Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
Ci siamo avvicinati a quello che reputo il punto, gli amplificatori suonano pressoché uguali a volumi bassi, diciamo al primo watt o poco più.
Non dovremmo lasciare che i numeri definiscano la qualità audio più di quanto lasceremmo che l'analisi chimica sia l'arbitro dei vini pregiati. Nelson Pass
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kravcek
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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
Si, nel pomeriggio allego le copie.Interference ha scritto: 29/07/2025, 15:34Grazie. Se hai link o comunque riferimenti degli articoli originali sulla stampa anglosassone li puoi riportare (magari ad appendice del tuo post).kravcek ha scritto: 29/07/2025, 13:58 Salve,
fu fatto uno scritto anche su suono il titolo era "occhio non vede, orecchio non ode". Nella prova successiva Colloms fu l'unico che si accorse delle differenze, a suo dire.
Saluti.
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kravcek
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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
Salve,
allego le fotocopie di Suono.
Saluti.
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Saluti.
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kravcek
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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
Salve,
ho trovato un po complicato l'uso di wetransfer, posso eventualmente mandarle via mail a chi le vuole e le sa mettere nel po, sorry.
Buona domenica.
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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
Distorsione in Funzione del Carico (nell’amplificatore): al diminuire del carico diminuisce il guadagno ad anello aperto quindi si riduce il margine di guadagno e aumenta la distorsione. In figura la distorsione su carico di 8, 4 e 2 Ohm
di un Mark Levinson misurato da Stereophile (USA)

2 Ohm è il modulo di una impedenza di modulo = 4 Ohm e con angolo di fase di 60° (che non è così strano per una cassa acustica).
Al variare del carico la distorsione armonica aumenta di cinque volte... chissà quanto aumenta la distorsione di intermodulazione.
Si noti che la potenza cambia poco al diminuire del carico.
Questo amplificatore va valutato
circa 550 Watt su 2 Ohm
circa 225 Watt su 4 Ohm
circa 112 Watt su 8 Ohm
ovvero garantisce 42.33 Volt di picco su un carico da 2 a 8 Ohm (o più)
Questa modo di valutare gli ampli tende a dare ragione a chi dice che, a basso volume, tutti gli ampli si assomigliano.
di un Mark Levinson misurato da Stereophile (USA)

2 Ohm è il modulo di una impedenza di modulo = 4 Ohm e con angolo di fase di 60° (che non è così strano per una cassa acustica).
Al variare del carico la distorsione armonica aumenta di cinque volte... chissà quanto aumenta la distorsione di intermodulazione.
Si noti che la potenza cambia poco al diminuire del carico.
Questo amplificatore va valutato
circa 550 Watt su 2 Ohm
circa 225 Watt su 4 Ohm
circa 112 Watt su 8 Ohm
ovvero garantisce 42.33 Volt di picco su un carico da 2 a 8 Ohm (o più)
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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
Distorsione di Interfaccia (SUONO N. 108 – Dicembre 1981): la distorsione di interfaccia è una forma di intermodulazione dell’amplificatore che si verifica quando una tensione viene applicata all’uscita dell’amplificatore stesso. L’altoparlante dinamico è un dispositivo reversibile che, se eccitato da una forza esterna, produce la tensione BLv (v = velocità). Un altoparlante si comporta come un microfono e percepisce il suono e vibrazioni presenti nell’ambiente. Questi segnali vengono iniettati dall’altoparlante nell’uscita dell’amplificatore. Non tutti gli amplificatori sono in grado di gestire le correnti iniettate alla loro uscita e questo causa distorsione. La retroazione contrasta questo fenomeno.

In figura un amplificatore controreazionato con altoparlante collegato.
La controreazione agisce in modo che la tensione di uscita (Vout o Vstar) sia proporzionale alla tensione in ingresso Vin. Ne segue che se Vin=0 anche Vout=Vstar=0. Questo se l’amplificatore è ideale con guadagno ad anello aperto infinito. Se il guadagno A è finito, Vstar non è perfettamente nulla. È evidente che, con l’amplificatore retroazionato, l’amplificatore stesso deve annullare qualsiasi corrente che entri dalla sua uscita e, per farlo, deve generare una corrente uguale e contraria (cosa che può fare più o meno bene). Questo conferma il fatto che gli amplificatori in grado di erogare forti correnti di solito suonano meglio in tutte le condizioni.

In figura un amplificatore controreazionato con altoparlante collegato.
La controreazione agisce in modo che la tensione di uscita (Vout o Vstar) sia proporzionale alla tensione in ingresso Vin. Ne segue che se Vin=0 anche Vout=Vstar=0. Questo se l’amplificatore è ideale con guadagno ad anello aperto infinito. Se il guadagno A è finito, Vstar non è perfettamente nulla. È evidente che, con l’amplificatore retroazionato, l’amplificatore stesso deve annullare qualsiasi corrente che entri dalla sua uscita e, per farlo, deve generare una corrente uguale e contraria (cosa che può fare più o meno bene). Questo conferma il fatto che gli amplificatori in grado di erogare forti correnti di solito suonano meglio in tutte le condizioni.
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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
1 - Un sistema di altoparlanti ha una impedenza complessa e molto variabile con la frequenza.
2 - Il segnale musicale ha fattore di cresta che va da 3 a 30.
3 - i programmi musicali con fattore di cresta 3 suonano male (inutile pensarci)
Ne segue che l'amplificatore deve garantire l’escursione della tensione di uscita al variare del carico senza clippare. Ciò richiede un fattore di smorzamento alto e capacità di erogare corrente (potenza elevata).
Secondo me 500 Watt su 2 Ohm (o più).
Sarebbe opportuno che la maggior parte della distorsione fosse dovuta al sistema di altoparlanti.
Quindi la distorsione dell'amplificatore non deve essere necessariamente bassissima.
2 - Il segnale musicale ha fattore di cresta che va da 3 a 30.
3 - i programmi musicali con fattore di cresta 3 suonano male (inutile pensarci)
Ne segue che l'amplificatore deve garantire l’escursione della tensione di uscita al variare del carico senza clippare. Ciò richiede un fattore di smorzamento alto e capacità di erogare corrente (potenza elevata).
Secondo me 500 Watt su 2 Ohm (o più).
Sarebbe opportuno che la maggior parte della distorsione fosse dovuta al sistema di altoparlanti.
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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
Infatti mi son sempre chiesto come si possa apprezzare una THD ultra bassa delle elettroniche a monte, quando i diffusori hanno una THD ordini di grandezza superiore...MarioBon ha scritto: 03/08/2025, 18:19 [...]
Sarebbe opportuno che la maggior parte della distorsione fosse dovuta al sistema di altoparlanti.
Quindi la distorsione dell'amplificatore non deve essere necessariamente bassissima.
Nell'immagine qui sottodelle B&W siamo a circa 40db dalla fondamentale nella regione dei bassi, una cosa come l'1% di THD.

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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
Una differenza c'è:
un amplificatore tratta tutto il segnale contemporaneamente e la distorsione di intermodulazione è massima (perchè la banda passante è massima). Se poi deve lavorare su minimi di impedenza fuori norma le cose peggiorano.
In un sistema di altoparlanti a più vie, la banda che arriva ad un altoparlante non può intermodulare con quella degli altri altoparlanti. Per semplificare i 50Hz possono distorcere sul woofer ma questo non fa necessariamente distorcere il medio e/o il tweeter. In un ampli se i 50 Hz producono distorsione la si sente su tutta la banda.
Ne segue che, a parità di THD, un sistema di altoparlanti a tre vie intermodula meno dell'amplificatore.
Ergo è necessario che l'amplificatore produca meno distorsione del sistema di altoparlanti.
Per questo stesso motivo i sistemi amplificati sono potenzialmente i migliori.
un amplificatore tratta tutto il segnale contemporaneamente e la distorsione di intermodulazione è massima (perchè la banda passante è massima). Se poi deve lavorare su minimi di impedenza fuori norma le cose peggiorano.
In un sistema di altoparlanti a più vie, la banda che arriva ad un altoparlante non può intermodulare con quella degli altri altoparlanti. Per semplificare i 50Hz possono distorcere sul woofer ma questo non fa necessariamente distorcere il medio e/o il tweeter. In un ampli se i 50 Hz producono distorsione la si sente su tutta la banda.
Ne segue che, a parità di THD, un sistema di altoparlanti a tre vie intermodula meno dell'amplificatore.
Ergo è necessario che l'amplificatore produca meno distorsione del sistema di altoparlanti.
Per questo stesso motivo i sistemi amplificati sono potenzialmente i migliori.
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Re: Il non-suono delle elettroniche (e l'annosa questione delle misure)
Penso intendessi multi-amplificati...MarioBon ha scritto: 06/08/2025, 19:09 [...]
Per questo stesso motivo i sistemi amplificati sono potenzialmente i migliori.
Tornando al discorso, voglio contestualizzare la mia affermazione sul fatto che "gli ampli suonano tutti uguali a basso volume".
Nella postazione PC che uso ogni Dì, ho alternato in pochi giorni tutti gli amplificatori che avevo per farli suonare un po' facendo lavorare i potenziometri, selettori, condensatori, onde rallentarne l'invecchiamento.
Sono partito da un MicroPAL Aloia, passando per un Topping TP60->NAD3130->Cambridge Audio A1MK3.SE per tornare al definitivo Aloia.
Ebbene, essendo le orecchie a 60-70cm dai diffusori della scrivania, raramente nell'uso normale vado oltre 1/8 del volume, tornando all'Aloia in tutta sincerità mi son detto che in un test in cieco non avrei saputo riconoscere la differenza tra i vari amplificatori provati, pur conoscendoli bene. La differenza però appare evidente appena si sale di volume ed il motivo lo ha già spiegato M.Bon.
p.s. il NAD3130 è morto dopo 2h dalla riaccensione, si è aperto un elettrolitico e pure (penso di conseguenza) bruciato il trasformatore.
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