TomCapraro ha scritto:Quindi Polin, chi conosce l'evento/artista ha molte possibilità per poter riconoscere una voce naturale.
Mi sembra abbastanza scontato che solo se si "conosce"si è in grado di "riconoscere"...il problema è che tale conoscenza,seppur riferibile ad una o più voci od a vari strumenti musicali,è sempre subordinata alla accuratezza con cui si effettuano nel tempo le percezioni (non certamente derivate da registrazioni).
Ad esempio la voce di un familiare la si conosce in dettaglio con ogni possibile sfumatura solo dopo centinaia se non migliaia di valutazioni ...c'è da dire inoltre,volendo essere pignoli,che almeno per la voce umana ci potrebbero essere variazioni nel tempo causate dall'avanzare dell'età (ma qui ci andremmo a complicare la vita!).
Polin ha scritto:
Le ragioni per cui ho provato a sottolineare l'importanza degli aspetti percettivi partono dal presupposto che senza la ragione decadono tutti gli attributi possibili per poter designare il suono e le sue innumerevoli qualità, le grandezze fisiche, appunto, non possono che misurare le variazioni di pressione.
Allora mi costringi a chiedere che cosa è la "ragione" e se anche altri animali ne dispongano.
Le qualità del suono (descritte dagli attributi del suono) per Ando sono 3, per Beranek sono oltre 20 ma per la maggior parte dei ricercatori sono una decina o giù di lì (distnguendo gli attributi per il pubblico da quelli per l'orchesta che sono diversi). Gli attributi del suono (un certo numero dei quali è definito dalla ISO) consentono di prevedere, a livello di progetto, la qualità della acustica di un auditorio come dimostrano gli auditori dove questa tecnica di progettazione è stata correttamente applicata (resta quindi escluso l'auditorium di Roma di Renzo Piano).
il fatto che la percezione non possa essere misurata, ma solo descritta, non ha impedito di definire gli attributi del suono e non impedisce ad ingegneri ed architetti (anche all'oscuro di qualsiasi nozione di psicoacustica, psicologia o neuroscienza) di realizzare auditori dall'acustica pregevole.
P.S. Dato che ho parlato male dell'auditorio di Roma mi spiego meglio: la progettazione acustica è stata fatta dai migliori professionisti del campo (uno studio tedesco) i quali hanno ottenuto lo scopo che l'architetto progettista aveva fissato: ottenere un livello SPL uniforme in tutta la sala. In questo caso è l'obiettivo da raggiungere che è sbagliato.
Mario Bon http://www.mariobon.com
"Con delizia banchettiamo con coloro che volevano assoggettarci" (Addams Family)
TomCapraro ha scritto: ....i secondi passandoli da un trattamento artificiale che prevede l'aggiunta di un lieve riverbero e un pizzico di compressione.
...
L'aggiunta del riverbero è necessaria perché l'apparato uditivo "abbatte" una decina di dB del riverbero che proviene dalla stessa direzione della sorgente (i diffusori acustici). (La compressione aiuta anche l'amplificatore ed i diffusori acustici...).
Anche un minimo di compressione trova la sua giustificazione perché rende più udibili i suoni più tenui compresa la riverberazione stessa. In sostanza l'ascolto diventa meno affaticante e più "naturale".
Questi artifici compensano il maggior lavoro che deve fare il cervello a causa dell'assenza della sorgente reale che lo costringe a localizzare la sorgente virtuale ed a definire le dimensioni dell'ambiente dal messaggio sonoro.
Mario Bon http://www.mariobon.com
"Con delizia banchettiamo con coloro che volevano assoggettarci" (Addams Family)
MarioBon ha scritto:
Allora mi costringi a chiedere che cosa è la "ragione" e se anche altri animali ne dispongano.
Molto sinteticamente la "ragione" è la capacità di creare "rapporti",ciò è prerogativa esclusiva dell'essere umano.
MarioBon ha scritto:
Le qualità del suono (descritte dagli attributi del suono) per Ando sono 3, per Beranek sono oltre 20 ma per la maggior parte dei ricercatori sono una decina o giù di lì (distnguendo gli attributi per il pubblico da quelli per l'orchesta che sono diversi). Gli attributi del suono (un certo numero dei quali è definito dalla ISO) consentono di prevedere, a livello di progetto, la qualità della acustica di un auditorio come dimostrano gli auditori dove questa tecnica di progettazione è stata correttamente applicata (resta quindi escluso l'auditorium di Roma di Renzo Piano).
Non conosco nel dettaglio questi attrubuti.
MarioBon ha scritto:
il fatto che la percezione non possa essere misurata, ma solo descritta, non ha impedito di definire gli attributi del suono e non impedisce ad ingegneri ed architetti (anche all'oscuro di qualsiasi nozione di psicoacustica, psicologia o neuroscienza) di realizzare auditori dall'acustica pregevole.
Esatto!
Molti dei modelli adottati e normalizzati (non potrebbe essere diversamente) sono stati decisi"a posteriori"dopo sperimentazioni sul campo ,ovvero dipendenti dal risultato ottenuto da campioni di ascoltatori.
TomCapraro ha scritto: ....i secondi passandoli da un trattamento artificiale che prevede l'aggiunta di un lieve riverbero e un pizzico di compressione.
...
L'aggiunta del riverbero è necessaria perché l'apparato uditivo "abbatte" una decina di dB del riverbero che proviene dalla stessa direzione della sorgente (i diffusori acustici). (La compressione aiuta anche l'amplificatore ed i diffusori acustici...).
Anche un minimo di compressione trova la sua giustificazione perché rende più udibili i suoni più tenui compresa la riverberazione stessa. In sostanza l'ascolto diventa meno affaticante e più "naturale".
Questi artifici compensano il maggior lavoro che deve fare il cervello a causa dell'assenza della sorgente reale che lo costringe a localizzare la sorgente virtuale ed a definire le dimensioni dell'ambiente dal messaggio sonoro.
Infatti l'ascoltatore ignaro tende a preferire il brano elaborato, se però dobbiamo confrontare le sensazioni maturate con quelle caratteristiche dell'evento realmente " vissuto " ci si accorge subito che il file elaborato è "falso", e che non rispecchia esattamente né il riverbero (assente) né la precisa caratteristica timbrica.
Polin ha scritto:
Molti dei modelli adottati e normalizzati (non potrebbe essere diversamente) sono stati decisi"a posteriori"dopo sperimentazioni sul campo ,ovvero dipendenti dal risultato ottenuto da campioni di ascoltatori.
A parte il fatto che paradossalmente i campioni misurano pure nonostante il non utilizzo degli strumenti, vedo che dai importanza e credito alle sperimentazioni "" di massa"" quindi anche alle statistiche.
La domanda è scontata: facendo ascoltare un setup audio ad un panel di persone (facciamo 100) composte da individui con esperienza "variegata" che spazia tra il normale utente e termina nel musicista e produttore discografico, ecco se il 99% di questi definisse il suono come estremamente naturale e verosimigliante, per te si potrebbe far passare come comprovazione...o servirebbe altro?
TomCapraro ha scritto:
A parte il fatto che paradossalmente i campioni misurano pure nonostante il non utilizzo degli strumenti, vedo che dai importanza e credito alle sperimentazioni "" di massa"" quindi anche alle statistiche.
Mi riferivo alle modalità con cui si stabiliscono i modelli da cui poi scaturiscono le norme...questa è pratica accettata per convenzione.
Viene quindi validato il pricipio della "molteplice attestazione" che fa verità(oggettivazione)!
TomCapraro ha scritto:
La domanda è scontata: facendo ascoltare un setup audio ad un panel di persone (facciamo 100) composte da individui con esperienza "variegata" che spazia tra il normale utente e termina nel musicista e produttore discografico, ecco se il 99% di questi definisse il suono come estremamente naturale e verosimigliante, per te si potrebbe far passare come comprovazione...o servirebbe altro?
Probabilmente per le nostre effettive nesessità il panel di ascoltatori/valutatori potrebbe anche essere ridondante.
Ma lo studio non credo finisca qui.
TomCapraro ha scritto:
A parte il fatto che paradossalmente i campioni misurano pure nonostante il non utilizzo degli strumenti, vedo che dai importanza e credito alle sperimentazioni "" di massa"" quindi anche alle statistiche.
Mi riferivo alle modalità con cui si stabiliscono i modelli da cui poi scaturiscono le norme...questa è pratica accettata per convenzione.
Viene quindi validato il pricipio della "molteplice attestazione" che fa verità(oggettivazione)!
TomCapraro ha scritto:
La domanda è scontata: facendo ascoltare un setup audio ad un panel di persone (facciamo 100) composte da individui con esperienza "variegata" che spazia tra il normale utente e termina nel musicista e produttore discografico, ecco se il 99% di questi definisse il suono come estremamente naturale e verosimigliante, per te si potrebbe far passare come comprovazione...o servirebbe altro?
Probabilmente per le nostre effettive nesessità il panel di ascoltatori/valutatori potrebbe anche essere ridondante.
Ma lo studio non credo finisca qui.
Lo "studio" potrebbe anche concludersi con il giudizio di un solo individuo, se questo è in grado di poterlo fare, poi tutto lo strascico affinché si possa validare l'affidabilità della persona ne sarebbe la conseguenza.
TomCapraro ha scritto:
Lo "studio" potrebbe anche concludersi con il giudizio di un solo individuo, se questo è in grado di poterlo fare, poi tutto lo strascico affinché si possa validare l'affidabilità della persona ne sarebbe la conseguenza.
Mi riferivo chiaramente alla modalità con cui si crede di assolvere correttamente una valutazione. Nel caso di un panel di ascolattori, in condizioni controllate, il margine di approssimazione si riduce quando la quasi totalità di chi esprime giudizi è pressochè unanime.
Un solo individuo ha un margine di approssimazione molto più ampio,quindi bassa attendibilità!
Polin ha scritto:
Mi riferivo chiaramente alla modalità con cui si crede di assolvere correttamente una valutazione. Nel caso di un panel di ascolattori, in condizioni controllate, il margine di approssimazione si riduce quando la quasi totalità di chi esprime giudizi è pressochè unanime.
Un solo individuo ha un margine di approssimazione molto più ampio,quindi bassa attendibilità!
Non è vero!
Se a giudicare fosse il toenmaster il resto della ciurma potrebbe anche fantasticare unanimamente senza comprovare uno straccio di attendibilità.
Chi ha assistito e chi ha le capacità di coniugare bene un esperienza vissuta a fronte di un risultato riprodotto può risultare molto più attendibile di qualunque gruppo riunito per...spararle grosse.
Certamente in un gruppo numeroso si troveranno giudizi che possono avvicinare di molto quanto osservato dal toenmaster, tuttavia ritengo maggiormente plausibile la precisione di quest'ultimo.