Passo a passo se posso lo spasso
ve lo passo
https://blog.landr.com/it/come-funzionano-gli-speakers/
Come è fatto un altoparlante?
Il cono ed il cappuccio antipolvere (le parti che muovono l’aria e producono suono)
Il ragno e il surround (chiamati anche sospensioni, queste sono le parti che mantengono il cono in posizione consentendo comunque di muoversi)
Il magnete e la bobina (le parti che interagiscono per convertire l’energia elettrica in movimento)
Il cesto
Il polo e la piastra superiore
E infine il telaio che monta tutto insieme
Semplice noo?
Se vamos al link ci sono anche i disegnini.
Capito il meccanismo a che servono tutte ste cose?
Li ci vuole il concetto.
Il nostro sistema uditivo cioè la nostra personale sala di musica, è unica e soggettiva.
Il suono è una variazione della pressione dell’aria in funzione del tempo.
Niente aria?
Niente suono.
Ci siamo evoluti in un sistema che deve permetterci di distinguere la provenienza, l’entità e il tipo di suono per sopravvivere non per diletto.
Questo ci ha portato ad oggi con un sistema uditivo che capta quel che capta, cioè quello che serve, lo trasforma in impulsi nervosi e lo trasmette al cervello.
È il cervello che interpreta l’impulso, lo traduce e tanto più il messaggio arriva confuso, distorto, tanto più deve lavorare
e la fatica d’ascolto nasce da lì.
Ma l’impulso nervoso è già distorto.
Si perchè essendo l’apparato uditivo di forme diverse, avendo la testa forme diverse, il segnale audio viene tradotto in impulsi nervosi diversi da ciascuno di noi.
Stop.
Per riprodurre un suono lo si deve prima captare con un microfono che lo traduce da variazione di pressione in un segnale elettrico, poi per riascoltarlo ci vuole un altoparlante che fa l’operazione inversa, trasforma perciò il segnale elettrico in una variazione di pressione.
Siccome l’acustica con l’elettricità non si parla ci vuole un intermediario, la meccanica.
A secondo del tipo di intermediario avremo i vari trasduttori, i piezoelettrici, elettrostatici, elettrodinamici.
Ma a noi adesso non interessa la fedeltà, solo che comunque arrivi ai diffusori un segnale audio elettrico, e che comunque esca un segnale udibile perciò una variazione di pressione dell’aria.
Adesso lo schema lo puoi immaginare.
l’energia la prendi dalla spina, la famosa 220 a 50hz, alternata,che ci passa il convento,
come la birra.
e poi arriva all’ampli passando per un cavo, poi si collega un segnale audio che viaggia separato in carrozza, e che proviene da un cdplayer, o da un giradischi, …non importa.
l’ampli grazie all’energia della rete ci aumenta il segnale audio a un valore digeribile per i diffusori e si scalda pure nel lavoro,spreca perciò, ma quel segnale audio di qualche ordine di grandezza superiore a quello entrato, lo passa a due cavetti milanisti.
…e arrivano alla bobina, al magnete, e al cono che sposta l’aria che è quella che serve per udire qualcosa.
Il resto della struttura dell’altoparlante è forse ancor più importante di ciò che abbiamo descritto almeno per chi vuole ascoltare e non solo sentire.
Il confronto della bontà di un sistema di riproduzione dove lo fai?
Rispetto a cosa?
Ci strappiamo i capelli in tutti i parametri di progettazione?
E l’udito?
E la stanza?
E l’evento originario come era?
E la memoria acustica quanto dura?
E il gusto musicale?
E a cosa serve un autotrasformatore?
E dove ascolti musica?
E come si fa un dac?
E un disco in vinile?
E quante frequenze escono da una membrana?
E come è fatto un amplificatore, e quali parti sono importanti?
E le classi di funzionamento incidono? E come e quanto?
E i cavi?
E la corrente?
Ci stanno marciando su giornalisti, tuttologi, prrrogettisti, è un passatempo passasoldi di tasca in tasca, senza che se ne viene fuori.
Tanto il sistema uditivo è soggettivo, il segnale audio trasformato decine di volte sarà mai paragonabile a quello originario?
E l’udito vogliamo parlare della banda 20-20000? Dei tre db?
Auguri
Ah mi rimaneva la storiella delle frequenze della membrana, bhe, mai fatto vibrare una foglia tenendola fra le dita e soffiando nell’incavo?
Ecco la membrana fa uguale alla foglia, emette più frequenze che altrimenti stavamo al verde veramente.
