Il rinnovo a ciclo continuo di cataloghi e listini e la corsa all'ultimo DAC potrebbe far pensare che il digitale sia soggetto facilmente ad obsolescenza. Ma è proprio così?
Formati
Il formato PCM in audio viene introdotto a fine anni 60. Sarà poi adottato nel CD, supporto in grado di garantire una riproduzione estremamente precisa di un segnale analogico. Essendo un metodo "logico" di codificare un segnale è difficile pensare che il PCM possa divenire obsoleto. Lavorando su frequenza di campionamento e profondità di bit, la riproduzione può essere resa accurata a piacere.
Il CD ha oramai oltre 45 anni ed è ancora un formato attuale. Una persona nata tra gli anni '80 e '90 che avesse collezionato film e musica fin da bambino ancora oggi potrebbe godersi la musica in CD mentre lato video avrebbe dovuto cambiare formato almeno due volte (da VHS a DVD, da DVD a BluRay).
A mio parere non si dovrebbe considerare il DSD/SACD come un'evoluzione rispetto al PCM. Le tecniche di conversione (SDM) alla base del DSD sono state incorporate nei convertitori A/D e D/A che si usano per il PCM.
Il PCM si può considerare "definitivo" con il formato 24/192 (ma a mio parere ci si può fermare a 24/96). Gli stadi analogici non sono fondamentalmente in grado di arrivare a 24 bit di risoluzione effettiva (144 dB di gamma dinamica per un segnale di linea sono probabilmente ai limiti della fisica dei semiconduttori) e, anche ammettendo che ci siano benefici perfettivi nel codificare la banda ultrasonica,
Convertitori
Se il formato di codifica si può considerare stabile e maturo da decenni, che dire delle tecniche di conversione?
Il PCM1704K, considerato il picco degli integrati per la conversione R2R e oggi estremamente ricercato, fu introdotto a fine anni '90 (i datasheet ma anche Stereophile lo datano 1998).
I moderni convertitori delta sigma ad alte prestazioni si sono affermati intorno al 2005 (vedasi PCM1794 per restare in casa BB/TI). Il Sabre ES9018 credo fu proposto intorno al 2008.
Da lì in poi abbiamo visto miglioramenti di natura incrementale, con misure sempre più spinte (al di là del regime di utilità pratica) nei DAC "flagship".
Interfacce
Il protocollo S/PDIF risale agli anni '80. In origine concepito per lavorare fino a 48 kHz, si presta senza problemi a trasportare flussi a 24 bit e 96 kHz. Non so quando questa compatibilità sia diventata lo standard, ma un chip come il CS8420 la supportava già nel 1998. Apparecchi moderni spingono S/PDIF fino a 24/192, ma la compatibilità potrebbe non essere garantita.
La specifica per l'audio su USB UAC 1.0 risale al 1998 circa. Per quanto idonea al trasporto dell'audio 2 canali a 24/96, il bitrate di USB 1.0 era un po' limitato. L'interfaccia USB 2.0 fu introdotta nel 2000, ma il supporto per lo standard UAC 2.0 (che tra le altre cose migliora anche la latenza) trova larga diffusione soltanto tra il 2015 e il 2020 (Windows l'ha implementato nel 2017). Le interfacce USB "avanzate" come XMOS e Amanero compaiono nella prima metà degli anni 2010, lo stesso vale per chip di larga diffusione come il TE7022. Se interessa entrare nel DAC con sample rate elevati (magari se si vuole fare upsampling software) è opportuno fare attenzione a questi aspetti.
In sintesi
Se escludiamo il lato ergonomico, display, controlli, telecomandi... non ci sono ovvie ragioni di obsolescenza nei convertitori D/A prodotti negli ultimi 20 anni.
L'unica incognita è data potenzialmente dall'interfaccia USB, dove si è raggiunta la maturità hardware e software negli ultimi 10 anni. Questo non vuol dire che un DAC USB di 15 anni fa sia obsoleto, occorre al più valutare quale chipset è stato adottato dal costruttore e se tale chipset sia compatibile con le condizioni d'uso desiderate.
... l'audio digitale è soggetto a obsolescenza?
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Interference
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Re: ... l'audio digitale è soggetto a obsolescenza?
DAC e ADC
Chi si interessa di misure audio sa che alcune interfacce nate per la registrazione si prestano a lavorare come ADC ad elevata precisione.
Nel periodo 2003-2007 la Creative/E-MU produsse una serie di interfacce audio con eccellenti prestazioni di conversione A/D e D/A. Degne di nota la 1212m (prodotta mi pare sia in versione PCI che PCIe) e la 0404 USB.
La 1212m permetteva risoluzioni elevatissime, e da sola basterebbe a sfatare il mito che i PC siano invariabilmente fonte di "rumore" nell'audio digitale. Le prestazioni dell'ADC della 1212m sono rimaste per anni difficilmente eguagliabili a prezzi umani (diciamo, sotto i 1000 euro).
La 0404 USB, pur meno estrema nelle prestazioni, garantiva comunque convertitori di ottima risoluzione, e usata si trova(va) sull'usato intorno ai 50 euro. Per anni è stato molto difficile trovare al di sotto dei 500 euro un'interfaccia audio USB con risoluzione in A/D pari almeno alla E-MU 0404.
Degne di menzione la Focusrite Forte (circa 2013-14, provata dal blogger Archimago) e le più recenti Focusrite Clarett e Motu M4, arrivate verso la fine degli anni 2010.
Rimane il fatto che le linee di prodotti E-MU hanno oramai circa 20 anni e, se non fosse per questioni di compatibilità hardware e software, sarebbero tutt'altro che obsolete
Chi si interessa di misure audio sa che alcune interfacce nate per la registrazione si prestano a lavorare come ADC ad elevata precisione.
Nel periodo 2003-2007 la Creative/E-MU produsse una serie di interfacce audio con eccellenti prestazioni di conversione A/D e D/A. Degne di nota la 1212m (prodotta mi pare sia in versione PCI che PCIe) e la 0404 USB.
La 1212m permetteva risoluzioni elevatissime, e da sola basterebbe a sfatare il mito che i PC siano invariabilmente fonte di "rumore" nell'audio digitale. Le prestazioni dell'ADC della 1212m sono rimaste per anni difficilmente eguagliabili a prezzi umani (diciamo, sotto i 1000 euro).
La 0404 USB, pur meno estrema nelle prestazioni, garantiva comunque convertitori di ottima risoluzione, e usata si trova(va) sull'usato intorno ai 50 euro. Per anni è stato molto difficile trovare al di sotto dei 500 euro un'interfaccia audio USB con risoluzione in A/D pari almeno alla E-MU 0404.
Degne di menzione la Focusrite Forte (circa 2013-14, provata dal blogger Archimago) e le più recenti Focusrite Clarett e Motu M4, arrivate verso la fine degli anni 2010.
Rimane il fatto che le linee di prodotti E-MU hanno oramai circa 20 anni e, se non fosse per questioni di compatibilità hardware e software, sarebbero tutt'altro che obsolete
- virman71
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Re: ... l'audio digitale è soggetto a obsolescenza?
Segnalo anche la Motu Ultralite mk5,prestazioni notevoli,anche testata da ASR
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