la localizzazione riguarda come riusciamo a determinare la posizione di una sorgente attraverso l'udito.
La questine non è semplice. Per esempio sembrerebbe che per localizzare una sorgente servissero due orecchie e invece anche chi sente da un solo orecchio risce a localizzare una sorgente. Questo indica che i meccanismi che intervengono nel processo di localizzazione sono molteplici e non tutti semplici.
Diciamo subito che, quando la sorgente è visibile o quando il cervello crede di aver trovato la sorgente con la vista, la localizzazione attraverso l'udito viene disabilitata.
Questo perchè la localizzazione attraverso l'udito è affaticante. Si veda l'effetto ventriloquo.
L'altra cosa che pochi considerano è la capacità di ecolocalizzazione (quella di Devil) che è inconsciamente sempre attiva anche se più sviluppata negli individui ipovedenti.
Veniamo alle cosa facili.
La prima considerazione è geometrica. >La distanza tra le due orecchie vale circa quanto la lunghezza d'onda a 2000 Hz (17 centimetri)
questo significa che quando la frequenza dei suoni che giungono alle orecchie sta tra 500 e 2000 Hz è possibile riconoscere un angolo di fase tra quanto perviene alle due orecchie.
Quando la frequenza è maggiore di 2000 Hz la diferenza di fase potrebbe contenere un multiplo di 360° ed il metodo non funziona più.
allo stesso modo quando la frequenza è molto bassa, 17 centimetri corrispondono ad una differenza di fase piccola con una differenza di ampiezza praticamente nulla
(la testa è un ostacolo "piccolo" rispetto alla lunghezza d'onda) il metodo ugualmente non funziona.
La fase resta riconoscibile in una banda di frequenza ristretta (diciamo tra 500 e 2000 Hz)
Per frequenza superiori a 2000 Hz ed in particolare da 4000 Hz in su l'orecchio è sensibile ma poco selettivo.
Questo significa che riconosce le differenza di livello (sensibile)
ma non riconosce facilmente le differenza di frequenza (poco selettivo)
in sostanza oltre i 4000 Hz l'apparato uditivo è sensibile all'energia (praticamente su sesti di ottava o poco più)
Se non è sensivile alla frequenza non si capisce come potrebbe essere sensibile alla fase.
Ecco allora che (oltre 2000 Hz) la localizzazione si avvale della differenza di intensità dei suoni che giungono alle orecchie. Questa intensità dipende dalla diffrazione della testa ma anche dalle spalle e dal torso (in misura minore).
Un terzo meccanismo dipende dal padiglione auricolare. Quando l'onda sonora si riflette sulle pieghe del padiglione auricolare si ricompone formando dei filtri a pettine che il cervello ha imparato ad interpretare. In questo modo distinguiamo i suoni che provengono di fronte o da dietro, dall'alto o dal basso, ecc.
L'esperienza mostra che i suoni acuti vengono dall'alto (uccelli) ed i suono gravi vengono dal basso (elefanti).
Altri fenomeni come :
- il riconoscimento della distanza della sorgente
- il riconoscimento delle dimensioni dello spazio (chiuso o apero)
- il riconoscimento delle dimensioni della sorgente
sono mediate dalle esperienza pregresse.
La localizzazione
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Re: La localizzazione
Nella stereofonia una coppia di sorgenti reali (altoparlanti) che emettono lo stesso suono, generano una sorgente virtuale che appare al centro della coppia.
Questa è una illusione acustica dovuta al fatto che, in natura, non esistono sorgenti reali identiche.
In presenza di eco, unico caso in cui si possono avere due sorgenti quasi uguali, la localizzazione della sorgente reale diventa diffcile.
Il nostro senso dell'udito si è evoluto per adattare l'uomo alla savana e, da allora, non è cambiato.
Quindi quando l'umanità si sarà abituata all'ascolto in stereo probabilmente il trucco non funzionerà più e saremo in grado di distinguere le due casse come sorgenti reali fisicamente separate.
Fortunatamenti se succederà sarà tra molti, molti anni.
Questa è una illusione acustica dovuta al fatto che, in natura, non esistono sorgenti reali identiche.
In presenza di eco, unico caso in cui si possono avere due sorgenti quasi uguali, la localizzazione della sorgente reale diventa diffcile.
Il nostro senso dell'udito si è evoluto per adattare l'uomo alla savana e, da allora, non è cambiato.
Quindi quando l'umanità si sarà abituata all'ascolto in stereo probabilmente il trucco non funzionerà più e saremo in grado di distinguere le due casse come sorgenti reali fisicamente separate.
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Re: La localizzazione
A questo proposito vorrei chiedere quali sono le caratteristiche di un sistema stereo che influenzano di più la " scomparsa " delle casse dalla scena sonora. Mi ricordo che ad un Top Audio anni 90 fui favorevolmente impressionato dalle B&W Nautilus a chiocciola che letteralmente sparivano e facevano suonare tutta la parete alle loro spalle. Immagino che in quel caso fossero le diffrazioni ridotte ad aiutareMarioBon ha scritto: 31/03/2026, 18:43 Nella stereofonia una coppia di sorgenti reali (altoparlanti) che emettono lo stesso suono, generano una sorgente virtuale che appare al centro della coppia.
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Re: La localizzazione
le casse scompaiono quando non sono identificabili come sorgenti.
La diffrazione ai bordi e le riflessioni vicine rendono identificabile la posizione della sorgente.
nell'ascolto in cuffia l'immagine si forma dentro alla testa (sopra, dietro, ecc.)
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Re: La localizzazione
Quindi, Mario, la condizione di frontale stretto, non è sufficiente. Gli spigoli arrotondati, sono l’altra necessaria?
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Re: La localizzazione
Lo spigolo arrotondato è importante, un po' meno se il pannello frontale è stretto.Pippo Grasso ha scritto: 12/05/2026, 14:35 Quindi, Mario, la condizione di frontale stretto, non è sufficiente. Gli spigoli arrotondati, sono l’altra necessaria?
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