Il problema dei "remaster" soprattutto analogici
Inviato: 29/03/2017, 13:57
Togliamo subito il problema ben noto della "loudness war": questo è un atto orrendo, maldestro e irrispettoso della volontà di chi ha firmato originariamente il lavoro. Anche nel caso, pur rarissimo, in cui ci sia l'approvazione dell'artista...
Se n'è parlato fino alla nausea ed è inutile tornare a parlarne qui.
Io, qui, oggi, voglio focalizzare l'attenzione sui remaster "fatti bene", quelli ben suonanti, soprattutto di master originariamente nati analogici.
Ebbene io noto in modo diffuso, pur nel sostanziale rispetto del lavoro originario, una tendenza marcata a proporre la nuova edizione con un suono sempre un po' troppo CHIARO, BRILLANTE e contemporanemente troppo LEGGERO in bassa frequenza.
Quando dico "troppo", ovviamente mi riferisco al lavoro nativo, nel momento in cui ho la possibilità di fare un confronto diretto fra i supporti. Che magari senza confronto, le nuove edizioni possono pure piacere...
E mi capita di farlo abbastanza spesso, questo confronto diretto, perchè da appassionato ho acquistato e continuo ad acquistare molte nuove ristampe, soprattutto in vinile "audiophile", di grandi classici di cui possiedo inevitabilmente le edizioni originali, comprate all'epoca.
Qual è il punto della questione, dunque?
Piaccia o meno agli analogisti più talebani... ma un master analogico, ovvero il nastro di una bobina open reel, anche se perfettamente conservata (operazione difficilissima e costosa) è INEVITABILMENTE condannato negli anni alla perdita delle frequenze più alte dello spettro, proprio le altissime.
Cosa fa allora il tecnico di remastering? Cerca di recuperare brillantezza enfatizzando quello che c'è e che nell'immediato dà l'idea di una maggiore apertura di suono, ovvero tipicamente la gamma "alta-della-medioalta", fra i 7.000 e i 12.000 hz. Al tempo stesso tende a "smagrire" la gamma mediobassa, attorno ai 100 / 120 hz
Ferma restando, di solito, un'ottima macro e micro dinamica, si perde oggi quell'impatto sonoro, quella "massa" di suono che fa venire voglia di alzare il volume.
Questo problema, purtroppo, l'ho risontrato in un sacco di situazioni. Come esempio, ve ne segnalo una, ovvero la ristampa del bellissimo "THE CONCERT IN CENTRAL PARK - SIOMN & GARFUNKEL"
Io possiedo la prima stampa originale, olandese, vinile 120gr, dell'epoca (1982) il cui master era stato realizzato agli Sterling Studios di New York dal mio amico, allora giovane e non famoso come oggi, Greg Calby. Bellissimo.
Poi oggi ho ascoltato la ristampa della "Music on Vinyl - MOVLP1329" su vinile 180gr. "made in EU" derivante dal remaster effettuato da Vic Anesini ai Battery Studios, New York. E suona come su descritto... Bello è, ma io preferisco di gran lunga l'originale che ha una pasta di suono completamente differente e piena di vita vera.
Altro esempio eclatante quello che io reputo il più bel disco di Frank Sinatra di sempre e quindi in assoluto il più bel disco di voce maschile mai realizzato nella storia della discografia.
Possiedo gelosamente una stampa originale americana della Capitol, mi pare del 1960 (sul disco non c'è la data, ma lo aveva comprato mio papà appena pubblicato, poco prima che io nascessi... quindi la data è quella...)
Ed ho ascoltato il remastering del 2014... Che dire? In questo caso è addirittura imbarazzante il confronto con l'originale, in cui la voce di Sinatra è pura magia e letteralmente... "lo vedi, lo tocchi" a un metro dal divano, con una naturalezza sconosciuta alla ristampa.
Insomma... sì, per carità... oggi si cerca di fare bene..,. a volte si impegnano pure. Ma se si ha la possibilità di acquistare stampe originali mint, non c'è ristampa che tenga. Anche fra le migliori.
Se n'è parlato fino alla nausea ed è inutile tornare a parlarne qui.
Io, qui, oggi, voglio focalizzare l'attenzione sui remaster "fatti bene", quelli ben suonanti, soprattutto di master originariamente nati analogici.
Ebbene io noto in modo diffuso, pur nel sostanziale rispetto del lavoro originario, una tendenza marcata a proporre la nuova edizione con un suono sempre un po' troppo CHIARO, BRILLANTE e contemporanemente troppo LEGGERO in bassa frequenza.
Quando dico "troppo", ovviamente mi riferisco al lavoro nativo, nel momento in cui ho la possibilità di fare un confronto diretto fra i supporti. Che magari senza confronto, le nuove edizioni possono pure piacere...
E mi capita di farlo abbastanza spesso, questo confronto diretto, perchè da appassionato ho acquistato e continuo ad acquistare molte nuove ristampe, soprattutto in vinile "audiophile", di grandi classici di cui possiedo inevitabilmente le edizioni originali, comprate all'epoca.
Qual è il punto della questione, dunque?
Piaccia o meno agli analogisti più talebani... ma un master analogico, ovvero il nastro di una bobina open reel, anche se perfettamente conservata (operazione difficilissima e costosa) è INEVITABILMENTE condannato negli anni alla perdita delle frequenze più alte dello spettro, proprio le altissime.
Cosa fa allora il tecnico di remastering? Cerca di recuperare brillantezza enfatizzando quello che c'è e che nell'immediato dà l'idea di una maggiore apertura di suono, ovvero tipicamente la gamma "alta-della-medioalta", fra i 7.000 e i 12.000 hz. Al tempo stesso tende a "smagrire" la gamma mediobassa, attorno ai 100 / 120 hz
Ferma restando, di solito, un'ottima macro e micro dinamica, si perde oggi quell'impatto sonoro, quella "massa" di suono che fa venire voglia di alzare il volume.
Questo problema, purtroppo, l'ho risontrato in un sacco di situazioni. Come esempio, ve ne segnalo una, ovvero la ristampa del bellissimo "THE CONCERT IN CENTRAL PARK - SIOMN & GARFUNKEL"
Io possiedo la prima stampa originale, olandese, vinile 120gr, dell'epoca (1982) il cui master era stato realizzato agli Sterling Studios di New York dal mio amico, allora giovane e non famoso come oggi, Greg Calby. Bellissimo.
Poi oggi ho ascoltato la ristampa della "Music on Vinyl - MOVLP1329" su vinile 180gr. "made in EU" derivante dal remaster effettuato da Vic Anesini ai Battery Studios, New York. E suona come su descritto... Bello è, ma io preferisco di gran lunga l'originale che ha una pasta di suono completamente differente e piena di vita vera.
Altro esempio eclatante quello che io reputo il più bel disco di Frank Sinatra di sempre e quindi in assoluto il più bel disco di voce maschile mai realizzato nella storia della discografia.
Possiedo gelosamente una stampa originale americana della Capitol, mi pare del 1960 (sul disco non c'è la data, ma lo aveva comprato mio papà appena pubblicato, poco prima che io nascessi... quindi la data è quella...)
Ed ho ascoltato il remastering del 2014... Che dire? In questo caso è addirittura imbarazzante il confronto con l'originale, in cui la voce di Sinatra è pura magia e letteralmente... "lo vedi, lo tocchi" a un metro dal divano, con una naturalezza sconosciuta alla ristampa.
Insomma... sì, per carità... oggi si cerca di fare bene..,. a volte si impegnano pure. Ma se si ha la possibilità di acquistare stampe originali mint, non c'è ristampa che tenga. Anche fra le migliori.