PARLIAMO DI VINILE

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Velut Luna
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PARLIAMO DI VINILE

#1 Messaggio da Velut Luna »

Come forse sapete, stiamo lanciando il nostro nuovo piano editoriale con il vinile LADIES... AGAIN di prossima pubblicazione. Io non ho mai smesso di ascoltare e comprare vinile per il mio piacere personale e in occasione di questa nuova nostra pubblicazione ho pensato di dare un'ennesima rinfrescata al mio storico Thorens (ne ho parlato qualche tempo fa).
Il vecchio leone svizzero - già "Frankenstein" dei giradischi per le mille e non più mille modifiche che gli ho apportato nel corso di 35 anni di vita - è stato ora definitivamente "abarthizzato" nelle sue ultime piccole manchevolezze: ho sostituito tutto il cablaggio interno ed esterno, facendo installare una vaschetta IEC per l'alimentazione e un connettore RCA per il cavo di segnale, ho sostituito la cinghia, riequilibrato le molle e sostituito il tappetino con uno dedicato in sorbothane da 5mm.
Sommato tutto ciò alle modifiche al telaio fatte già negli anni '80 e alla sostituzione del braccio con il mitico Mayware MKIV a massa variabile (anche questo fatto negli anni '80), ora il Thorens TD160 Super vola veramente ad alto livello.

Bene: io ho sempre inteso l'ascolto del vinile come una sorta di "slow food"... Il disco si ascolta interamente, prima il lato A e poi il lato B. Si gusta la grafica degli album, si leggono le note... naturalmente per fare ciò è INDISPENSABILE che nel disco ci sia buona musica e per me anche ben suonante...
Riascoltando oggi tanti miei vecchi LP degli anni '70, ma anche degli anni '60 dalla collezione di mio papà, mi rendo conto una volta di più quanto gli LP "commerciali" dell'epoca fossero in un buon 50% dei casi delle autentiche "monnezze" a livello tecnico, nel 30% dei casi appena accettabili e solo nel 20% veramente godibili.
La mitologia del grande analogico è tutta costruita su quelle poche e rare copie di prima stampa, per lo più inglesi o tedesche o americane (per tacer dei giapponesi) che pochi fortunati si potevano aggiudicare al momento della prima edizione del disco. Io ricordo come avessi una vera e propria corsia preferenziale, garantita dal fatto di essere un eccellente cliente fidelizzato, col mitico Giorgio del negozio Gabbia di Padova, che appena usciva l'ultimo dei Genesis, o degli Yes, o di Karajan... e così via, mi assicurava di trovarmi le edizioni di importazione, quindi appunto le stampe originali. E così ho molti dischi ben suonanti... Ma ad esempio la maggior parte delle musica italiana, masterizzata e stampata in Italia fa abbastanza schifo...

Tutto questo per dire che un vinile garantisce grandi soddisfazioni all'ascolto a patto che si rispettino non poche regole di produzione:
- masterizzazione della lacca a regola d'arte (...e vabbè, crediamoci... ma i tagli in bassa frequenza, le compressioni selvagge dei picchi con limiter impostati... "in sicurezza" per non far saltare le preziose testine dei torni di incisione... etc.etc.etc....);
- utilizzo della matrice galvanica per non più di 1000 copie (ora: quando i vinili si stampavano per i titoli di successo in centinaia di migliaia di copie, per non dire milioni... voi pensate veramente che rifacessero lacca + galvanica ogni mille pezzi...???! Si usavano medesime matrici per migliaia e migliaia di copie, con i risultati che potete immaginare sui "numeri alti" di produzione...)
- stampa su vinile pesante, minimo-minimo 140gr. (la stragrande maggioranza delle stampe commerciali era di 120 gr.)
- vinile vergine o pochissimo riciclato ( ...e nella maggior parte dei casi invece era super riciclato)

Poi sono arrivate le etichette specializzate audiophile, già negli anni '70: Original Master Recording, M&K Records, e più di recente Speaker's Corner, Classic Records, etc. MA QUESTO E' TUTTO UN ALTRO DISCORSO... e conoscete bene anche i costi di questi dischi...

Tutto questo discorso... per fare, come mia consuetudine, il "grillo parlante" un po' rompicoglioni, ma necessario.
IO AMO IL VINILE, E' LA MIA STORIA. Ci sono nato e cresciuto, l'ho coccolato e lo coccolo per il mio piacere personale. Ma cerchiamo di stare con i piedi per terra nel decantare qualità che spesso sono solo teoriche.

Paradossalmente, proprio oggi assistiamo alla pubblicazione, anche da parte delle major company, di prodotti di grande qualità, infinitamente superiori a quanto avveniva quando il vinile era il supporto d'elezione per l'ascolto delle musica. Il fatto che oggi sia un oggetto per pochi implica la più banale delle motivazioni della nuova migliore qualità: ovvero il fatto che se ne stampino pochi, anche per i titoli di grande successo (Pink Floyd e il resto delle grandi "bande" oggetto di ristampa). E ancor più per i titoli novità dei nuovi gruppi. Al massimo vengono stampate 3000 copie, vedi l'ultimo della Pausini o di Bocelli o di eros Ramazzotti o di Tiziano Ferro o di David Bowie.

Infine i master nativi: spesso per non dire quasi sempre, oggi sono digitali ad ALTA RISOLUZIONE: quasi sempre PCM 24/192.
E QUESTO E' UN ALTRO MOTIVO DELLA GRANDE QUALITA'!!!
Sfatiamo l'ultimo mito: certo, un bel master analogico 76cm/sec da 1/2" pollice, perfettamente conservato o di nuova produzione, copia di prima generazione dell'originale, fatto girare su RTR perfettamente ottimizzati... è un gran bel master. Ma quantio sono i master copy di prima generazione? E in che condizioni di conservazione sono? Quante sono le tolleranze dei riproduttori da mettere a punto, realmente messe a punto per matchare perfettamente RTR di registrazione con RTR di riproduzione? Quanti sono gli A80 in condizioni pari al nuovo negli studi di mastering in cui si realizzano le lacche?
ANCORA UNA VOLTA un master digitale HD garantisce la medesima qualità del master analogico senza subirne tutti gli handicap di messa a punto.

Il nuovo disco Velut Luna LADIES...AGAIN deriva da master analogici, ma solo perchè ho avuto il controllo totale dalla A alla Z della realizzazione della lacca... Prossimamente sarà FACILISSIMO che i prossimi vinili nostri possano derivare da master digitali HD. Senza paura e con grande soddisfazione.

...Ah, i nostri vinili sono tutti in 500 copie tiratura limitata, ovvero le nostre lacche sono sfruttate al 100% della loro eccellenza, tenendo ben presente che con una lacca che potrebbe stampare al suo meglio 1000 copie, noi ne stampiamo solo 500...

BUONI ASCOLTI ANALOGICI!!!
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Giovanni71
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Re: PARLIAMO DI VINILE

#2 Messaggio da Giovanni71 »

Beh, non può che farmi piacere! Da almeno 5 anni compro solo vinile o blu ray ;)
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Felix
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Re: PARLIAMO DI VINILE

#3 Messaggio da Felix »

Ma quindi se OGGI un vinile è "stampato" dai master PCM 24/192 che senso ha? Non è meglio accedere direttamente al file HD, se disponibile?
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organist
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Re: PARLIAMO DI VINILE

#4 Messaggio da organist »

Salve,
vado un po controcorrente e faccio il polemico...
Possiedo un Project Xpression, modificato nel motore e nella base per renderlo (quasi) totalmente insensibile alle vibrazioni.
Ho una collezione molto modesta di vinili, saranno non piu 200 dischi.
Il giradischi in se è un oggetto "bello", cosi come i registratori a bobine (e i proiettori cine).
Tuttavia non capisco, con la tecnologia oggi disponibile, perche non si ponga rimedio ai difetti tipici dei giradischi.
Qualcuno ha inventato la lettura ottica analogica per i dischi in vinile. Offre zero usura sui solchi, probabilmente un'estensione in frequenza ben maggiore (visto che il raggio di luce non soffre delle problematiche indotte dal movimento meccanico dello stilo), e tantissimi altri vantaggi.
Basterebbe che si investisse per proporre questa innovazione come braccio tangenziale (piu unita di controllo) da installare sulla propria base preferita. Eppure pare che a nessun audiofilo interessi la cosa.

Il wow & flutter, per me (ma è soggettivo) intollerabile nelle incisioni di pianoforte, organo, clavicembalo; sembra di ascoltare il tutto sopra di una barca che ondeggia.
Possibile che a nessuno sia venuto in mente un piatto con perno centrale piu piccolo, un piccolo microscopio, per poter visionare l'andamento dei solchi e "centrare" manualmente il disco? Eppure gli audiofili sono spesso smanettoni, sarebbero felicissimi.
Magari un perno "autocentrante" elettronico, che in combinazione con il braccio a lettura ottica di prima, offrirebbe un sistema di ascolto di prim'ordine.
E invece, pare che a nessuno interessi... e ci sono persone che spendono anche 10.000 euro per una testina, montata su un sistema intrinsecamente "difettoso", che consumera i solchi e riprodurra il suono come le onde del mare.
Un sistema come il Clearaudio Statement, che costa mi pare sui 100.000 euro, non offre realisticamente una "correzione" ai problemi su elencati.

Devo ammettere che anche io ascolto vinile, ma lo faccio prevalentemente come "gioco". Quando devo ascoltare musica seriamente, uso il dac e l'hard disk.

Tuttavia, in futuro probabilmente acquistero anche un bobine, ma... solo per il gusto di possederlo.

Faccio naturalmente i migliori auguri per questa bella iniziativa a Velut Luna!
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Giovanni71
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Re: PARLIAMO DI VINILE

#5 Messaggio da Giovanni71 »

Felix ha scritto:Ma quindi se OGGI un vinile è "stampato" dai master PCM 24/192 che senso ha? Non è meglio accedere direttamente al file HD, se disponibile?
Per me il senso è quello di "obbligarmi" piacevolmente ad un ascolto meno compulsivo, medito il disco da ascoltare, lo sfoglio etc etc.. infatti non ho più il set up liquido.
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Re: PARLIAMO DI VINILE

#6 Messaggio da EDO RC24 »

organist ha scritto:Salve,
vado un po controcorrente e faccio il polemico...
Possiedo un Project Xpression, modificato nel motore e nella base per renderlo (quasi) totalmente insensibile alle vibrazioni.
Ho una collezione molto modesta di vinili, saranno non piu 200 dischi.
Il giradischi in se è un oggetto "bello", cosi come i registratori a bobine (e i proiettori cine).
Tuttavia non capisco, con la tecnologia oggi disponibile, perche non si ponga rimedio ai difetti tipici dei giradischi.
Qualcuno ha inventato la lettura ottica analogica per i dischi in vinile. Offre zero usura sui solchi, probabilmente un'estensione in frequenza ben maggiore (visto che il raggio di luce non soffre delle problematiche indotte dal movimento meccanico dello stilo), e tantissimi altri vantaggi.
Basterebbe che si investisse per proporre questa innovazione come braccio tangenziale (piu unita di controllo) da installare sulla propria base preferita. Eppure pare che a nessun audiofilo interessi la cosa.

Il wow & flutter, per me (ma è soggettivo) intollerabile nelle incisioni di pianoforte, organo, clavicembalo; sembra di ascoltare il tutto sopra di una barca che ondeggia.
Possibile che a nessuno sia venuto in mente un piatto con perno centrale piu piccolo, un piccolo microscopio, per poter visionare l'andamento dei solchi e "centrare" manualmente il disco? Eppure gli audiofili sono spesso smanettoni, sarebbero felicissimi.
Magari un perno "autocentrante" elettronico, che in combinazione con il braccio a lettura ottica di prima, offrirebbe un sistema di ascolto di prim'ordine.
E invece, pare che a nessuno interessi... e ci sono persone che spendono anche 10.000 euro per una testina, montata su un sistema intrinsecamente "difettoso", che consumera i solchi e riprodurra il suono come le onde del mare.
Un sistema come il Clearaudio Statement, che costa mi pare sui 100.000 euro, non offre realisticamente una "correzione" ai problemi su elencati.

Devo ammettere che anche io ascolto vinile, ma lo faccio prevalentemente come "gioco". Quando devo ascoltare musica seriamente, uso il dac e l'hard disk.

Tuttavia, in futuro probabilmente acquistero anche un bobine, ma... solo per il gusto di possederlo.

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secondo te il sistema di trasmissione tra la tastiera e il sommier dall' antichità a oggi nel 2017 è stato migliorato e ottimizzato??
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Re: PARLIAMO DI VINILE

#7 Messaggio da Felix »

EDO RC24 ha scritto: secondo te il sistema di trasmissione tra la tastiera e il sommier dall' antichità a oggi nel 2017 è stato migliorato e ottimizzato??
Oh no, ho un brutto presagio di dove vorrai andare a parare. :D
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Re: PARLIAMO DI VINILE

#8 Messaggio da Auditor »

Oh finalmente anche qui Marco Lincetto ha riportate questa moda del vinile nelle sue giuste proporzioni. Una moda, appunto, che nulla ha a che fare con la qualità tecnica o con la fedeltà ma solo con aspetti estetici ed emotivi.

Io pure ho avuto e consumato il giradischi 30-40 anni fa. Ma oggi lo considero poco più che un oggetto di arredamento e a quel punto mi prenderei piuttosto un bel grammofono a tromba e qualche 78 giri d'epoca per affascinare gli ospiti.

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Re: PARLIAMO DI VINILE

#9 Messaggio da Giovanni71 »

:D :D :D
Quello l'ho ascoltato.... direi che con un discreto minimale setup analogico oggi ascolti molto piacevolmente, almeno per la mia esperienza, sono vecchio lo so.... data di nascita nel nick :D
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Re: PARLIAMO DI VINILE

#10 Messaggio da organist »

EDO RC24 ha scritto: secondo te il sistema di trasmissione tra la tastiera e il sommier dall' antichità a oggi nel 2017 è stato migliorato e ottimizzato??
Ovviamente si, la trasmissione meccanica puo usufruire oggi di studi ingegneristici che nel 500' (e ovviamente prima) non c'erano. Sia a livello progettuale che per tolleranze costruttive.
Attenzione, con questo non sto dicendo che la meccanica di un Antegnati o di un Malamini non sia degna di nota, sia chiaro.
Ma oggi, le possibilita come contenuto tecnologico nella costruzione di una trasmissione meccanica, sono immensamente superiori. Che poi vengano sfruttate o meno, o che siano utili o meno ai fini esecutivi (o addirittura dannosi) è un'altro discorso. Parlo ripeto, di solo contenuto tecnologico.
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