ZeroZone P1000 Balanced
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Re: ZeroZone P1000 Balanced
Infatti l'IRS9022 ha destato nuova curiosità in me sulla classe D, anche perché è facilmente riparabile e forse vale la pena vedere se han fatto strada rispetto all'epoca del Tripath inteso non solo come potenza. Sulla carta sì, ne han fatta tanta, ma spesso mi capita di leggere nel T-forum che tornando indietro ai Tripath tutto questo salto sonico non c'è, ma solo di potenza. Non resta che sperimentare di persona.
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Pasquale Farinacci
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Re: ZeroZone P1000 Balanced
Gurada, quando ho spostato il mio Fosi Audio V3 (che non si basa sul 2092...) dalla postazione del computer e ho inserito il mio vecchio T-amp, quello base in vendita a 30-40 euro, la differenza l'ho sentita subito, a livello timbrico, di chiarezza e di definizione in gamma alta e bassa... è un'ascolto near field, anche decentrato, però tanto mi è bastato... Non è una prova definitiva ma l'impressione è stata netta. Mi immagino il piccoletto, con i connettorini a molla, a confronto con i mono... Forse ci sono implementazioni del Tripath molto più serie, ma io non ne sono a conoscenza...Tropico ha scritto: 20/05/2026, 12:10 Infatti l'IRS9022 ha destato nuova curiosità in me sulla classe D, anche perché è facilmente riparabile e forse vale la pena vedere se han fatto strada rispetto all'epoca del Tripath inteso non solo come potenza. Sulla carta sì, ne han fatta tanta, ma spesso mi capita di leggere nel T-forum che tornando indietro ai Tripath tutto questo salto sonico non c'è, ma solo di potenza. Non resta che sperimentare di persona.
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Re: ZeroZone P1000 Balanced
Io ho notato che quei vecchi classe D Tripath andavano meglio con un PSU lineare, forse perché il lineare dissipa il bus pumping o perché i chip erano più sensibili alle varie EMI generate dagli SMPS che bene che andavano, a quei tempi, erano al livello di alimentatori per barre LED
Non a caso il Topping TP60 ha un TA2022 con PSU dual mono lineare ed è buono, a dispetto delle misure molto meno buone, e l'ascolto ancora oggi pur possedendo altre elettroniche superiori.
Per inciso, il TA2024, il finto ammazzagiganti dei tempi, a me non piaceva sulla medio-alta, e sulla bassa era ingiudicabile da quanto era scarso, forse per quello li ho bruciati tutti
in compenso la ricostruzione sonora era più reale, tridimensionale, rispetto agli entry level che avevo.
Non a caso il Topping TP60 ha un TA2022 con PSU dual mono lineare ed è buono, a dispetto delle misure molto meno buone, e l'ascolto ancora oggi pur possedendo altre elettroniche superiori.
Per inciso, il TA2024, il finto ammazzagiganti dei tempi, a me non piaceva sulla medio-alta, e sulla bassa era ingiudicabile da quanto era scarso, forse per quello li ho bruciati tutti
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Re: ZeroZone P1000 Balanced
Caro Modwright KWA150 torna a casa che ci manchi... 
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Re: ZeroZone P1000 Balanced
questo succede quando le misure non sono significative.Tropico ha scritto: 20/05/2026, 19:57 ...
a dispetto delle misure molto meno buone, e l'ascolto ancora oggi pur possedendo altre elettroniche superiori.
----.
Per esempio nessuno misura l'intermodulazione del segnale musicale con le spurie dell'alimentazione.
in passato lo ha fatto Mariani su Audiovisione (rivista che è durata troppo poco).
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Re: ZeroZone P1000 Balanced
Non vorrei rubare la discussione, ma mi imbatto sovente con affermazioni tipo questa
Ma se togliamo il SINAD come misura di bontà, Audio Science Review chiude i battenti con tutta la Topping appresso, dato che ci fa la "top chart".
Onestamente io le misure le guardo, solo per vedere se ci sono difetti grossolani di progettazione, ma quando siamo sugli 80dB di SINAD per me è sufficiente, come lo era per tutti i DAC e Ampli di qualche decennio fa.
L'intermodulazione del segnale musicale con le spurie dell'alimentazione sarebbe una bella cosa che forse dà una indicazione migliore insieme ad altre, ricordo ancora l'articolo di Aloia su CHF che mostrava come il segnale risaliva a monte del PSU, modulato, sul cordone di alimentazione. I moderni classe D con gli SMPS bidirezionali dovrebbero esserne più affetti.
Ad ogni modo, usando delle cuffie, quindi senza interferenza ambientale, si è notato che la misura di THD, IMD e Multitono non sono misure attendibili per misurare le preferenze di qualità di ascolto: https://www.listeninc.com/wp/media/2023 ... bility.pdf perché solo sopra una soglia molto grande diventano udibili (tipo i bassi scoreggianti
), mentre la risposta in frequenza era un parametro facile da riconoscere quindi giudicare, e la distorsione non coerente con segnale musicale la misura più predittiva.
Non so se si arriverà mai a correlare test di misura a sensazioni uditive, tipo profondità sonora, ricostruzione 3D etc a qualche misura specifica, mi pare Mario aveva pubblicato qualcosa ma ora mi sfugge quella discussione...
E altre volte mi imbatto, come ho già scritto, che i vecchi Tripath suonano più piacevoli di alcuni moderni classe D che misurano tutti MOLTO meglio.https://www.audiosciencereview.com/forum/index.php?threads/review-and-measurements-of-topping-tp60-and-fx-audio-fx502spro-amps.5025/post-138441 ha scritto: Gli piaceva il TP60 meglio degli altri suoi amplificatori, Hypex NC400.
Ma se togliamo il SINAD come misura di bontà, Audio Science Review chiude i battenti con tutta la Topping appresso, dato che ci fa la "top chart".
Onestamente io le misure le guardo, solo per vedere se ci sono difetti grossolani di progettazione, ma quando siamo sugli 80dB di SINAD per me è sufficiente, come lo era per tutti i DAC e Ampli di qualche decennio fa.
L'intermodulazione del segnale musicale con le spurie dell'alimentazione sarebbe una bella cosa che forse dà una indicazione migliore insieme ad altre, ricordo ancora l'articolo di Aloia su CHF che mostrava come il segnale risaliva a monte del PSU, modulato, sul cordone di alimentazione. I moderni classe D con gli SMPS bidirezionali dovrebbero esserne più affetti.
Ad ogni modo, usando delle cuffie, quindi senza interferenza ambientale, si è notato che la misura di THD, IMD e Multitono non sono misure attendibili per misurare le preferenze di qualità di ascolto: https://www.listeninc.com/wp/media/2023 ... bility.pdf perché solo sopra una soglia molto grande diventano udibili (tipo i bassi scoreggianti
Non so se si arriverà mai a correlare test di misura a sensazioni uditive, tipo profondità sonora, ricostruzione 3D etc a qualche misura specifica, mi pare Mario aveva pubblicato qualcosa ma ora mi sfugge quella discussione...
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Re: ZeroZone P1000 Balanced
la Listening è la ditta fondata da Temme che è colui il quale ha messo a punto la misura di distorsione non coerente. Questa misura, in origine, si chiamava Random Distortion e lo stesso Temme la aveva messa a punto quando lavorava alla B&K. Lo scopo era misurare la distorsione degli amplificatori usati negli apparecchi per ipoudenti.Tropico ha scritto: ieri, 15:56 Non vorrei rubare la discussione, ma mi imbatto sovente con affermazioni tipo questa----https://www.audiosciencereview.com/forum/index.php?threads/review-and-measurements-of-topping-tp60-and-fx-audio-fx502spro-amps.5025/post-138441 ha scritto: Gli piaceva il TP60 meglio degli altri suoi amplificatori, Hypex NC400.
Ad ogni modo, usando delle cuffie, quindi senza interferenza ambientale, si è notato che la misura di THD, IMD e Multitono non sono misure attendibili per misurare le preferenze di qualità di ascolto: https://www.listeninc.com/wp/media/2023 ... bility.pdf perché solo sopra una soglia molto grande diventano udibili (tipo i bassi scoreggianti), mentre la risposta in frequenza era un parametro facile da riconoscere quindi giudicare, e la distorsione non coerente con segnale musicale la misura più predittiva.
....
Quando Temme ha aperto la sua ditta ha proposto la Random Distortion anche per gli altoparlanti anche se Bendat & Piersol (1980) avevano dimostrato che, sugli altoparlanti, la misura non aveva significato.
Bendat and Piersol
Engeneering Application of correlation and spectral analysis
Wiley Inter Science
che è la versione "semplificata" di
Bendat and Piersol
Random Data
https://ia801506.us.archive.org/15/item ... edures.pdf
vds a pag 137 e verificare le condizioni di validità.

(figura tratta da B&K https://www.bksv.com/media/doc/bo0385.pdf)
Temme deve vendere un prodotto e lo promuove come meglio crede. Ciò non toglie che la metodologia proposta sia adatta a sistemi SISO (un ingresso, una uscita) con alcune limitazioni e non sia adatta per gli altoparlanti ovvero sistemi SIMO (un ingresso, molte uscite). Questo non lo dico io ma Bendat & Piersol.
Invito a leggere gli articoli di Temme pubblicati da AES.
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Re: ZeroZone P1000 Balanced
nei mei appunti ho trovato una spiegazione più dettagliata:
Il metodo di Temme, funziona per sistemi SISO (vds Bendat e Piersol ”Engineering Application of Correlation and Spectral Analysis” - John Wiley & Sons, 1980 - pagg. 83 e 84) ed è sensibile a tutto quello che avviene tra l’uscita del DUT ed il microfono. Per capire meglio, sempre nel libro di Bendat, si veda a pag. 154 del capitolo 7 “Single Input/Multiple Output Problems”. Un sistema di altoparlanti multivia è “single input” ma non è “single output” perché, al microfono, giunge la diffrazione ai bordi e riflessioni che introducono errori che Temme non ha valutato. Ne segue che la procedura proposta da Temme non è applicabile ad un sistema di altoparlanti (in ambiente riverberante, in presenza di diffrazione ai bordi e con le trombe per le riflessioni bocca-gola).
Nota: il libro di Bendant non è citato nella bibliografia né della nota B&K né nell’articolo di Temme.

Per definizione, in assenza di rumore, tutto ciò che è presente nella risposta ma non è presente nello stimolo è classificato come distorsione non lineare. Quindi per misurare la distorsione non lineare si confronta lo spettro della risposta con lo spettro dello stimolo. Questo implica che lo spettro della distorsione possa essere distinto dallo spettro della distorsione. Con il metodo di Temme oltre a dover rispettare le stesse condizioni di un Null Test, sono richieste un numero elevato di medie per ridurre il rumore il rumore. Più dura la misura più il risultato è soggetto, per esempio, alle variazioni termiche.
Il metodo di Temme, funziona per sistemi SISO (vds Bendat e Piersol ”Engineering Application of Correlation and Spectral Analysis” - John Wiley & Sons, 1980 - pagg. 83 e 84) ed è sensibile a tutto quello che avviene tra l’uscita del DUT ed il microfono. Per capire meglio, sempre nel libro di Bendat, si veda a pag. 154 del capitolo 7 “Single Input/Multiple Output Problems”. Un sistema di altoparlanti multivia è “single input” ma non è “single output” perché, al microfono, giunge la diffrazione ai bordi e riflessioni che introducono errori che Temme non ha valutato. Ne segue che la procedura proposta da Temme non è applicabile ad un sistema di altoparlanti (in ambiente riverberante, in presenza di diffrazione ai bordi e con le trombe per le riflessioni bocca-gola).
Nota: il libro di Bendant non è citato nella bibliografia né della nota B&K né nell’articolo di Temme.

Per definizione, in assenza di rumore, tutto ciò che è presente nella risposta ma non è presente nello stimolo è classificato come distorsione non lineare. Quindi per misurare la distorsione non lineare si confronta lo spettro della risposta con lo spettro dello stimolo. Questo implica che lo spettro della distorsione possa essere distinto dallo spettro della distorsione. Con il metodo di Temme oltre a dover rispettare le stesse condizioni di un Null Test, sono richieste un numero elevato di medie per ridurre il rumore il rumore. Più dura la misura più il risultato è soggetto, per esempio, alle variazioni termiche.
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