Vinile: da master Analogico o da master Digitale?
Inviato: 26/03/2017, 11:31
L'ho già accennato un paio di giorni fa: prossimamente produrrò vinili da master digitale HD, derivato da riversamento da master analogico originale (...ma anche no...)
Voglio dunque tornare su questo argomento, ovvero il vinile prodotto da master digitale HD.
Sì perchè se è ormai evidente che la diatriba fra sostenitori del vinile e quelli del supporto digitale non finirà mai, è ancora più solida e incrollabile la fede di alcuni del "vinile tutto analogico".
E questa fede, come OGNI fede cieca ed estrema, è ovviamente abbastanza destituita di fondamento. Anche se non del tutto immotivata.
Partiamo dunque dalle "ragioni" di questa credenza. Troppo spesso in passato, ma anche oggi, per sciatteria, per semplificazione, per finalizzazione al puro lucro, sono stati realizzati e vengono tuttora realizzati vinili partendo da discutibili realizzazioni digitali in formato CD 16/44.1 E questo è decisamente un errore, perché tutti i limiti del supporto CD vengono trasferiti, accentuandoli nel supporto vinilico: in pratica finiamo con l'avere i difetti di suono del CD (magari spesso mal realizzato) con i difetti del vinile (scrocchi vari, limiti in bassa frequenza, rumore di fondo, etc.).
Ecco quindi che chi ha avuto la sventura di ascoltare siffatti vinili e magari confrontarli con i corrispondenti CD ha maturato, oppure rafforzato, la sua convinzione che un vinile debba per forza derivare da master analogico nativo, o niente.
Esiste però il volto bello del digitale, che è l'alta risoluzione nativa, ovvero master registrati, mixati e masterizzati in digitale HD, che significa PCM a minimo 24bit/88.2kHz a salire, oppure DSD oppure DXD. Così come io sono fermamente convinto che una produzione digitale full HD rappresenti la massima evoluzione della purezza sonora oggi disponibile, mi pare evidente che nel momento in cui si andrà a trasferire su vinile questa grande risoluzione non si potrà che ESALTARE e magnificare le doti del vinile stesso, a partire ad esempio dal bassissimo "soffio" di fondo, che ad esempio nel vinile è potenzialmente inferiore anche rispetto al nastro analogico nativo open reel. Ma questo è un dettaglio... I veri vantaggi sono proprio e appunto nella possibilità di magnificare ai massimi livelli tutte le "qualità" del vinile, dalla microdinamica, alla timbrica... assolutamente analogica che un digitale HD correttamente convertito in analogico allo stato dell'arte può garantire e - ATTENZIONE - rendere su vinile, e quindi in dominio analogico, in modo DIFFERENTE da come possa rendere se utilizzato di per è. Il vinile quindi TRASFORMA inevitabilmente in analogico l'eccellente digitale HD e offre un suono diverso, splendidamente "analogico": motivo che rende l'ascolto del vinile una valida alternativa al digitale HD. E poi, soprattutto, permette a tutti di fruire di un OGGETTO MERAVIGLIOSO quale è il vinile, a partire dalle grafiche che può ospitare al fatto che è un OGGETTO PER SEMPRE, da custodire, da amare in quanto tale... Lo "Slow Food" della Musica...
Tornando alla tecnica... Come avrete notato, letto fra le righe, il risultato d'eccellenza si raggiunge solo però sfruttando tutti gli elementi necessari, ai massimi livelli, il che vuol dire utilizzando apparecchi allo stato dell'arte. Che non sono poi tantissimi e che evidentemente non tutti gli operatori decidono di utilizzare.
Ecco, il "limite" del vinile da digitale HD è sostanzialmente non nel fatto in sé, ma in CHI lo produce e COME e con COSA: insomma, il solito discorso del know how.
Va da sé che se, nel dubbio, un utente finale non ha a disposizione tutta una serie di informazioni sul CHI, sul COSA e sul COME possa legittimamente restare perplesso e dubbioso.
Non evidentemente nel caso di quegli operatori, come il sottoscritto, che non solo seguono la via maestra dell'eccellenza come su descritto, ma soprattutto non lesinano nel fornire all'utente finale ogni informazione necessaria per capire come è stata realizzata l'opera proposta.
Nel nostro caso, quando noi usiamo (useremo) master digitali HD, questi saranno o nativi (registrazione HD nativa) oppure riversamenti nativi da registrazioni analogiche native. E qui veniamo al punto più interessante, forse, di tutto questo discorso, quello che vi rivelerà cose che forse molto pochi di voi conoscono.
La domanda finale, e cruciale, può essere infatti la seguente: MA SE HAI A DISPOSIZIONE UN MASTER ANALOGICO NATIVO, PERCHE' NON USI QUELLO PER LA DUPLICAZIONE DEL VINILE?
E la risposta è articolata, ma fondamentalmente si concentra in un concetto, ovvero la necessità di riportare sul vinile l'assoluta fedeltà al contenuto tecnico del master analogico originale.
Spero sia chiaro a tutti, infatti, che ogni registratore/lettore di nastri analogici è differente da ogni altro. Per quanto siano "tarabili" i parametri fondamentali di lettura del nastro, saranno differenti gli stadi analogici di uscita, e saranno differenti o perché proprio "diversi" o perché uguali, ma differentemente usurati...
L'unico vero, originale, contenuto tecnico di un nastro master analogico - che peraltro deve essere perfettamente conservato perché altrimenti soggetto a rapida usura nel tempo - è quello che deriva dalla combinazione NASTRO NATIVO + REGISTRATORE CHE LO HA REGISTRATO.
Punto.
Ogni altra combinazione altererà da poco a tanto i contenuti tecnici DA ME SOUND ENGINEER decisi per quel master. E l'UNICO modo per rendere universali e facilmente "duplicabili" quei contenuti è che io stesso mi occupi del transfer di quel master analogico nativo in dominio digitale HD, con ADC da me testati e approvati per quello scopo. E che poi in sede di realizzazione della lacca vengano utilizzati DAC allo stato dell'arte, a mia volta provati e approvati.
E questo è ciò che succede/succederà con le mie prossime produzioni in vinile da digitale HD.
A tutto questo ragionamento aggiungiamo anche un altro dettaglio importantissimo: non so se voi sapete come si realizza una lacca vinilica.
Ve lo spiego, molto in sintesi.
Il nastro analogico viene fatto leggere solitamente da un registratore Studer A80 particolare, che manda al tornio di incisione della lacca, due distinti segnali, ritardati uno dall'altro di circa un giro di vinile (mi pare circa 500ms, vado a memoria...). Il motivo di questa operazione è per consentire al tornio di fare una "prelettura" in tempo reale del segnale ed evitare che picchi dinamici troppo forti, letteralmente "brucino" la puntina che sta incidendo il solco della lacca.
E' quindi IMPORTANTISSIMO rilevare che il segnale che effettivamente viene inciso sulla lacca è il segnale ritardato, ovvero il segnale che è passato attraverso il "delay".
Ora, in passato, ovviamente questa unità di delay era analogica, ma dalla fine degli anni '80 quasi tutti gli A80 dedicati a questa funzione sono stati attrezzati con un più comodo e preciso delay... digitale a 16/44.1!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Quindi ADC e poi DAC a 16/44.1!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Oggi sono veramente pochi gli A80 con delay analogico utilizzati negli studi che si occupano di realizzazione delle lacche. CAPITE COSA STO DICENDO????!!!
Ecco quindi che la somma di questi motivi rendono VERAMENTE più affidabile la duplicazione di un vinile partendo da un master digitale HD nativo (che ovviamente non necessità di delay giacchè semplicemente si montano due tracce dello stesso master ritardate del tempo necessario, su un lettore multitraccia e con un DAC a 4 canali...)
Io lo so che è ASSOLUTAMENTE INUTILE cercare di convincere un talebano che ha torto... però spero che chi invece è interessato SEMPLICEMENTE alla massima qualità, possa capire il significato di questo post. E semmai domani comprare i miei vinili da digitale HD...
Voglio dunque tornare su questo argomento, ovvero il vinile prodotto da master digitale HD.
Sì perchè se è ormai evidente che la diatriba fra sostenitori del vinile e quelli del supporto digitale non finirà mai, è ancora più solida e incrollabile la fede di alcuni del "vinile tutto analogico".
E questa fede, come OGNI fede cieca ed estrema, è ovviamente abbastanza destituita di fondamento. Anche se non del tutto immotivata.
Partiamo dunque dalle "ragioni" di questa credenza. Troppo spesso in passato, ma anche oggi, per sciatteria, per semplificazione, per finalizzazione al puro lucro, sono stati realizzati e vengono tuttora realizzati vinili partendo da discutibili realizzazioni digitali in formato CD 16/44.1 E questo è decisamente un errore, perché tutti i limiti del supporto CD vengono trasferiti, accentuandoli nel supporto vinilico: in pratica finiamo con l'avere i difetti di suono del CD (magari spesso mal realizzato) con i difetti del vinile (scrocchi vari, limiti in bassa frequenza, rumore di fondo, etc.).
Ecco quindi che chi ha avuto la sventura di ascoltare siffatti vinili e magari confrontarli con i corrispondenti CD ha maturato, oppure rafforzato, la sua convinzione che un vinile debba per forza derivare da master analogico nativo, o niente.
Esiste però il volto bello del digitale, che è l'alta risoluzione nativa, ovvero master registrati, mixati e masterizzati in digitale HD, che significa PCM a minimo 24bit/88.2kHz a salire, oppure DSD oppure DXD. Così come io sono fermamente convinto che una produzione digitale full HD rappresenti la massima evoluzione della purezza sonora oggi disponibile, mi pare evidente che nel momento in cui si andrà a trasferire su vinile questa grande risoluzione non si potrà che ESALTARE e magnificare le doti del vinile stesso, a partire ad esempio dal bassissimo "soffio" di fondo, che ad esempio nel vinile è potenzialmente inferiore anche rispetto al nastro analogico nativo open reel. Ma questo è un dettaglio... I veri vantaggi sono proprio e appunto nella possibilità di magnificare ai massimi livelli tutte le "qualità" del vinile, dalla microdinamica, alla timbrica... assolutamente analogica che un digitale HD correttamente convertito in analogico allo stato dell'arte può garantire e - ATTENZIONE - rendere su vinile, e quindi in dominio analogico, in modo DIFFERENTE da come possa rendere se utilizzato di per è. Il vinile quindi TRASFORMA inevitabilmente in analogico l'eccellente digitale HD e offre un suono diverso, splendidamente "analogico": motivo che rende l'ascolto del vinile una valida alternativa al digitale HD. E poi, soprattutto, permette a tutti di fruire di un OGGETTO MERAVIGLIOSO quale è il vinile, a partire dalle grafiche che può ospitare al fatto che è un OGGETTO PER SEMPRE, da custodire, da amare in quanto tale... Lo "Slow Food" della Musica...
Tornando alla tecnica... Come avrete notato, letto fra le righe, il risultato d'eccellenza si raggiunge solo però sfruttando tutti gli elementi necessari, ai massimi livelli, il che vuol dire utilizzando apparecchi allo stato dell'arte. Che non sono poi tantissimi e che evidentemente non tutti gli operatori decidono di utilizzare.
Ecco, il "limite" del vinile da digitale HD è sostanzialmente non nel fatto in sé, ma in CHI lo produce e COME e con COSA: insomma, il solito discorso del know how.
Va da sé che se, nel dubbio, un utente finale non ha a disposizione tutta una serie di informazioni sul CHI, sul COSA e sul COME possa legittimamente restare perplesso e dubbioso.
Non evidentemente nel caso di quegli operatori, come il sottoscritto, che non solo seguono la via maestra dell'eccellenza come su descritto, ma soprattutto non lesinano nel fornire all'utente finale ogni informazione necessaria per capire come è stata realizzata l'opera proposta.
Nel nostro caso, quando noi usiamo (useremo) master digitali HD, questi saranno o nativi (registrazione HD nativa) oppure riversamenti nativi da registrazioni analogiche native. E qui veniamo al punto più interessante, forse, di tutto questo discorso, quello che vi rivelerà cose che forse molto pochi di voi conoscono.
La domanda finale, e cruciale, può essere infatti la seguente: MA SE HAI A DISPOSIZIONE UN MASTER ANALOGICO NATIVO, PERCHE' NON USI QUELLO PER LA DUPLICAZIONE DEL VINILE?
E la risposta è articolata, ma fondamentalmente si concentra in un concetto, ovvero la necessità di riportare sul vinile l'assoluta fedeltà al contenuto tecnico del master analogico originale.
Spero sia chiaro a tutti, infatti, che ogni registratore/lettore di nastri analogici è differente da ogni altro. Per quanto siano "tarabili" i parametri fondamentali di lettura del nastro, saranno differenti gli stadi analogici di uscita, e saranno differenti o perché proprio "diversi" o perché uguali, ma differentemente usurati...
L'unico vero, originale, contenuto tecnico di un nastro master analogico - che peraltro deve essere perfettamente conservato perché altrimenti soggetto a rapida usura nel tempo - è quello che deriva dalla combinazione NASTRO NATIVO + REGISTRATORE CHE LO HA REGISTRATO.
Punto.
Ogni altra combinazione altererà da poco a tanto i contenuti tecnici DA ME SOUND ENGINEER decisi per quel master. E l'UNICO modo per rendere universali e facilmente "duplicabili" quei contenuti è che io stesso mi occupi del transfer di quel master analogico nativo in dominio digitale HD, con ADC da me testati e approvati per quello scopo. E che poi in sede di realizzazione della lacca vengano utilizzati DAC allo stato dell'arte, a mia volta provati e approvati.
E questo è ciò che succede/succederà con le mie prossime produzioni in vinile da digitale HD.
A tutto questo ragionamento aggiungiamo anche un altro dettaglio importantissimo: non so se voi sapete come si realizza una lacca vinilica.
Ve lo spiego, molto in sintesi.
Il nastro analogico viene fatto leggere solitamente da un registratore Studer A80 particolare, che manda al tornio di incisione della lacca, due distinti segnali, ritardati uno dall'altro di circa un giro di vinile (mi pare circa 500ms, vado a memoria...). Il motivo di questa operazione è per consentire al tornio di fare una "prelettura" in tempo reale del segnale ed evitare che picchi dinamici troppo forti, letteralmente "brucino" la puntina che sta incidendo il solco della lacca.
E' quindi IMPORTANTISSIMO rilevare che il segnale che effettivamente viene inciso sulla lacca è il segnale ritardato, ovvero il segnale che è passato attraverso il "delay".
Ora, in passato, ovviamente questa unità di delay era analogica, ma dalla fine degli anni '80 quasi tutti gli A80 dedicati a questa funzione sono stati attrezzati con un più comodo e preciso delay... digitale a 16/44.1!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Quindi ADC e poi DAC a 16/44.1!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Oggi sono veramente pochi gli A80 con delay analogico utilizzati negli studi che si occupano di realizzazione delle lacche. CAPITE COSA STO DICENDO????!!!
Ecco quindi che la somma di questi motivi rendono VERAMENTE più affidabile la duplicazione di un vinile partendo da un master digitale HD nativo (che ovviamente non necessità di delay giacchè semplicemente si montano due tracce dello stesso master ritardate del tempo necessario, su un lettore multitraccia e con un DAC a 4 canali...)
Io lo so che è ASSOLUTAMENTE INUTILE cercare di convincere un talebano che ha torto... però spero che chi invece è interessato SEMPLICEMENTE alla massima qualità, possa capire il significato di questo post. E semmai domani comprare i miei vinili da digitale HD...