sparire i clienti, e ti credo, tutto il mercato che sino ad allora era fatto da orologi meccanici, divenne da spartire, e come?
Fifty fifty?
Che previsione fare?
Licenziarono orologiai, chiusero artigiani, fabbricanti, maison come le chiamano.

Ed era lì che bisognava comperare, grazie, con il senno del poi, e magari rolex, e magari il paul newman, o i submariner militari o i patek philippe crono perpetuali, .....o poi i nautilus...

E se invece ti andava male?
Comperavi con il gusto di allora i daydate, i calatrava, i vacheron, gli iwc, gli omega lunari, gli zenith stellina, i reverso, e compagnia bella...eh finivi forse in bancarotta o a girare i soldi a fatica.

Insomma sti quarzi furono una occasione per quelli più accorti, una fregatura per tanti, l’orolologeria svizzera ha dovuto riassestarsi su quantità inferiori, molte hanno chiuso, blancpain ad esempio, altri hanno incassato un duro colpo, vacheron, rolex.

Certo durò poco, perchè riassestata l’offerta, e digerito le differenze fra i due sistemi di segnare il tempo, tutto è tornato a riequilibrarsi, anzi l’orologeria giapponese scimmiotta con degli ibridi a batteria ma meccanici quella svizzera.

Un poco la storia dei motori a trazione diretta vs quelli a cinghia, dei bracci dritti vs quelli a s, gli ampli a valvole vs i mosfet, i giradischi vs i cdplayer.

Ci sono nel mercato degli eventi tecnologici, delle novità, poi diventano mode, quindi tutto si metabolizza e si riassesta.

Ma non solo di questo dovettero tener conto, ma proprio se si fosse in presenza di un cambiamento epocale come avvenuto ad esempio quando si cestinarono i registratori a nastro, le vhs, I tv a tubo catodico....o le cipolle del nonno o i motori a vapore, o i treni a carbone?

Un altro scossone fu lo smartphone il web a portata di mano, e già arriva l’ora aggratis, e pure giusta, non la devono aver presa bene i giap.

Oggi domandi l’ora e le mani frugano in tasca il telefonino.

Probabilmente questo è il motivo per cui vediamo quarzi radiocontrollati, o satellitari, o orologi grand seiko ibridi, e prosperare di nuovo un certo interesse per i meccanici.

Certo che il mercato cambia ogni “secondo”.

Cambiano le mode e zac l’orologio diventa grosso, anzi più è grosso meglio si vende, negli anni 30, un orologio doveva essere il più piccolo e sottile possibile, oggi il contrario, domani sarà una via di mezzo.

Talvolta soddisfare il proprio gusto paga, e rimanere fermi e diventare vintagista agli occhi di chi insegue la novità è conveniente quasi preveggente, talvolta no, il proprio gusto si evolve.

Pensa alla moda dell’alta efficienza, o a quella dei valvolari.

Tutte cose degli anni 50.

Eppure oggi ci siamo resi conto che forse era presto fargli il funerale a ste cose, ma che un recupero è difficile, si sono perse le professionalità dell’epoca, non si riesce manco a proseguire da dove si è fatto terra bruciata.
Non si capiscono più i progettini degli ampli, a cosa servono certe valvole, perchè son state scelte, che funzione ha quel determinato circuito, perchè e stato messo.

Temo che oggi si possa bellamente spadroneggiare nella beata ignoranza altrui, con un bel ampli set con le 300b, con un push pull di el 84, due righe di presentazione e sei un mago.

Se lo facevi negli anni che furono non ti assumevano se non lo sapevi padroneggiare, risolvere i problemi, modificare, inventare, sennò ti deridevano anche gli studenti, ovvio non in italia, perchè allora le valvole si studiavano a scuola, era il pane degli elettrotecnici oggi ci sono i transistor, quelli si studiano e quelli sanno fare.

Negli anni 60 mcintosh, marantz, quad erano fatte dai progettisti fondatori, romantico eh, ma difficile fare il progettista sotto di loro, o sei una mente o vai a finire a saldare al panchetto, dovevi dare di più.

È un mondo che si è perso mentre invece gli svizzerotti più conservatori oggi sono il polo mondiale delle realizzazioni orologiaie.
Hanno conservato il loro patrimonio, la cultura orologiaia, le loro scuole, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, orologi meccanici con uno scarto di più o meno tre quattro secondi al giorno, massimo ovvio, non so quanti tipi di oli usino per lubrificare un movimento, possono rifinire a mano, o costruirti un orologio intero a mano, ci vogliono due anni.

Loro un orologio non solo lo disegnano, progettano, industrializzano, lo vendono pure e se lo fanno pagare quello che vogliono perchè sono i migliori, sia che facciano un omega o un rolex o un vacheron, non ce ne è per nessuno, si inventano il modo di modificarlo, quello migliore, il più efficiente.

Noi possiamo solo copiare, comperare da loro, assemblare su un disegno più o meno originale.

Notevole.

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Re: Orologeria e rolex

#4 Messaggio da Svarione » 12/12/2019, 13:48

Questo è il motivo per cui la delocalizzazione non paga.

Ma il bello è che se anche rolex delocalizzasse chessò in cina, il valore dei suoi orologi ante questa operazione schizzerebbero alle stelle, e quelli successivi sarebbero ugualmente da prenotare con liste di attesa infinite e potrebbe costruire direttamente in asia, dove ormai li vende.

Non molto diverso da marantz quando si spostò in giappone, o harley che minaccia di andare in thailandia, o ducati e triumph che già ci sono, o le vespa e le timberland in vietnam.

Queste realtà aziendali trovano conveniente spostarsi per ragioni contingenti, costo del lavoro, nuovi mercati in espansione, ma loro continueranno a fare profitto, i paesi rispettivi di provenienza no.

Viene lecito pensare se questo impoverimento abbia senso.

In thailandia se apri un attività devi assumere sul posto, salvo eccezioni particolari, anzi si può aprire solo determinate attività.

E stiamo parlando di un paese che non si può paragonare a quelli europei, o alla cina o al giappone o alla corea e hanno capito perfettamente che è meglio invitare aziende straniere che andare in birmania o in cambogia a produrre.

E infatti crescono velocemente, bangkok è la città al mondo più visitata da turisti, e quella con più stranieri residenti.

Taipei è la prima al mondo per la qualità della vita, honk kong ha una via di negozi di orologi svizzeri di lusso, una via, in un centro commerciale a bangkok ci trovi rolls royce in vendita, non una, 4 o 5 di cui un suv, più aston martin, più mclaren, mini minor special, e naturalmente decine di negozi di orologi di lusso, svizzeri, alta moda, prada, cartier, tutto da dove viene dal riso?

Dal lavoro che abbiamo portato, scarpe, vestiti, auto, moto, smartphone, e tutto il resto.

Alla fine l’ultimo lavoratore in europa sarà della rolex se ne dovesse sopravvivere uno ovvio....un higlander

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Re: Orologeria e rolex

#5 Messaggio da Svarione » 12/12/2019, 16:41

Rolex, quello che più mi dispiace è che ormai non si apprezza più l’oggetto, la sua storia, il modo in cui si usa, oggi si prende un gmt perchè è bello, perchè è di moda, perchè si vuole apparire, ma quando fai due domande sul come si usa un gmt scopri l’amara realtà, aveva una lancetta verde che mi piaceva.

I submariner o i deepsea non si allontanano di molto da questo standard, e neanche dalle spiagge, massimo arrivano alla battigia.

Oramai gli appassionati comprano per il colore del quadrante, per le dimensioni della cassa, per vedere il marchio preferito, e se è usato per la scatola che deve esserci.

Peccato, un segnatempo ha una storia da raccontare, un’emozione nell’indossarlo, un ricordo, invece così diventa altra cosa, prevale il numero di orologi posseduti, il loro prezzo, il valore di mercato, invece della ricerca personale, del proprio gusto, mi si è presentato più volte il caso di orologi di marca ereditati e messi in vendita, in cui l’unica preoccupazione era quanto vale.

Io a voglia a disencivare ste rivendite, non ce la si fa, anzi se gli dai una valutazione bassa sperando che resti in casa, quelli tutti contenti tornano esultando perchè hanno realizzato di più.

Boh, ma guardate che certi orologi sono irripetibili, icone del passato, niente li compri con due noccioline, se ne disfano perchè non sono più di moda, e poi ti vedi i rolex di acciaio a centocinquantamila euro che però trattando scendono a centotrentamila.

Orologi strausati dai sub inglesi, con cinturino in tela, venduti all’asta mah.

Ma guardate che il mondo del collezionismo va così, ma quello del nuovo rivenduto ancora con le pellicole con sovrapprezzo non è che sia più in là.

Orologi solo in esposizione si accettano prenotazione a sei mesi, forse un anno meglio, per la consegna.

Nel negozio di fianco lo stesso orologio con il 50 per cento di maggiorazione in consegna subito, ovvio.

Poi ci sono le manie, lo stesso orologio l’explorer che dietro richiesta del pubblico viene sostituito con il nuovo modello di un paio di mm più grande, beh ora è troppo grande, meglio il precedente. Braam. rivalutazione del vecchio.
Ma li capite voi gli appassionati?

Geral genta che disegna per patek, e per audemars piguet, si vende benissimo, gerald genta che vende i suoi no.

Il nautilus e i crono rolex non li voleva nessuno, poi traac adesso un daytona è il meglio dei megli, i crono rolex valgono un appartamento, e i nautilus pure.

i movimenti devono essere di manifattura, guai se così non fosse, le più importanti manifatture jaeger le coultre, piguet zenith, li trovate in cartier, rolex un tempo, però quando vendono con il loro marchio allora si svaluta l’orologio appena lo indossi, se lo montano in rolex allora si rivaluta.

Ma la lista della follia è infinita.

Fibbie in oro da centinaia di euro, cinturini , corone in alluminio, sfere, quadranti, scatole, persino i libretti di istruzioni, un cinema, eppure c’è chi compra, anche falso, anche rifatto con pezzi di vari orologi, boh.

E nessuno sa cosa ha al polso, sarà vero?

Persino gli orologiai vengono tratti in inganno, più o meno consapevolmente, gente che manda foto di orologi per la stima del valore e si sente dire falso, poi parzialmente falso, poi vero,.

Un thriller

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Re: Orologeria e rolex

#6 Messaggio da Svarione » 13/12/2019, 11:17

Come è fatto un orologio meccanico?
Auguri.
Equivale a pretendere da un appassionato di moto o di sterei o di pittura di sapere di meccanica, elettroacustica o prospettiva.

In se non è un problema, ma ne avete voglia? Vi divertite di più?la fruizione del prodotto, il godimento che ciascuno ne trae sarà ovviamente diverso, ma ciascuno si ferma dove gli pare, se l’oggetto soddisfa la funzione che gli richiedi ha fatto il suo servizio.

Oppure credete che questo sia l’ennesimo spot pro rolex, in cui il livello di approfondimento ė proprio minimo per nascondere le soluzioni economiche adottate? O i problemi esistenti?

Certo se uno vuole convincermi che un rolex è peggio o meglio di un altro orologio mi dovrebbe spiegare il perchè, e se mi accontento di argomenti infantili la colpa è mia, se viceversa non sa argomentare differentemente inutile andare oltre, non lo sa, e sarebbe maleducato insistere.

Senza se e senza ma, accetto colui che non sa, non chi svia, chi mena il can per l’aia, chi mente, o inganna, vi prego di far altrettanto con me.

Io anche negli orologi come in tutti i campi dello scibile umano ricerco fino al punto che ritengo utile per decidere.

Rolex ha avuto problemi su certi modelli e li ha corretti nella versione successiva, problemi di robustezza di quadranti, di impermeabilità, di scatti giorno data, di eccessiva alterazione colori corone, e altri non corretti tuttora, Chessò la definizione del colore nei ghiera ceramica, problemi vi sono non illudetevi, anche in marchi ben più blasonati, solo che non ottengono un risalto così evidente, come del resto avviene in orologi molto più economici e che vengono accettati per via della loro economicità.

Provate a entrare in un qualsiasi negozio con delle domande che non siano soddisfatte e vedrete che arriva chi può rispondere, se non arriva valutate di cambiare negozio, o rassegnatevi a studiare, siete già arrivati a un livello di conoscenza troppo avanzato per quel interlocutore.
Ne farò un tread a parte.

Nel caso rolex di solito la commessa prende l’orologio e nel retro c’è chi sà, un servizio dato in ogni parte del mondo, con standard anche elevati, certificati.

Talvolta ve lo possono aprire e riparare intanto che bevete un caffè, anche un tudor, anche se siete all’estero.

È un servizio che ha un valore ed evita inutili manomissioni, giri infiniti, e garantisce in ugual modo sia l’utente superficiale che l’appassionato.
Ha un costo che viene riversato sia sul prezzo di acquisto sia sulla riparazione, che se nel periodo di garanzia per loro ricopre anche il sospetto che sia caduto.

Stiamo parlando di un prodotto che si trova in ogni parte del mondo!
Non di un prototipo o di un esemplare unico o a tiratura limitata.

Del resto le migliorie, l’utilizzo di nuovi materiali, la costruzione interna, la fonderia di proprietà, e mille altre cosucce sono dichiarate, fotografate, disponibili a verifiche, e pubblicizzate di conseguenza.
Non devono nemmeno essere messe in dubbio, o dedotte o interpretate.

Ciò che rolex omette di dire è quanti ne produce.
Chissà perchè, ma le credereste?
E allora sta zitta.
Fate il conto in tasca, 3 orologi mese per le referenze hot per il numero dei concessionari. Rolex chiuderebbe e i concessionari prima di lei.
Forse dieci volte tanto, ma allora è un raggiro per coloro che sono in lista, insomma sta zitta.

Come stanno zitti quegli orologiai che producono su commessa, anzi pregano di non essere disturbati perchè le chiacchere innanzi al forno è tutto pane perso.
E come dargli torto, parlare di quisquilie quando già hai una lista di orologi da fare.
Un artigiano, uno che non ha un ufficio relazioni pubbliche, una segretaria, si concede il minimo possibile e limitatamente al tempo che lui decide, fiera, convention, interviste.
Non va di certo a perdersi in flame o in discorsi infiniti, interviene, forse, poco, di sicuro, e mostra quello che deve qualificarlo.

Questo sia che produca fucili da caccia o altro, è così che funziona, se volete sapere di più andatelo a trovare.

Ma funziona così anche per gli amplificatori o i diffusori, e anche se non è più un artigiano, hai una critica un problema una misura che non ti torna?
Alzavi la cornetta e paul ti ascoltava e se ritiene ti invitava nel suo stabilimento e ti faceva vedere come prende le misure di un khorn....meglio farsi una magnata eh?
O farsi ritrarre con lui, o criticarlo dopo la sua dipartita, perchè se ti azzardavi a dirgli che le khorn erano concettualmente sbagliate non so come andava a finire, difetti di progettazione, misure sbagliate, e santa pazienza ma tirare su la cornetta no?
Oggi è uguale, solo che se sei mr. nessuno e chiami la rolex, devi avere una critica o una misura o un suggerimento all’altezza, perchè se sei fermo al colore di una ghiera e alle faccine penso che licenziano la segretaria che ti ha fatto parlare con un tecnico.
Per questo genere di scoperte basta una ricerca in rete, non serve di certo altro.

O pensate che i progettisti, gli ingegneri lassù siano asini autoproclamatisi geni?

Non mi sembra il caso, ci saranno, non lo posso mettere in dubbio errori, imperfezioni, sviste, ma saranno a un livello che non si possono dedurre da libri e testi.

Mi viene in mente il cav. ferrari, aveva una vetrina in ufficio con tutti i pezzi rotti nei gp.
Era una sorta di museo degli errori a memoria di future affermazioni.
Si ma errori fatti in un contesto, se si tranciano le viti di un’auto di serie, non penso che la metteva in bellavista, avrebbe fatto come apple, licenziamento di un team intero che progettò una parte dell’iphone 4.

Ah la ferrari, che auto, ma non andiamo oltre di ot in ot, un saluto cordiale

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Re: Orologeria e rolex

#7 Messaggio da Svarione » 13/12/2019, 23:54

L’orologio inteso come oggetto da abbigliamento ha seguito le mode, si definiscono in orologi di forma quelli non rotondi, i quali hanno il problema della impermeabilità.

Fino a quando la portabilità ha prevalso l’orologio si è appiattito, fino allo spessore minimo consentito dal movimento incassato, il calibro.

Esempi di orologi di forma li potrete trovare nella jaeger le coultre, i reverso, che hanno la particolarità di appunto ruotare la cassa salvaguardando il vetro in caso di urti, utile a chi gioca a cricket.

Ma ve ne sono a listino in ogni maison, i cioccolatino, il gondolo, insomma direi forme classiche.

Quelli rotondi di forme classiche sono meglio rappresentati da vacheron quelli non di forme classiche chessò silberstein,

Questi ultimi sono a mio avviso estremamente sottovalutati, oggi va di moda il rolex sportivo in acciaio, o quelli disegnati da gerald genta per conto di audemars piguet, e patek

Altri affari si fanno con i gerald genta, sottovalutati.

Insomma è sempre la stessa storia, quando si spostano in massa le scelte di acquisto, i prezzi seguono, e ciò che una volta era proibitivo acquistare diventa conveniente e viceversa.

Discernere sulla qualità dell’orologio è però un fatto di meccanica, dil qualità di lavorazioni, di soluzioni e complicazioni adottate, di finiture.

E qui bisognerebbe capire che non tutti i cartier ad esempio, montano movimenti di ugual fattura, e poi alcuni , molti sono dei quarzi, e non tutti i quarzi sono uguali.

Quindi gli appassionati distinguono tra movimenti miyota, eta, e quelli zenith primero modificati da rolex, o jaeger le coultre o piguet...

Il passo successivo sarebbe vedere le finiture del movimento, guardate un rolex e un patek, il rotore, le ondine...

Insomma non vi è un gioiello ove non ve ne sia uno più bello, più rifinito, e infatti molte case mettono un fondello a vista anche sugli sportivi, giusto per vedere quale bellezza abbiano incastonato, e affogare, ma nessuno usa un nautilus per immergersi, ma nemmeno un acquanaut.

Spero di avervi fatto venire la voglia di dare uno sguardo a questi segnatempo, magari di approfondire più di quanto io sappia, o anche di fare una gita in svizzera in quella valle famosa, senza piombarvi come al solito nel solito concessionario a vedere il solto sportivo.

Il sito migliore per avere foto, prezzi di mercato, è chrono24
Se volete un forum

https://orologi.forumfree.it/

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Re: Orologeria e rolex

#8 Messaggio da mario061 » 14/12/2019, 10:12

Secondo te esiste qualcosa nel campo hi fi che abbia lo stesso fascino di un orologio meccanico di alto livello?

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Re: Orologeria e rolex

#9 Messaggio da Svarione » 14/12/2019, 13:02

Se tu accetti che secondo me gli unici marchi fascinosi in hifi sono mcintosh e klipsch, ti direi che li farei corrispondere a rolex e panerai rispettivamente.

Azzardato e soggettivo ma ci trovo qualcosa che li accomuna.


Certo che ci vengono in mente delle cose...comunque ho scelto di accomunare rolex a mcintosh e se ci penso sono proprio azzeccati, ci sta, klipsch e panerai forse di meno ma non tanto, non tanto.

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Re: Orologeria e rolex

#10 Messaggio da mario061 » 14/12/2019, 14:06

Io non riesco ad associare prodotti hi fi a marchi di orologi, ma sicuramente amo dei marchi indipendentemente dal loro reale valore (ma chi lo stabilisce il loro reale valore?), perchè li ho ascoltati e mi sono piaciuti, e poi hanno segnato una epoca (e alcuni sono ancora "vivi")

Siccome credo più nel risultato d'insieme che nell'efficacia del singolo apparecchio, e credo che in larghissima parte il risultato finale dipenda dai diffusori e dalla sorgente, non ho mai speso cifre elevate per le elettroniche. Però il fascino che certi apparecchi suscitano nella mente di chi queta passione la vive da molti anni, è indubbio.

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