seconda bobina sul cono dell'altoparlante

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arivel
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seconda bobina sul cono dell'altoparlante

#1 Messaggio da arivel »

ciao.
vorrei fare insieme a voi un'altro piccolo ragionamento .
se sulla stessa porzione di supporto dell'altoparlante dove si trova la bobina in cui scorre il segnale ci fosse un'altra bobina elettricamente separata che va all'ingresso negativo dell'ampli (in modalità differenziale) si potrebbe ottenere un feedback negativo ed ottenere l'equalizzazione ? .
naturalmente con opportuno calcolo della bobina ma per adesso basta sapere se è possibile .

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MarioBon
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Re: seconda bobina sul cono dell'altoparlante

#2 Messaggio da MarioBon »

In effetti una seconda bobina consentirebbe di ottenere un segnale utilizzabile. I woofer a doppia bobina esistono e si possono acquistare. Non mi risulta che questo metodo sia stato implementato.
Sono state fatte
- controreazioni di accelerazione (MFB Philips)
- controreazione con ponte di velocità (Andante 3A)
- pilotaggio in corrente con impedenza negativa e correzione dei parametri (ACE BASS di Audio Pro)
- controreazione di spostamento con sensori capacitivi (si trova in ret realizzata su un woofer Seas)
- controreazione con sensore differenziale di pressione (PowerSoft)
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arivel
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Re: seconda bobina sul cono dell'altoparlante

#3 Messaggio da arivel »

mi sono venuti in mente i radiatori passivi ma questi non hanno ne bobina ne magnete

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MarioBon
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Re: seconda bobina sul cono dell'altoparlante

#4 Messaggio da MarioBon »

i radiatori passivi sostituiscono i condotti reflex.
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Coltr@ne
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Re: seconda bobina sul cono dell'altoparlante

#5 Messaggio da Coltr@ne »

Anche Nudell sulle Infinity grosse faceva qualcosa del genere, dovrei pescare tra le vecchie riviste

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MarioBon
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Re: seconda bobina sul cono dell'altoparlante

#6 Messaggio da MarioBon »

Le infinity avevano un woofer a doppia bobina. La prima bobina era pilotata normalmente, in serie alla seconda c'era una rete RL serie (induttanza in serie a un condensatore) la cui risonanza coincideva con quella dell'altoparlante (che doveva essere caricato in cassa chiusa). In questo modo le due bobine risultavano in parallelo solo in corrispondenza della risonanza mentre (lontano dalla risonanza) ne funzionava una sola. Niente a che vedere con la controreazione.
Immagine
Non ho molti altri dettagli.

Focal invece usava solo una induttanza sulla seconda bobina per "appiattire" la risposta complessiva. C'è stato chi ha utilizzato la seconda bobina per controllare lo smorzamento alla risonanza e anche per ridurre l'induttanza della bobina mobile in gamma media. Tutte tecniche efficaci ma "costose" in termini di rendimento.

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superdeath1978
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Re: seconda bobina sul cono dell'altoparlante

#7 Messaggio da superdeath1978 »

Invece gli altoparlanti Elettrodinamici o field coil (in inglese) avevano un'altra bobina alimentata/eccitata in CC (corrente continua) che faceva da magnete alla bobina mobile collegata al cono dell'altoparlante che veniva alimentata dell'amplificatore ; il vantaggio degli altoparlanti field coil era che l'impedenza dell'altoparlante rimaneva pressoché uguale non
avendo un magnete dove la bobina scorre con perdita alle estremità del flusso magnetico; negli anni 30 era pubblicizzata come migliore rispetto agli altoparlanti con magneti permanenti, poi invece l'evoluzione è andata a favore di questi ultimi
Marco Chiarini

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Re: seconda bobina sul cono dell'altoparlante

#8 Messaggio da MarioBon »

Credo che l'ultimo implementazione recente sia di Focal. Anche i field coil hanno i loro problemi per esempio la corrente che genera il campo deve esser costante (e non è "piccola"). Qualsiasi variazione di corrente si traduce automaticamente in distorsione per intermodulazione. Qualsiasi assimetria nel campo magnetico nel traferro ha le stesse controindicazioni che si trovano con i motori a magnete permanente. E' stata abbandonata perchè oggi ci sono magneti sufficientemente potenti e meno costosi.
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superdeath1978
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Re: seconda bobina sul cono dell'altoparlante

#9 Messaggio da superdeath1978 »

MarioBon ha scritto: 10/01/2022, 14:30 Credo che l'ultimo implementazione recente sia di Focal. Anche i field coil hanno i loro problemi per esempio la corrente che genera il campo deve esser costante (e non è "piccola"). Qualsiasi variazione di corrente si traduce automaticamente in distorsione per intermodulazione. Qualsiasi assimetria nel campo magnetico nel traferro ha le stesse controindicazioni che si trovano con i motori a magnete permanente. E' stata abbandonata perchè oggi ci sono magneti sufficientemente potenti e meno costosi.
Grazie Mario
Marco Chiarini

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