Diffusori planari e DRC
- TomCapraro
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Re: Diffusori planari e DRC
Bene...
Ora scarico le nuove misure e vediamo se possiamo affinare ulteriormente.
Ora scarico le nuove misure e vediamo se possiamo affinare ulteriormente.
saluti, Tom
- Bluenote
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Re: Diffusori planari e DRC
Non male questo Drc.....TomCapraro ha scritto:Bene...
Ora scarico le nuove misure e vediamo se possiamo affinare ulteriormente.
Ciao
Maurizio
Maurizio
- TomCapraro
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Re: Diffusori planari e DRC
Maurizio, ci sono prove schiaccianti (nelle ultime misure) che straconfermano la riuscita dell'operazione.
Fammele spulciare bene (ho tempo x postare il tutto entro domani sera)
Metterò a confronto le misure precedenti (problematiche) e quelle attuali con cui è possibile anche implementare il DRC --
Quantomeno abbiamo confermato 3 cose:
1) che ci senti bene.
2) che le misure sono lo specchio della realtà dei segnali (e anticipano anche le problematiche...oltre che risolverle)
3) che "qualcuno"
spara sempre corbellerie.
Fammele spulciare bene (ho tempo x postare il tutto entro domani sera)
Metterò a confronto le misure precedenti (problematiche) e quelle attuali con cui è possibile anche implementare il DRC --
--senza alcuna controindicazione
Quantomeno abbiamo confermato 3 cose:
1) che ci senti bene.
2) che le misure sono lo specchio della realtà dei segnali (e anticipano anche le problematiche...oltre che risolverle)
3) che "qualcuno"
saluti, Tom
- MarioBon
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Re: Diffusori planari e DRC
Va comunque ribadita una cosa importante per chi usa DRC o Dirac o altri dispositivi di ottimizzazione (fosse anche il controllo di tono dell'amplificatore o un equalizzatore parametrico).
Questi dispostitivi sono utili per correggere i difetti ma non fanno miracoli. Quindi prima si deve essere certi di aver installato tutto correttamente e di aver attimizzato l'installazione curando la disposizione dei diffusori (compresa una certa simmetria) la fase relativa, ecc.
Solo dopo si può pensare di intervenire con gli strumenti citati. Più il sistema è "complicato" (satelliti, sub-woofer, ecc.) più questa fase di "ottimizzazione preventiva" deve essere accurata.
In generale negli ambienti domestici "normali" sono presenti modi normali forti ben distanziati tra loro che cadono nella banda compresa tra 30 e 300 Hz. A seconda della posizione degli altoparlanti e del punto di ascolto questi modi possono dare molto fastidio (code che sembrano muggiti o mancanza di bassi e/o mediobassi). In un ambiente acusticamente trattato, dove restano uno o due modi intensi e ben separati, si può intervenire anche con un equalizzatore parametrico. Se la situazione è più complicata (in un ambiente non trattato) il DRC/Dirac/ecc. sono più indicati. Negli ambiento domestici è la soluzione più economica e più vantaggiosa. Non si tratta però di dispositivi automatici: richiedono delle misure e la definizione di una curva target (il risultato desiderato). Quindi è l'utente che fornisce le informazioni al sistema che opera sulla base di quelle informazioni. Quello che DRC/Dirac/ecc. fanno automaticamente è ricavare una funzione di correzione che, applicata al segnale che alimenta i diffusori, dà la risposta (target) desiderata in quel certo ambiente. Il successo di questa operazione dipende dalle scelte dell'utente. Se, per esempio, si chiede ad un woofer di riprodurre cose che non può riprodurre si otterrà solo tanta distorsione ... ma questo non è colpa del DRC/Dirac/ecc. .
Questi dispostitivi sono utili per correggere i difetti ma non fanno miracoli. Quindi prima si deve essere certi di aver installato tutto correttamente e di aver attimizzato l'installazione curando la disposizione dei diffusori (compresa una certa simmetria) la fase relativa, ecc.
Solo dopo si può pensare di intervenire con gli strumenti citati. Più il sistema è "complicato" (satelliti, sub-woofer, ecc.) più questa fase di "ottimizzazione preventiva" deve essere accurata.
In generale negli ambienti domestici "normali" sono presenti modi normali forti ben distanziati tra loro che cadono nella banda compresa tra 30 e 300 Hz. A seconda della posizione degli altoparlanti e del punto di ascolto questi modi possono dare molto fastidio (code che sembrano muggiti o mancanza di bassi e/o mediobassi). In un ambiente acusticamente trattato, dove restano uno o due modi intensi e ben separati, si può intervenire anche con un equalizzatore parametrico. Se la situazione è più complicata (in un ambiente non trattato) il DRC/Dirac/ecc. sono più indicati. Negli ambiento domestici è la soluzione più economica e più vantaggiosa. Non si tratta però di dispositivi automatici: richiedono delle misure e la definizione di una curva target (il risultato desiderato). Quindi è l'utente che fornisce le informazioni al sistema che opera sulla base di quelle informazioni. Quello che DRC/Dirac/ecc. fanno automaticamente è ricavare una funzione di correzione che, applicata al segnale che alimenta i diffusori, dà la risposta (target) desiderata in quel certo ambiente. Il successo di questa operazione dipende dalle scelte dell'utente. Se, per esempio, si chiede ad un woofer di riprodurre cose che non può riprodurre si otterrà solo tanta distorsione ... ma questo non è colpa del DRC/Dirac/ecc. .
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Re: Diffusori planari e DRC
Tornando al Drc, Tom, con la vastissima esperienza e meticolosita' che ha, ora e' riuscito a fornirmi un filtro a 96khz praticamente perfetto.
Grazie ancora al forum, che si e' dimostrato per l'ennesima volta utilissimo.
Poi Mario e Tom sono di una gentilezza e di una pazienza unica. Davvero dei signori.
Grazie ancora al forum, che si e' dimostrato per l'ennesima volta utilissimo.
Poi Mario e Tom sono di una gentilezza e di una pazienza unica. Davvero dei signori.
Ciao
Maurizio
Maurizio
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Re: Diffusori planari e DRC
Comunque, non dormite sugli allori, perche' sto gia' pensando a nuovi cambiamenti.... 
Ciao
Maurizio
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- MarioBon
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Re: Diffusori planari e DRC
Spero tu non abbia deciso di sostituire gli elettrostatici con questo largabanda:

(che tra l'altro non è più nel catalogo della B&C, è discontinuo. Si trova in rete a poco più di 80 euro.)
Si tratta di un largabanda che sembra efficiente perchè dichiara 96 dB ma che in realtà ha un rendimento dello 0.9% e soprattutto uno spostamento volumetrico molto ridotto (Xmax=1 mm).
In sostanza il tuo elettrostatico a ha uno spostamento volumetrico maggiore: il largabanda con 1 mm di Xmax produce 100 dB su mezzo spazio. La membrana del tuo elettrostatico, per produrre 100 dB, deve spostarsi di circa 0.02 millimetri (ovvero 20 micron, 50 volte meno perchè è 50 volte più grande).
Diversamente da quello che si può pensare, non c'è una relazione semplice tra rendimento e massimo SPL riproducibile. Un altoparlante può essere molto efficiente ma non essere in grado di produrre SPL elevate. Al contrario un altoparlante poco efficiente può produrre SPL ragguardevoli. Tutto dipende da quanta aria può essere messa in movinemto (spostamento volumetrico). Naturalmente cambia la potenza necessaria ma quello che conta (oggi) è la massima SPL non il rendimento. Cinquanta anni fa contava di più il rendimento perchè di amplificatori avevano al massimo qualche decina di Watt. Poi il massimo SPL va scelto in base alle esigenza ed al volume dell'ambiente.

(che tra l'altro non è più nel catalogo della B&C, è discontinuo. Si trova in rete a poco più di 80 euro.)
Si tratta di un largabanda che sembra efficiente perchè dichiara 96 dB ma che in realtà ha un rendimento dello 0.9% e soprattutto uno spostamento volumetrico molto ridotto (Xmax=1 mm).
In sostanza il tuo elettrostatico a ha uno spostamento volumetrico maggiore: il largabanda con 1 mm di Xmax produce 100 dB su mezzo spazio. La membrana del tuo elettrostatico, per produrre 100 dB, deve spostarsi di circa 0.02 millimetri (ovvero 20 micron, 50 volte meno perchè è 50 volte più grande).
Diversamente da quello che si può pensare, non c'è una relazione semplice tra rendimento e massimo SPL riproducibile. Un altoparlante può essere molto efficiente ma non essere in grado di produrre SPL elevate. Al contrario un altoparlante poco efficiente può produrre SPL ragguardevoli. Tutto dipende da quanta aria può essere messa in movinemto (spostamento volumetrico). Naturalmente cambia la potenza necessaria ma quello che conta (oggi) è la massima SPL non il rendimento. Cinquanta anni fa contava di più il rendimento perchè di amplificatori avevano al massimo qualche decina di Watt. Poi il massimo SPL va scelto in base alle esigenza ed al volume dell'ambiente.
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Re: Diffusori planari e DRC
Perche' no ? Magari così mi vendo il Burmester e i Sound Lab e mi prendo un valvolare cinese da 30watt..... 
Ciao
Maurizio
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Re: Diffusori planari e DRC
esteticamente somiglia molto a questo:

il cavo rosso-nero che esce dal condotto reflex è tipico.

Alla fine, sulle basse, fa 90 dB.

il cavo rosso-nero che esce dal condotto reflex è tipico.

Alla fine, sulle basse, fa 90 dB.
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Re: Diffusori planari e DRC
Ammazza, quanto e' brutto....MarioBon ha scritto:esteticamente somiglia molto a questo:
il cavo rosso-nero che esce dal condotto reflex è tipico.
Alla fine, sulle basse, fa 90 dB.
Il mio falegname con 20€ lo fa meglio.
Ciao
Maurizio
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