Dal 3d del Forim Libero "Ralph Karsten di Atma-Sphere abbraccia la Classe D"
Messaggio da NicolaSforza » lunedì 17 novembre 2025, 11:57
http://www.hifi-forumlibero.it/phpBB3/v ... =5&t=10137
il problema non è la fisica ma il metodo: si parte da un finalino Behringer da poche centinaia di euro, si estrapola la cosa all’intera tecnologia Classe D, e si conclude che “tutta la Classe D è desolante”.
Così non si discute di ingegneria, ma di impressioni derivate da implementazioni economiche.
Vado per punti, restando sulla tecnica vera, non sulle sensazioni.
1. “Larghezza di banda del loop ristretta comporta rumore elevato ai bassi livelli”
Vero… nel 2005 o nelle implementazioni economiche come quelle nelle foto (A800 e NU3000), che usano:
- PWM semplice,
- feedback pre-LC,
- dead-time fisso,
- loop a banda relativamente stretta,
- filtri di uscita non compensati.
Ma questa non è la Classe D moderna di riferimento. Le topologie attuali – Hypex NCore, Purifi Eigentakt, Orchard Starkrimson, Aavik, il progetto Atma-Sphere e altri – usano:
- feedback post-LC (che elimina la maggior parte del rumore residuo),
- loop di controllo a larga banda,
- dead-time adaptive,
- noise-shaping multibanda.
Quindi l'argomento “il loop stretto sacrifica la risoluzione” è vero solo per i Classe D economici (come quelli che stai mostrando in foto).
Perché infatti non stai portando uno schema serio tipo Eigentakt…?
Esattamente: perché lì quel problema non c’è più.
La costate di Boltzman vale 1.38 per 10 alla meno 23 che è un numero molto piccolo. Per esempio, a temperatura ambiente, se la banda passante vale 1 MHz (molto larga) ed il resistore vale 1 MOhm (molto alto) risulta 16.56 nano Volt.Admin ha scritto:KTBR è un quarto del quadrato del valore efficace della tensione ai capi del resistore R dovuta al rumore termico o rumore Johnson (scoperto nel 1928). Il rumore temico è sempre presente.
k costante di Boltzman
T temperatura assoluta in °K
B larghezza di banda (f2-f1)
R valore del resistore in Ohm
2. Formula KTBR e “rumore fisico”
La formula KTBR riguarda il rumore termico dei resistori, presente in TUTTI gli amplificatori, incluse le valvole.
Non è un limite specifico della Classe D.
Paradossalmente:
- i valvolari lavorano con impedenze molto più alte hanno più rumore;
- gli A/B con bias variabile hanno rumore di corrente (shot noise + flicker).
- Il riferimento a KTBR è totalmente fuori contesto se si parla di differenze tra topologie. È come dire che “la gravità esiste quindi la Ferrari non può andare più veloce di una Panda”.
3. “Il noise-shaping e il jitter li racconta solo il costruttore”
Questo è semplicemente sbagliato. Le misure indipendenti (Audio Precision, Audio Science Review, Stereophile, HifiCompass, Archimago, ecc.) mostrano:
- rumore ai bassi livelli pari o inferiore ai migliori A/B,
- jitter fuori banda audio e irrilevante,
- assenza di spurie significative,
- risposta in frequenza piatta indipendente dal carico,
- intermodulazione bassissima.
Questi dati non arrivano “dal marketing”, ma da laboratori esterni.
4. “La potenza massima dura pochi millisecondi”
Questo accade per:
- Behringer economici,
- moduli switching entry-level,
- amplificatori pro progettati per massima potenza nominale “da brochure”.
Ma non è un limite della classe D come topologia. È un limite delle alimentazioni economiche.
Progetti seri come:
- Hypex NC400/500/1200,
- Purifi 1ET7040SA,
- Pascal,
- Peachtree GaN,
- Atma-Sphere class D,
possono erogare potenza continua perché hanno:
- PSU sovradimensionate,
- thermal derating progressivo,
- MOSFET con SOA ampia,
- controllo termico predittivo.
Prendere come esempio un Behringer A800 (vedi l'assorbimento massimo dichiarato!) e dire “questo vale per TUTTA la Classe D” non è serio.
È come giudicare tutti i valvolari partendo da un kit cinese con trasformatori ridicoli.
5. “La Classe D costa due spicci”
Questo è proprio il contrario della realtà moderna. I moduli Purifi costano centinaia di euro solo il modulo, e gli amplificatori completi vanno dai 2.000 ai 10.000 €. Gli Orchard con MOSFET GaN costano molto più di tanti A/B. Gli Aavik classe D arrivano a decine di migliaia di euro. Dire che “costa due spicci” equivale a non conoscere il mercato attuale. Che poi la Classe D consumer costi poco è un altro discorso. Ma lo stesso vale anche per gli A/B cinesi con 4 transistor e un toroidale da 20 €.
6. “Io ho sentito diversi Classe D ed erano desolanti”
Sì, ma quali Classe D? Perché tra: un Behringer NU3000, un modulo TPA3116 da 12 €, un Purifi 1ET400A, un Atma-Sphere class D, un Hypex NC1200, ci passa la stessa differenza che c’è tra: un push-pull EL34 fatto in garage e un valvolare OTL top di gamma. L’esperienza d’ascolto isolata non è un argomento tecnico.
7. “Perché non usare altre topologie con la stessa efficienza?”
Perché non esistono.
La Classe G/H migliora leggermente l’efficienza dell’A/B ma non arriva ai livelli della D.
La tecnologia GaN in A/B sarebbe inefficiente quanto quella Si.
Le valvole hanno efficienza imbarazzante.
Le topologie switching alternative (AASH, saturated rail modulator, rail tracking) non hanno stabilità, costi o affidabilità adeguate.
La realtà è semplice: per avere efficienza alta serve uno stadio switching. E uno stadio switching è… Classe D. Fine.
Conclusione: la discussione non è “Classe D sì / Classe D no”, ma quale Classe D. Usare un Behringer come esempio dei limiti della tecnologia è come dire che i DAC fanno schifo perché hai sentito un convertitore USB da 18 €. Se vogliamo parlare di limiti tecnici della Classe D moderna, parliamone pure: distorsione fuori banda, EMI, complessità del loop, saturazione ad alta potenza… Ma tirare in ballo KTBR, il jitter di moduli economici e Behringer come prova generale non regge proprio.
La Classe D economica è un mondo.
La Classe D seria è un altro.
E confonderli non aiuta nessuno.
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qui finisce il post ... ma la discussione continua....
Il sig. Fabrizio Calabrese ha continuato ad elencare esempi di amplificatori economici (che costano poco ed hanno dei limiti che nessuno nega).

