AntoninoLeone ha scritto:Ho letto qualcosa in un altro forum e non ho capito bene
La distorsione armonica di questo grafico tiene conto delle fondamentali ? cioè se prendo in esame la distorsione di seconda armonica a 50 hz significa che deriva da una fondamentale a 25 hz ?
E la terza armonica ? devo dividere per 3 ?
Grazie anticipate.

Non so dove tu abbia letto quel tipo d'interpretazione "retroattivo" riguardo le fondamentali "scalate rispetto le armoniche" poichè si dovrebbero calcolare esattamente al contrario, vale a dire: (come specificato da Mario) la seconda armonica corrispondente a 50hz riguarda una frequenza spuria a 100hz, mentre la terza armonica riguarda una frequenza spuria a 150hz...e cosi via.
Osserva questo grafico, che sarebbe la stessa faccia della stessa medaglia.
viene applicato un tono sinusoidale a 30hz con valore SPL pari a 100dB a mt1.
Il livello del tono (quello piu alto) raggiunge appunto i 100dB (la misura è calibrata) e si trova alla sinistra del grafico contrassegnato dal "numero 1"
questa è la fondamentale, a seguire (a 60hz) troviamo la nostra seconda armonica (contrassegnata con il numero 2) con distorsione dello 0,919%, a seguire (a 90hz) troviamo la terza armonica con lo 0,254% di distorsione...e cosi via fino alla 9a armonica.
Tutte le armoniche sono parte "aggiunta" al segnale originale che, in teoria, dovrebbe risultare sgombro da qualsiasi altra forma di "inquinamento".
Personalmente "abolirei" quel tipo di misura visto che stabilisce una condizione quasi fittizia, e vediamo perchè.
E' un segnale stazionario puramente di tipo sinusoidale...al massimo si potrebbe trovare in rari casi di
note tenute quali ad esempio una nota dell'organo a canne. (qui se ne trovano anche a 25hz...e anche meno...)
Qui sotto un disco della Reference Recordings in cui si manifesta qualcosa del genere...questo è un brano "difficilmente riproducibile" se ascoltato a volume molto alto, rarità, ma esiste.
Visto che in quel disco si manifesta una nota tenuta, ci sarebbe molta "corrispondenza" se al nostro diffusore applicassimo una sinusoide da 25hz valutandone la distorsione in funzione della SPL prodotta.
Per tutti gli altri casi (diciamo l'80% del materiale registrato) vale il principio (secondo il mio parere) della "condizione di effettivo funzionamento" il che significa analizzare strettamente con segnali musicali complessi, aventi un fattore di cresta "reale", e che producono sul diffusore tutti i tipi di distorsione, sia definite che da definire.
Sul piano della verifica tecnica l'analisi della distorsione armonica può offrire delle utili indicazioni relative alla simmetria di funzionamento, nonchè il comportamento che vede l'altoparlante il raggiungere del limite meccanico. (per queste misure servirebbe comunque un livello crescente di SPL con step di 5dB a salire).
Mentre sul piano della verifica sonora misure come la Distorsione Integrale e/o TND (se ben fatta) offrono una maggior correlazione in quanto sono presenti TUTTE le distorsioni.
A livello di vero confronto si potrebbero perfino "costruire" stimoli di prova direttamente con il brano preferito, ne uscirà fuori la reale distorsione di un determinato sistema, con quel determinato brano e con un determinato livello di SPL.
Se un diffusore produce delle alterazioni con determinati brani, queste alterazioni possono venir meno se si cambia genere o volume di SPL.
A questo punto regna sovrana la condizione d'uso, quindi l'utente dovrà valutare gli spazi (ambiente) il volume ascolto (SPL) e il genere musicale.