Oli e punti di fumo

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Interference
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Oli e punti di fumo

#1 Messaggio da Interference »

La Lodge è un produttore di pentolame in ghisa. Sulla ghisa, si sa, va fatta la bruciatura cioè va steso uno strato sottilissimo d'olio e va messo in forno a oltre 300 gradi per farlo cristallizzare. Così diventa un antiaderente naturale, non senza limiti (per esempio, l'olio polimerizzato è facilmente attaccato dagli acidi).

Usare e mantenere (bene) pentolame in ghisa non è sempre facile, io ho avuto alti e bassi.

Lodge ha raccolto una tabella sui punti di fumo degli oli alimentari più comuni, la loro compatibilità con usi comuni (frittura, rosolatura, etc.) e la loro idoneità ad essere usati per la "bruciatura".

I gradi sono Fahrenheit, devo ricordarmi di farne la conversione in Celsius e postarla:
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Re: Oli e punti di fumo

#2 Messaggio da NomeUtente »

Interference ha scritto: 08/11/2025, 15:03 ... Usare e mantenere (bene) pentolame in ghisa non è sempre facile, io ho avuto alti e bassi. ...
Io riesco a farle arruginire. Un po' di WD40, un brusca-e-striglia con una paglietta in inox, brasatura finale nel caminetto o sulla brace nel barbeque per rimuovere residui di olio e altri depositi.
Non vi dico le costate!
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Re: Oli e punti di fumo

#3 Messaggio da Interference »

NomeUtente ha scritto: 08/11/2025, 16:49 Io riesco a farle arruginire. Un po' di WD40, un brusca-e-striglia con una paglietta in inox, brasatura finale nel caminetto o sulla brace nel barbeque per rimuovere residui di olio e altri depositi.
Non vi dico le costate!
Eviterei il WD40 su cose che poi vanno a contatto col cibo... come fai ad essere sicuro che non rimangano residui?

Per la ruggine, in altre situazioni (tipo le cerniere dei giradischi) ho sempre risolto spazzolando in ambiente moderatamente acido.

Ho letto che alcuni sali come il citrato di sodio funzionano per chelazione (uno dei pochissimi casi in cui mischiare acido e bicarbonato può essere utile), ma mai provato in prima persona.
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