Re: Un magnifico esempio rocco
Inviato: 06/02/2020, 18:00
Sig. FC ho preso atto, ora lei ha cercato di dare la sua spiegazione, qualcuno dice di aver capito ed applaude. Le chiedo: cosa può aver capito se non ha indicato le condizioni di misura? Dove si trovava esattamente l’altoparlante dei bassi in relazione allo spazio (ambiente) dove era inserito? Dove si trovava esattamente quando a 70 cm? A settanta da cosa? Da qualsiasi parete, pavimento e soffitto compresi? Quindi stanza alta 1,40 metri? Se non …dove? Dove era posto il microfono di misura? A che altezza? A che distanza? Un ipotetico probabile posto di ascolto non significa nulla. Che dimensioni aveva il locale? Era chiuso o aveva porte o finestre aperte? Era adiacente ad altri locali con spazio aperto? Può sostenere che in un altro ambiente di diverse dimensioni ma con le stesse posizioni reciproche il risultato sarebbe lo stesso? Perché se non è lo stesso la sua teoria vale meno di zero. Ha specificato che mettendo in angolo si mettono in moto tutti i modi ed il basso diventa inascoltabile e ci si ritrovano picchi anche di 15 db? Ha specificato che quindi serve almeno biamplificare e che il costo degli ampli raddoppia? Ha detto che serve un crossover elettronico compreso di eq per sistemare i muggiti da angolo e che il costo quindi sale? Ha specificato che sono cose che vanno misurate e fatte come si deve? Ma soprattutto ha detto che spostando il microfono il risultato cambia perché il problema è delle sei e non delle tre pareti? Ha detto che negli ambienti sui bassi comanda lo steady state e non le tre pareti? Ha detto a chi legge che sui bassi non si sente la rif ma quel che succede parecchie decine di millisecondi dopo e quindi più le riflessioni successive che quelle delle pareti prossime? Ha espresso relazioni matematiche che dimostrino la sua ipotesi? Quali sono? Una misura in un qualsiasi ambiente da quando può ergersi a teoria universale? Le relazioni matematiche per piccoli ambienti audio esistono tanto che esistono i simulatori che su lunghezze d’onda da pochi metri in su dimostrano quel che succede con errore marginale e mostrano chiaramente che a parità di disposizione diffusori, spostando il punto di misura varia la risposta, e varia di molto a dimostrazione che sui bassi qualsiasi parete è sempre troppo vicina. Quindi le tre pareti a che servono? Possono essere un buon compromesso come possono non esserlo. Come mai i suoi sub sono sempre in mezzo alla sala? Potrei andare avanti a fare 100 domande ma sapendo che non ci saranno risposte dico ai suoi lettori di fare la cosa più banale del mondo. Aprire rew e provare. Dopo aver simulato fare una misura, vederne la coincidenza e poi mettersi a giocarci. E il problema delle tre pareti sarà presto un ricordo lontano (non per tutti ovviamente, alcune situazioni si giovano ed altre no). Ha specificato che nelle sale trattate con risuonatori o assorbente il basso migliora da solo? Come mai nello studio di registrazione con casse incassate deve equalizzare di decine di db il ( probabile) secondo modo della stanza? Cosa non ha funzionato il quel caso? Come mai un buco sulla rif si sistema semplicemente rendendo fortemente assorbente la parete alle spalle dell’ascoltatore sia che il sub sia in angolo che a un metro dall’angolo sul lato opposto di fronte all’ascoltatore? Come mai il buco c’è anche se il sub è in angolo? Sara mica che la teoria triparetica fa acqua? Ci faccia sapere. Se non a noi, che già sappiamo, non perché siamo bravi ma semplicemente perché abbiamo provato, almeno a chi la legge. Lo faccia in modo chiaro con riferimenti chiari ed esempi replicabili e relative relazioni matematiche. Faccia bella figura, spieghi, spieghi anche a me perché da me la teoria triparetica non funziona. Ci sarà un motivo. La prego, magari sarò solo sfortunato, fatto sta che non funziona.