Interfacciare un ampli e un diffusore

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Re: Interfacciare un ampli e un diffusore

#21 Messaggio da MarioBon » 07/01/2020, 14:45

La posizione di Svarione è chiara però, secondo me, lascia aperta la possibilità di sbagliare o di essere "pilotati" verso un acquisto incauto. Leggo che molti fanno dei paragoni con le automobili e farò lo stesso in questa occasione anche perhè anche in HiFi si parla di spendere cifre di un certo impegno.
Chi va da un concessionario senza essersi informato sulle caratteristiche ed i prezzi delle automobili e senza aver prima preso con cura le misure del proprio garage? Chi non considera il tipo di strade che andrà a percorrere più frequentemente e quanta strada dovrà percorrere? Credo nessuno.
Anche in HiFi è opportuno informarsi prima e considerare le caratteristiche del proprio locale ed il genere musicale preferito.
Fissati un certo numero di paletti, in quell'ambito, si può scegliere quello che piace di più.
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Re: Interfacciare un ampli e un diffusore

#22 Messaggio da Svarione » 07/01/2020, 15:25

viewtopic.php?f=29&t=1792

Più di così non posso, però potrebbe essere una base comune

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Re: Interfacciare un ampli e un diffusore

#23 Messaggio da Svarione » 18/01/2020, 13:32

“Comunque se il trasformatore è fatto bene non ci sono problemi.”

Ci sto pensando, per il momento ho trovato che i mcintosh avevano la possibilità di lavorare in condizioni estreme, ne avevano per provare ciò, immerso uno nell’ acqua e dopo una rapida asciugata era possibile riutilizzarlo.

Più adatto ad usi professionali di quello non credo ci sia, il che spiega perchè per anni sia stato un riferimento per concerti e giostre, ovvio con power guard e sentry monitor ora saranno dei muli.

Il buffo è che non so se oggi sia così tanto utilizzato in ambito pro, penso anche il mercato home hifi pesi sempre meno se è vero che in listino compaiono prodotti ht.

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Re: Interfacciare un ampli e un diffusore

#24 Messaggio da Svarione » 18/01/2020, 19:48

Comunque il mcintosh ha una capacità di interfacciamento semplicemente perfetta proprio per l’utilizzo degli autotrasformatori.

Dobbiamo capirci su cosa deve essere chiamato a fare un amplificatore e cosa si intende per interfacciarlo ma si può intuire che l’idea funziona perfettamente dal fatto che resta freddo e può continuare a lavorare a tempo pressochè indefinito in modo stabile.

La robustezza gli è conferita dalla qualità della componentistica usata ,dalla professionalità con cui è costruito, dal controllo di produzione, dal collaudo e dall’esperienza acquisita sul campo, ma questi non sono altro che semplici applicazioni dei requisiti di un progetto che la prevedeva come prima condizione da soddisfare.

Che oggi sia un ampli per certi versi criticato dipende dal lavoro che si vuole far fare all’amplificatore, da cosa si vuole giudicare, come una bella ragazza che può non essere adatta per coltivare i campi ma non significa che debba essere giudicata per quello da tutti.

Anzi talvolta la bellezza può intralciare ed essere fraintesa come strumentalizzata.

Purtroppo la sua eleganza circuitale, l’originalità progettuale, viene oggi a essere giudicata per lo più da fattori estetici. o al kg, e chi sa se ne guarda bene dal spiegare.

Come al solito chi non sa si fa grande e gli appassionati si divertono.

E le stelle stanno a guardare

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