Le basi principali di uno strumento di misura
Inviato: 26/11/2016, 22:55
'Uno strumento di misura, se deve produrre sufficiente attendibilità, deve necessariamente avere determinati requisiti, sia per quanto concerne la parte lineare, sia per quanto concerne la parte non lineare, il rumore e...infine, l'assoluta ripetibilità nel tempo dei segnali acquisiti con scarto di errore bassissimo.
Più questi parametri sono efficaci e più ci si può spingere nelle analisi che, in alcune circostanze, richiedono grande precisione...quale potrebbe essere l'analisi del jitter, il confronto tra condensatori, il confronto tra materiale discografico originale e masterizzato...insomma tutta quella serie di analisi che richiedono un po più del dovuto rispetto una misura normale.
E' pur vero che parecchie cose rilevabili alle misure, specie quelle minuziose di cui sopra, non si riuscirebbe poi a sentirle con il nostro udito.
Le JND sono il confine che, molto spesso, segnano il passaggio tra sensazione e percezione...un modo come dire: fino ad un certo punto sento davvero una variazione oggettiva (se presente)...oltre questo posso anche, per una serie di circostanze, percepirla ed avere lo stesso effetto senza che cambi nulla nel segnale.
Oggettivamente questo "problema" non si pone visto che la soglia minima di misurazione risulta essere almeno 100 volte inferiore a quello che si trova in letteratura (che avrà sperimentato in condizioni controllate)
Per quanto concerne l'ambiente domestico, e per quanto concerne il limite fisico dell'udito umano, non servirebbe nemmeno tutta questa precisione...però alla fine poter misurare, o meglio, poter spaccare il capello in 100 pezzi, aiuta a capire anche tutta una serie di meccanismi che potrebbero scaturire successivmente...ne anticipo solo una: prendiamo una sorgente che distorce molto poco ma che per passaggio dei vari stadi acuisce la distorsione e ne provoca altra per intermodulazione.
Alla fine quella che è una distorsione trascurabile può diventare ragionevolmente importante.
Più questi parametri sono efficaci e più ci si può spingere nelle analisi che, in alcune circostanze, richiedono grande precisione...quale potrebbe essere l'analisi del jitter, il confronto tra condensatori, il confronto tra materiale discografico originale e masterizzato...insomma tutta quella serie di analisi che richiedono un po più del dovuto rispetto una misura normale.
E' pur vero che parecchie cose rilevabili alle misure, specie quelle minuziose di cui sopra, non si riuscirebbe poi a sentirle con il nostro udito.
Le JND sono il confine che, molto spesso, segnano il passaggio tra sensazione e percezione...un modo come dire: fino ad un certo punto sento davvero una variazione oggettiva (se presente)...oltre questo posso anche, per una serie di circostanze, percepirla ed avere lo stesso effetto senza che cambi nulla nel segnale.
Oggettivamente questo "problema" non si pone visto che la soglia minima di misurazione risulta essere almeno 100 volte inferiore a quello che si trova in letteratura (che avrà sperimentato in condizioni controllate)
Per quanto concerne l'ambiente domestico, e per quanto concerne il limite fisico dell'udito umano, non servirebbe nemmeno tutta questa precisione...però alla fine poter misurare, o meglio, poter spaccare il capello in 100 pezzi, aiuta a capire anche tutta una serie di meccanismi che potrebbero scaturire successivmente...ne anticipo solo una: prendiamo una sorgente che distorce molto poco ma che per passaggio dei vari stadi acuisce la distorsione e ne provoca altra per intermodulazione.
Alla fine quella che è una distorsione trascurabile può diventare ragionevolmente importante.