ROLLING THUNDER: Bob Dylan Tribute

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Velut Luna
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ROLLING THUNDER: Bob Dylan Tribute

#1 Messaggio da Velut Luna » 09/04/2017, 16:07

Oggi concerto, domani disco.
ROLLING THUNDER, OMAGGIO AL DIVINO BOB DYLAN.
Barbara Belloni Band

Ieri sera, al Conamara Pub di Torre, vicino a Padova, ha preso il via con il primo concerto live il grande progetto dedicato a Dylan, da parte della Barbara Belloni Band e che io, con Velut Luna, entro l'anno metterò su disco.
Mai come ieri sera tutti, ma proprio TUTTI, i presenti si sono resi conto di quanto un pur simpatico localino di provincia stia clamorosamente stretto ad un gruppo di caratura internazionale, come a tutti gli effetti è oggi la Barbara Belloni Band.
Io mi guardavo intorno e a ogni attacco la gente sgranava gli occhi, a ogni modulazione sopra i grattaceli della stellare voce di Barbara Belloni si vedevano le bocche del pubblico fare "Oooo!" con stupito piacere inaspettato.

Musicisti così di solito non si trovano a suonare al Conamara, ma quando va bene al Madison Square Garden.
E, credetemi, non sto esagerando. Anche perchè ieri sera non ero andato a fare lo spettatore, ma a prendere coscienza di quanto ci fosse ancora da lavorare prima di incidere il disco e quindi avevo il fucile puntato ad alzo zero, pronto a impallinare con insusitata spietatezza ogni problema... Ed il mio piacere è stato tanto nel rilevare meccanismi e sincronismi già quasi perfetti, arrangiamenti stratosferici che pongono questa band non sotto, ma direttamente allo stesso livello di The Band (lo stile è quello, rock ed elettrico, del Dylan con The Band, fra la fine dei '60 e i '70), con Flamiano Mazzaron che non fa rimpiangere nè il suono nè il carisma di Robbie Robertson, sostenuto in modo simbiotico dalle trame delle tastiere (soprattutto hammond) del suo fratello in blues Fabio Ranghiero. E senza dimenticare le due macchine da guerra, autentiche, costituite dalla ritmica di Alberto Toninelli alla batteria e Alessandro Arcuri al basso. Con l'aggiunta non irrilevante, anzi determinante in modo decisivo, delle chitarre di Matthew Smith, direttamente da New York City.

Barbara poi, questa volta, ha superato se stessa. Se con il progetto Jim Croce aveva offerto la prova della grande maturità, con questo Rolling Thunder entra di diritto e senza scuse nell'empireo delle forse non più di 20 autentiche rockstar internazionali.
E ancora una volta non esagero.
Padronanza ASSOLUTA del testo, che nel caso di Dylan conta 10 volte di più che con qualsiasi altro sogwriter, con grande evidenza. Padronanza che significa pronuncia perfetta, ma soprattutto capacità di porgere ogni singola parola nel suo significato più profondo. E poi la musicalità: le modulazioni che ho sentito ieri sera su ottave improponibili per il 99,9% del resto delle cantanti mi hanno letteralmente tramortito. Di piacere e conseguente gioia.

Inutile infine sottolineare la fantasia, il genio, degli arrangiamenti strumentali sotto la direzione artistica, ferrea, di Flamiano Mazzaron.

Ecco, io spero che tutto questo poissa non restare confinato in pochi locali di provincia e in un disco a tiratura limitata... Lo spero proprio, che sennò stavolta mi incazzo, ma m'incazzo veramente... (e dov'è la novità, direte voi... Appunto...)

State MOLTO SINTONIZZATI, perchè questo disco lo registreremo DAL VIVO lungo tre serate consecutive, in luogo da definire, nel prossimo autunno. State molto sintonizzati, molto...

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