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Trattamento acustico passivo

Inviato: 28/12/2016, 17:06
da massimoto 68
In che cosa consiste un trattamento acustico passivo?
Bisogna per forza fare delle misure prima di qualsiasi trattamento o come alcuni sostengono si misura dopo un primo trattamento diciamo'' base''? (si fà riferimento ad un ambiente domestico no a sala d'incisione o simili)
Ma dove si mettono di solito ''trappole'' o bass-traps?
A voi........
Grazie

Re: Trattamento acustico passivo

Inviato: 28/12/2016, 17:40
da MarioBon
massimoto 68 ha scritto:In che cosa consiste un trattamento acustico passivo?
Bisogna per forza fare delle misure prima di qualsiasi trattamento o come alcuni sostengono si misura dopo un primo trattamento diciamo'' base''? (si fà riferimento ad un ambiente domestico no a sala d'incisione o simili)
Ma dove si mettono di solito ''trappole'' o bass-traps?
A voi........
Grazie
Il trattamento acustico passivo consiste nel posizionare nell'ambiente:

- mobili, divani, tende (pesanti) e tappeti (con sottotappeto)
- montare doppi vetri alle finestre (rumori esterni)
- coibentare i cassonetti delle persiane

dopo aver provveduto a tutto ciò, se non basta, si possono posizionare dei pannelli fonoassorbenti e/o diffondenti.

Per abbattere i modi normali più "cattivi" si usano delle trappole acustiche (che sono dei risonatori) questi devono essere calcolati perché sono selettivi e devono essere sintonizzati sulle frequenze giuste (più sono selettivi e più sono efficaci).

Quindi se chiunque può acquistare dei pannelli in melamina con profilo piramidale (dico melamina perché è bianca e disturba meno l'occhio) non si può dire lo stesso per le trappole acustiche.

Quando il tempo di riverberazione sta attorno a mezzo secondo a 500 Hz ci si può ritenere soddisfatti. Uno degli errori che si commette frequentemente riguarda lo spessore dei pannelli assorbenti: i pannelli devono essere efficaci a 500 Hz quindi servono quelli piramidali da 10 centimetri di spessore.

Immagine

guarda bene i coefficienti di assorbimento con lo spessore....quello da 10 centimetri è efficace a 125 Hz (e quindi anche un po a frequenze più basse)

Re: Trattamento acustico passivo

Inviato: 28/12/2016, 19:11
da GianpieroMajandi
Questo è il mio ambiente di ascolto.

Immagine

Re: Trattamento acustico passivo

Inviato: 28/12/2016, 19:28
da MarioBon
massimoto 68 ha scritto:In che cosa consiste un trattamento acustico passivo?
Bisogna per forza fare delle misure prima di qualsiasi trattamento o come alcuni sostengono si misura dopo un primo trattamento diciamo'' base''? (si fà riferimento ad un ambiente domestico no a sala d'incisione o simili)
Ma dove si mettono di solito ''trappole'' o bass-traps?
A voi........
Grazie
Affrontiamo la seconda domanda: dove si mettono i bass traps.
i materiali porosi e fibrosi rallentano la velocità dell'onda si pressione.
La velocità sulle pareti è nulla (tanto è vero che le pareti non si spostano).
Quindi materiali porosi e fibrosi si dovrebbero mettere in corrispondenza dei massimi di velocità
(in pratica in mezzo alle palle... alla stanza). Se si mettono attaccati alle pareti è perché si confida che abbiano uno spessore di almeno 1/4 o 1/8 di lunghezza d'onda (calcolata alla velocità del suono nel materiale che è più bassa anche del 40%) quindi la loro efficacia dipende dallo spessore.
Le trappole a risonanza riducono la pressione quindi devono stare sulle pareti dove la pressione è massima.
Serve misurare la stanza dopo un primo intervento? Se ancora ci sono difetti evidenti si.

Re: Trattamento acustico passivo

Inviato: 28/12/2016, 20:58
da GianpieroMajandi
Ricordando che stiamo parlando di trattamenti acustici per ambienti destinati alla diffusione di musica riprodotta, aggiungo che occorre determinare i tempi di arrivo (e quindi i punti di insorgenza) delle prime riflessioni ed agire in quei punti nel modo più opportuno. Se ci sono spazi ampi a sufficienza, si possono usare i diffonditori a residuo quadratico (che "distribuiscono" nello spazio l'energia della prima riflessione, facendola tornare nell'area di ascolto con una potenza fortemente parzializzata ma senza togliere energia - quindi pressione sonora - al campo riverberato nel suo complesso; già da questo si deduce che si tratta di una tipologia di trattamento destinata ad ascolti che avvengono a una certa distanza dalle sorgenti). Se i punti di prima riflessione sono troppo ravvicinati per l'impiego dei diffonditori a residuo quadratico, che hanno una minima distanza di utilizzo al di sotto della quale non sono solo inefficaci ma dannosi, occorre prevedere un trattamento fonoassorbente (che deve funzionare - se possibile - fino a frequenze medio-basse). In questo risulta piuttosto efficace prevedere pannellature stratificate, composte di diversi materiali aventi differente potere fonoassorbente (e - di conseguenza - differente densità).
A bassa frequenza, nelle "small rooms" (che non sono obbligatoriamente stanze "piccole" dal punto di vista dimensionale, ma si distinguono dalle "large rooms" per l'andamento dell'inviluppo delle prime riflessioni), si deve invece fare i conti con tutto quello che accade sotto la frequenza di Schroeder. Risolvere i problemi acustici alle basse frequenze è un po' più difficile e bisogna seguire la strada che ha indicato Mario nei post qui sopra (risuonatori a pannello vibrante, bass-traps), dal momento che la strada del puro fonoassorbimento è impercorribile a causa degli spessori eccessivi del materiale necessario (chi ha visto l'interno di una camera anecoica sa cosa intendo).

Re: Trattamento acustico passivo

Inviato: 29/12/2016, 9:28
da MarioBon
Majandi, nel post precedente, giustamente fa rifermento all' ITG (Inital Time Gap) che misura il ritardo con cui la prima riflessione di un suono giunge all'ascoltatore rispetto al suono diretto. Nei teatri l'ITG arriva a 10 milliSecondi o più. Negli ambienti domestici questo ritardo è piccolo (un metro viene percorso dal suono in poco meno di 3 millisecondi). Per ritardi così piccoli l'effetto è di un allargamento apparente della scena oltre la posizione fisica dei diffusori. L'intensità delle riflessioni laterali dipende anche dalla dispersione degli altoparlanti sul piano orizzontale (quindi dalle dimensioni del pannello frontale, dal tipo di carico, e da come sono orientati gli altoparlanti verso il punto di ascolto). Con i diffusori a dipolo le riflessioni laterali sono molto scarse (e questo può essere un vantaggio).
Con i diffusori con pannello "largo" la dispersione sul piano orizzontale è la massima consentita dall'altoparlante impiegato e le riflessioni laterali sono maggiori (rispetto ad un pannello stretto).
Per questo motivo un diffusore acustico con un pannello frontale largo interagisce maggiormente con l'ambiente (e va tenuto più lontano dalle pareti laterali).
Immagine
in questa figura sono messi a confronto i diagrammi polari di un altoparlante montato su uno schermo infinito (pannello largo) ed alla fine di un lungo tubo (pannello stretto, sotto).
Si notino le differenze a 90° e 270° (10 dB divisione).

Re: Trattamento acustico passivo

Inviato: 29/12/2016, 9:44
da il Carletto
Per il trattamento delle prime riflessioni, non avendo spazio disponibile sulle pareti, ho optato per questi pannelli su piantana della Vicoustic che durante gli ascolti piazzo immediatamente a lato dei diffusori. Ci sono controindicazioni a questo sistema?

http://www.vicoustic.com/product/flexi-wall

Re: Trattamento acustico passivo

Inviato: 29/12/2016, 9:57
da MarioBon
il Carletto ha scritto:Per il trattamento delle prime riflessioni, non avendo spazio disponibile sulle pareti, ho optato per questi pannelli su piantana della Vicoustic che durante gli ascolti piazzo immediatamente a lato dei diffusori. Ci sono controindicazioni a questo sistema?

http://www.vicoustic.com/product/flexi-wall
La domanda è un'altra: senti la differenza con e senza questi pannelli?
Se la qualità dell'ascolto migliora vuol dire che servono e fanno il loro mestiere.

Re: Trattamento acustico passivo

Inviato: 29/12/2016, 10:26
da Giovanni71
Interessantissima discussione, sottoscrivo.

Re: Trattamento acustico passivo

Inviato: 29/12/2016, 10:55
da il Carletto
Si, la "percezione" è di una minore asprezza e maggior precisione con i pannelli.
Anche misurando con Rew ho notato che alcuni picchi del grafico impulse sono stati spianati.
Mi chiedevo però se ci fosse un metodo migliore.

Ho ancora qualcosa che potrebbe essere causato dalle riflessioni al soffitto.
In questo caso, è meglio assorbire o diffondere?