Amplificatore Crown XLS 2502
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Re: Amplificatore Crown XLS 2502
Ti ringrazio ma recentemente lo ha acquistato un mio amico che abita vicino a me.
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Re: Amplificatore Crown XLS 2502
ZeroZone P1000Tropico ha scritto: 17/07/2026, 19:29 https://www.amaudio.it/listino-prezzi/
64 mila
tra 640 del Crown e 64.000 dell'AM ci sono due zeri di differenza, ci sono soluzioni più intelligenti (come sapete anche meglio di me) per far suonar bene un impianto HiFi
Tipo lo ZeroZone P1000, di potenza ne ha anche lui in abbondanza (non so sui 2 ohm quanto siano reali) , si risparmia la metà del Crown, certo l'affidabilità non sarà la stessa ma ho sentito meno pareri "brutti" sulla gammia medio-alta, anzi tutt'altro.
ho cercato in rete ma non ho trovato niente.
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Re: Amplificatore Crown XLS 2502
MarioBon ha scritto: ieri, 17:56 Ti ringrazio ma recentemente lo ha acquistato un mio amico che abita vicino a me.
Ottimo,ne è soddisfatto?
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Re: Amplificatore Crown XLS 2502
E' quello di cui abbiamo discusso pochi thread fa viewtopic.php?p=59988#p59988MarioBon ha scritto: ieri, 18:03ZeroZone P1000Tropico ha scritto: 17/07/2026, 19:29 https://www.amaudio.it/listino-prezzi/
64 mila
tra 640 del Crown e 64.000 dell'AM ci sono due zeri di differenza, ci sono soluzioni più intelligenti (come sapete anche meglio di me) per far suonar bene un impianto HiFi
Tipo lo ZeroZone P1000, di potenza ne ha anche lui in abbondanza (non so sui 2 ohm quanto siano reali) , si risparmia la metà del Crown, certo l'affidabilità non sarà la stessa ma ho sentito meno pareri "brutti" sulla gammia medio-alta, anzi tutt'altro.
ho cercato in rete ma non ho trovato niente.
Che poi ho dato per buono quel nome, ma non so se è più giusto ZeroZone IRS2092 oppure ZeroZone S1000W
Non dovremmo lasciare che i numeri definiscano la qualità audio più di quanto lasceremmo che l'analisi chimica sia l'arbitro dei vini pregiati. Nelson Pass
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Re: Amplificatore Crown XLS 2502
L'uso di ampli di derivazione pro fu "sdoganato" anni fa da Renato Giussani che osò addirittura proporre l'uso dei Behringer serie EP.
Behringer aveva la fama di essere proprio "da battaglia" nel campo pro, il segmento basso al punto che qualcuno non lo considerava nemmeno un degno entry level. Ma diversi prodotti all'epoca ricalcavano schemi ben collaudati (credo la serie EP fosse praticamente un clone di QSC).
Ricordo anche la serie di monitor TRUTH che ricalcava l'estetica dei vecchi monitor Genelec serie 1000 (quando ancora erano parallelepipedi). Le TRUTH trovarono un certo seguito anche per l'ascolto domestico e va detto che a scapito del segmento di mercato entry level avevano un'elettronica assolutamente dignitosa: alimentazione lineare, crossover elettronico basato realizzato con NE553x e finali LM3886 (o serie simile).
Behringer nel frattempo è cresciuta ed è diventata una holding chiamata Music Group (oggi Music Tribe). Ha assorbito buona fetta del mercato professionale con l'acquisizione di diversi marchi storici.
Ma torniamo a Giussani. Dopo la sua imbeccata, nei forum audiofili si diffuse un po' la curiosità per gli ampli pro, ma i Behringer venivano sempre visti con scetticismo. Ricordo un periodo in cui andavano di moda gli Yamaha serie P2500S e varianti.
Poi arrivò il gruppo Thomann con i t.amp, c'è la serie E e la serie S (da studio, meno potente, a raffreddamento passivo).
Gli ampli pro "da studio" si caratterizzano per il funzionamento in classe AB anziché in classe G/H (tipico di quasi tutti i pro lineari) e con raffreddamento passivo (in gergo "convection cooling").
Su questo campo Behringer propose dapprima l'A500 in classe AB che ricalcava l'estetica degli Alesis RA (RA150, RA300, RA500). Poi passò alla classe D con l'A800. Non ho mai investigato se anche gli schemi fossero simili tra Behringer e Alesis.
Il compianto Majandi (che sulle sue realizzazioni usava moduli in classe D dell'italiana Powersoft) mi suggerì, come amplificatori "pro" idonei all'uso hi-fi, gli MC2 Audio. Costano parecchio
Behringer aveva la fama di essere proprio "da battaglia" nel campo pro, il segmento basso al punto che qualcuno non lo considerava nemmeno un degno entry level. Ma diversi prodotti all'epoca ricalcavano schemi ben collaudati (credo la serie EP fosse praticamente un clone di QSC).
Ricordo anche la serie di monitor TRUTH che ricalcava l'estetica dei vecchi monitor Genelec serie 1000 (quando ancora erano parallelepipedi). Le TRUTH trovarono un certo seguito anche per l'ascolto domestico e va detto che a scapito del segmento di mercato entry level avevano un'elettronica assolutamente dignitosa: alimentazione lineare, crossover elettronico basato realizzato con NE553x e finali LM3886 (o serie simile).
Behringer nel frattempo è cresciuta ed è diventata una holding chiamata Music Group (oggi Music Tribe). Ha assorbito buona fetta del mercato professionale con l'acquisizione di diversi marchi storici.
Ma torniamo a Giussani. Dopo la sua imbeccata, nei forum audiofili si diffuse un po' la curiosità per gli ampli pro, ma i Behringer venivano sempre visti con scetticismo. Ricordo un periodo in cui andavano di moda gli Yamaha serie P2500S e varianti.
Poi arrivò il gruppo Thomann con i t.amp, c'è la serie E e la serie S (da studio, meno potente, a raffreddamento passivo).
Gli ampli pro "da studio" si caratterizzano per il funzionamento in classe AB anziché in classe G/H (tipico di quasi tutti i pro lineari) e con raffreddamento passivo (in gergo "convection cooling").
Su questo campo Behringer propose dapprima l'A500 in classe AB che ricalcava l'estetica degli Alesis RA (RA150, RA300, RA500). Poi passò alla classe D con l'A800. Non ho mai investigato se anche gli schemi fossero simili tra Behringer e Alesis.
Il compianto Majandi (che sulle sue realizzazioni usava moduli in classe D dell'italiana Powersoft) mi suggerì, come amplificatori "pro" idonei all'uso hi-fi, gli MC2 Audio. Costano parecchio
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