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Come regolare il volume? (E qual è il ruolo del preamplificatore?)
Inviato: 28/04/2025, 12:25
da Interference
Tradizionalmente, i sistemi hi-fi sono composti da:
- sorgenti
- preamplificatore (preamplifier)
- amplificatore finale o di potenza (power amplifier)
- aloparlanti.
Quando preamplificatore e finale sono parte dello stesso apparecchio, si parla di amplificatore integrato.
Le caratteristiche elettriche possono variare da modello a modello, ma di norma un finale raggiunge la massima potenza erogabile con 2 V (rms) in ingresso, mentre un integrato su in ingresso di linea lo fa con 150 mV (rms). Tale valore è definito sensibilità di ingresso ed è direttamente legato al guadagno dello stadio.
Questa configurazione origina in tempi in cui:
- il giradischi era la sorgente di riferimento, e sappiamo che il segnale del fonorivelatore deve essere obbligatoriamente preamplificato;
- era comune avere multiple sorgenti (giradischi, lettore di cassette, lettore CD, tuner FM).
Oggi la situazione è molto diversa:
- le cassette non si usano quasi più;
- la radio FM desta meno interesse (forse fra qualche anno scomparirà in favore del DAB);
- il giradischi non è più necessariamente la sorgente di riferimento e può anche non esserci.
Alcuni lettori CD assumono le funzioni tipiche di un DAC, nel senso che permettono di interfacciare altre sorgenti digitali via USB o S/PDIF e permettono di impostare un'attenuazione digitale. Alcuni DAC come il TEAC UD-503 incorporano un preamplificatore di linea analogico, con la possibilità di avere in ingresso anche una sorgente analogica. Si sta poi diffondendo l'uso di streamer con funzionalità molto avanzate (vedi Eversolo) e che fanno un po' tutto.
Rispetto ad una volta quindi:
- si parte da sorgenti digitali già preamplificate, con livelli di uscita RMS di 2 V (per un segnale digitale a fondo scala, cioè 0 dB di attenuazione)
- i preamplificatori lavorano tipicamente come attenuatori, nel senso che si usano a livelli di "volume" in cui l'attenuazione è superiore al guadagno dello stadio di linea;
- spesso si hanno a disposizione più controlli volume (attenuazione) in cascata.
Viene quindi da chiedersi:
- è ancora indispensabile un preamplificatore?
- se si hanno sorgenti digitali con controllo volume, come regolo l'attenuazione digitale e come regolo il volume del pre?
(segue...)
Re: Come regolare il volume? Serve ancora il preamplificatore?
Inviato: 28/04/2025, 14:15
da Interference
Cosa fa un preamplificatore
Quel che segue vale sia per i preamplificatori a sé stanti che per la sezione pre di un integrato.
Nella sua concezione più semplice, un preamplificatore offre:
- elevata impedenza di ingresso
- guadagno
- attenuazione
- bassa impedenza di uscita.
L'elevata impedenza di ingresso serve a non "caricare" la sorgente, cioè a non richiedere che essa eroghi corrente e a garantire che l'interfacciamento non alteri la risposta in frequenza in banda audio.
Lo stadio di attenuazione è quello che tipicamente si identifica come "controllo volume".
La bassa impedenza di uscita serve a pilotare lo stadio di ingresso del dispositivo a valle.
Quando si parla di stadi di linea (segnale), l'impedenza di ingresso dello stadio successivo deve essere grande rispetto all'impedenza di uscita dello stadio precedente. Tipicamente si considera sufficiente un fattore 10. L'impedenza in uscita degli stadi linea va da decine a qualche centinaio di Ohm, l'impedenza in ingresso nell'ordine delle decine di kOhm.
Si potrebbe pensare che, se non serve guadagno, un potenziometro (o attenuatore resistivo) sia sufficiente. Un attenuazione resistivo offre un'impedenza di ingresso adeguata e costante (47 kOhm è un valore tipico), ma la sua impedenza di uscita dipende dalla posizione del cursore. Questo non è desiderabile.
Un potenziometro seguito da un buffer è già una soluzione migliore.
Un preamplificatore "fatto e finito" prevede in generale uno stadio di ingresso, uno stadio di attenuazione, e uno stadio di uscita (esempio:
https://sound-au.com/project88.htm). Sia lo stadio di ingresso che quello di uscita possono avere un guadagno.
Di norma, il guadagno è fissato (eventualmente impostabile) e
il controllo volume opera sempre in attenuazione.
Alcuni preamplificatori, anziché avere guadagno fissato e attenuazione controllabile, lavorano con guadagno variabile (VCA, voltage-controlled amplifier). Si vedono per lo più in ambito professionale, ma ci sono esempi in ambito hi-fi come il
pre bilanciato di Bruno Putzeys.
Re: Come regolare il volume? Serve ancora il preamplificatore?
Inviato: 28/04/2025, 14:30
da Interference
La posizione manopola del volume
Breve digressione su un malinteso più comune di quel che si pensi.
Spesso si leggono da parte di appassionati considerazioni che si basano sulla posizione della manopola del volume ed è bene chiarire che: la posizione della manopola del volume (ore sei, ore nove, ore undici...) non è indicativa di nulla.
Se parliamo di amplificatori integrati:
- a parità di posizione della manopola, lo stesso amplificatore con sorgenti diverse non eroga in generale la stessa potenza.
- a parità di posizione della manopola e a parità di sorgente, amplificatori diversi erogheranno potenze diverse.
La posizione della manopola non è un indicatore di quanta potenza sta erogando l'amplificatore, né di quanto siamo vicini ai suoi limiti.
La manopola del volume può essere graduata (da - infinito a 0 dB). Oppure l'attenuazione può essere indicata da un display.
Ma anche questo valore di attenuazione è relativo.
Poniamo di avere un integrato da 150 mV di sensibilità in ingresso e una data potenza nominale (per esempio 100 W). Da queste caratteristiche si può ricavare il suo guadagno. L'attenuazione operata con il "controllo volume" va a sottrarsi a tale guadagno.
(segue...)
Re: Come regolare il volume? Serve ancora il preamplificatore?
Inviato: 28/04/2025, 14:59
da Interference
Arrivati fin qui, abbiamo capito che nella stragrande maggioranza dei casi, i controlli volume operano in attenuazione.
Le nostre catene sono una sequenza di stadi di attenuazione e di guadagno (alcuni regolabili o impostabili, altri no).
Lo stesso guadagno finale, cioè la stessa potenza erogata ai diffusori, può essere ottenuta con diverse combinazioni di attenuazione lungo la catena per esempio:
- DAC a -10 dB, pre a -10 dB
- DAC a -20 dB, pre senza attenuazione
- DAC senza attenuazione, pre a -20 dB.
È meglio attenuare a monte o a valle?
La risposta non è scontata, ma si possono tenere a mente alcune nozioni:
- Attenuare il meno possibile a monte permette di lavorare con segnali di livello più elevato e quindi meno affetti, proporzionalmente, dal rumore indotto sui cavi.
- I potenziometri logaritmici a doppio canale, spesso usati per l'attenuazione di segnali stereo, esibiscono asimmetrie alle attenuazioni più elevate. I preamplificatori di alta qualità prevedono attenuatori a step realizzati con scale di resistori.
- È raro che succeda in contesti domestici, ma gli stadi di linea possono saturare se pilotati da segnali di livello troppo elevato.
- Non è scontato che l'attenuazione analogica di un preamplificatore vada meglio di quella digitale di un convertitore D/A.
- Un tempo i DAC avevano risoluzione limitata e quindi l'attenuazione digitale era sconsigliabile. Oggi non è più così e se si lavora con sorgenti a 24 bit l'attenuazione digitale
Senza una misura sull'effettivo rapporto S/N risultante si può dire ben poco.
Va anche ricordato che se si imposta il pre o l'integrato con il volume al massimo (cioè, zero attenuazione) qualsiasi anomalia sugli ingressi o nella configurazione di sorgenti può causare "scariche" di potenza sui diffusori, con il rischio di fare danni.
Per andare sul sicuro, e senza poter fare misure accurate, il mio consiglio è quello di ripartire l'attenuazione "media" tra le diverse componenti, in modo che ciascuno stadio lavori lontano dagli estremi. Per il controllo volume, vale la pena provare e verificare quello con cui ci si trova meglio (o si ha "soggettivamente" la resa migliore).
(segue...)
Re: Come regolare il volume? Serve ancora il preamplificatore?
Inviato: 28/04/2025, 15:24
da Interference
Il ruolo del preamplificatore oggi
Per quanto un approccio tradizionalista all'alta fedeltà veda il preamplificatore come un componente che conferisce carattere e prestigio all'impianto, è legittimo chiedersi quale sia il suo ruolo e la sua effettiva necessità oggi.
Tutte le sorgenti digitali moderne escono con almeno 2 V (rms) per un segnale a fondo scala.
La tipica sensibilità di ingresso di un integrato è di 150 mV, quella di un finale è di 2 V.
In pratica, una sorgente digitale non attenuata userebbe tutta la potenza del finale.
Ne consegue che, in buona parte dei casi,
con le sorgenti digitali i preamplificatori servono ad attenuare la sorgente.
Ma dal momento che quasi tutti i preamp hanno stadi a guadagno > 1, di fatto quel che succede è che: si amplifica per poi attenuare e per poi (ri)amplificare.
L'attenuazione non solo deve attenuare la sorgente (perché altrimenti usciremmo a piena potenza) ma deve anche compensare il guadagno non necessario introdotto dagli stadi di linea del preamplificatore stesso.
Personalmente invito chi si avvicina oggi all'alta fedeltà a considerare soluzioni "senza pre", combinando sorgenti digitali moderne e di buona qualità con amplificatori finali.
Per ora ho concluso, lascio spazio a discussioni, critiche e ad eventuali domande

Re: Come regolare il volume? Serve ancora il preamplificatore?
Inviato: 28/04/2025, 17:11
da Ozio2023
Salve, da qualche mese ormai, per rispondere ad una spinta di minimalismo “less is more” otre che per risolvere un fastidioso fruscio emesso dai tweeter delle mie Callas (quelli anteriore) che sapevo provenire dal pre Michi P5(avendo provato a sostituire con un altro pre del tutto silenzioso), ho sostituito il suddetto pre amplificatore ed uno streamer di rete Auralic G1.1 con il piuttosto recente
Vega G2.2 che preamplifica un Michi S5.
Il Vega funge da streamer ovviamente, da Dac (anche in modalità “pure Dac” dunque senza funzione di streaming, ciò dovrebbe aumentare le prestazioni assolute del Dac) e da preaamplificatore con controllo di volume analogico.
Bene! Miglioramenti percettibili, ma che non definirei stravolgenti (andava bene tuto prima fatta eccezione per il fruscio), maggiore dettaglio e maggiore tridimensionalità e sensazione di grande separazione tra gli strumenti (ascolto per lo più jazz con grande soddisfazione ). Fin qui tutto bene se non che percepisco una notevole diminuzione della capacità di spinta, traducendo in termini semplici, per farmi comprendere meglio, nonostante abbia selezionato l’uscita bilanciata a 6V, non c’è paragone con il livello di intensità che riuscivo ad ottenere con il Michi S5 pilotato dal suo pre P5!! Per rendere il senso adesso con il Vega posso arrivare a fondo scala (in una scala da 0-100) mentre prima non credo di essere mai andato oltre il 75% (sempre in una scala da 0 a 100).
Mi e vi chiedo come spiegare questa situazione..
un saluto ed un ringraziamento

Re: Come regolare il volume? Serve ancora il preamplificatore?
Inviato: 28/04/2025, 18:07
da MarioBon
Non so se questo è il tipo di domanda che si aspetta l'autore del 3D.
il tuo ampli Rotel, se ho letto bene, eroga 500 Watt su 8 Ohm e 800 Watt su 4 Ohm
Il guadagno dell'ingresso bilanciato è di 24 dB quindi dovrebbero bastare 4 Volt per ottenere la massima potenza.
In teoria dovresti ottenere tutti i tuoi Watt a meno che dal pre attuale esca una tensione più bassa del dichiarato.
Re: Come regolare il volume? Serve ancora il preamplificatore?
Inviato: 28/04/2025, 18:10
da Ozio2023
Caro Mario, ci sono 3 condizionali nella tua “interpretazione” alla mia domanda che pensavo si ricollegasse al quesito “serve ancora il pre amplificatore?” ..beh a mio parere visto il risultato, a meno di difetti del Vega G2.2, serve ancora eccome ..
Re: Come regolare il volume? Serve ancora il preamplificatore?
Inviato: 28/04/2025, 18:13
da Ozio2023
Interference ha scritto: 28/04/2025, 15:24
Il ruolo del preamplificatore oggi
Per quanto un approccio tradizionalista all'alta fedeltà veda il preamplificatore come un componente che conferisce carattere e prestigio all'impianto, è legittimo chiedersi quale sia il suo ruolo e la sua effettiva necessità oggi.
Tutte le sorgenti digitali moderne escono con almeno 2 V (rms) per un segnale a fondo scala.
La tipica sensibilità di ingresso di un integrato è di 150 mV, quella di un finale è di 2 V.
In pratica, una sorgente digitale non attenuata userebbe tutta la potenza del finale.
Ne consegue che, in buona parte dei casi,
con le sorgenti digitali i preamplificatori servono ad attenuare la sorgente.
Ma dal momento che quasi tutti i preamp hanno stadi a guadagno > 1, di fatto quel che succede è che: si amplifica per poi attenuare e per poi (ri)amplificare.
L'attenuazione non solo deve attenuare la sorgente (perché altrimenti usciremmo a piena potenza) ma deve anche compensare il guadagno non necessario introdotto dagli stadi di linea del preamplificatore stesso.
Personalmente invito chi si avvicina oggi all'alta fedeltà a considerare soluzioni "senza pre", combinando sorgenti digitali moderne e di buona qualità con amplificatori finali.
Per ora ho concluso, lascio spazio a discussioni, critiche e ad eventuali domande
Personalmente invito chi si avvicina oggi all'alta fedeltà a considerare soluzioni "senza pre", combinando sorgenti digitali moderne e di buona qualità con amplificatori finali.
Bene io non solo l’ho considerato ma l’ho proprio fatto..
Re: Come regolare il volume? Serve ancora il preamplificatore?
Inviato: 28/04/2025, 19:42
da Interference
Ozio2023 ha scritto: 28/04/2025, 17:11
Fin qui tutto bene se non che percepisco una notevole diminuzione della capacità di spinta, traducendo in termini semplici, per farmi comprendere meglio, nonostante abbia selezionato l’uscita bilanciata a 6V, non c’è paragone con il livello di intensità che riuscivo ad ottenere con il Michi S5 pilotato dal suo pre P5!! Per rendere il senso adesso con il Vega posso arrivare a fondo scala (in una scala da 0-100) mentre prima non credo di essere mai andato oltre il 75% (sempre in una scala da 0 a 100).
Ciao Ozio2023... ritengo che interpretare le esperienze e sensazioni altrui (come "livello di intensità") sia difficile, quindi non c'è molto che a mio parere ti si possa dire senza parlare a sproposito
Comunque se:
1. come sembra, il Vega ha uscita sufficiente a pilotare il finale fino a fondo scala;
2. con il Vega al 100% (zero attenuazione digitale) senti il bisogno di più volume;
3. con il Rotel P5 non hai questo problema;
si può pensare che con il Rotel tu ascolti ad un livello medio più alto e che l'uscita del Vega non ti permetta di raggiungerlo.
Ma questo significa anche che il livello a cui tu ascolti con il Rotel potrebbe, sui picchi del programma musicale, mandare in clipping l'amplificatore.
In altre parole, si potrebbe desumere che tu abbia bisogno di un amplificatore più potente.
Se invece la tua sensazione di "intensità" non è legata al livello di pressione sonora (SPL)... allora siamo nella sfera soggettiva e non c'è molto altro da dire nel contesto del thread (al di là di prendere nota della tua esperienza).