mah...sarà che l'effetto Venturi orizzontale non è proprio andato giù a molti...Anche perchè dovrebbe andare in su. O no?!?MarioBon ha scritto:...Uno dei motivi che mi hanno allontanato da VHF è stato proprio l'ampli di d'Agostino.
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
L'effetto Venturi ci può essere solo nei condotti orizzontali (ed in assenza di gradienti di temperatura). Avevo portato all'attenzione il fatto che si citava un fenomeno che non aveva neinte a che vedere con quanto dichiarato nella pubblicità. Tanto valeva dire che l'ampli era raffreddato grazie a flussi abroditali autoconvettivi di Rockmaninov (magari faceva anche più impressione).leZeppole ha scritto:mah...sarà che l'effetto Venturi orizzontale non è proprio andato giù a molti...Anche perchè dovrebbe andare in su. O no?!?MarioBon ha scritto:...Uno dei motivi che mi hanno allontanato da VHF è stato proprio l'ampli di d'Agostino.
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
Azz....... Mario questa posso rivenderla?
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
Quasi quasi invento l'ampli raffreddato grazie a l'equazione di Bernoulli!!!...a liquido...
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
assolutamente siMauro ha scritto:Azz....... Mario questa posso rivenderla?
assieme ai diaframmi concavo-convessi anastalgici in Debodan anticondittivo ricotto.
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
nessun componente hifi italiano o straniero dovrebbe superare certe cifre di prezzo...mi riferisco a certi sonus faber a 2vie dal costo di un auto..ma anche altri marchi..
cosa abbia piu valore o nò è difficile dirlo..i marchi classici hanno tutti un loro valore tecnologico..come dice Mario le elettroniche usano tecnologia vecchia e non possono assolutamente arrivare a certe cifre..
l elettroacustica è diversa per ovii motivi..
poi c'è tutto l aspetto commerciale e logistico della faccenda che ha i sui costi..
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
Bisognerebbe mettersi d'accordo con la terminologia in effetti. Valutare valida un elettronica significa fare i conti in tasca al produttore e capire se il prezzo richiesto in funzione del progetto e dei materiali e delle specifiche raggiunte, è congruo o meno. Se quindi il prezzo è esagerato, potrà essere valida per chi cerca di venderla, ma concordo sul fatto che più che una presa per il *, possiamo parlare più di tentativo di estorsione e indubbiamente chi è ricco o la sopravvaluta, certamente poi sarà disponibile ad acquistarla. Se un cantin... un costruttore decide di costruire solo pochissimi pezzi e li vende come diamanti da 100 carati, è affar suo, ma dal mio punto di vista eticamente è sbagliato. Non sono disponibile a remunerargli, la mancanza di industrializzazione del prodotto o la sua manifesta univocità. Io compro al chilo scegliendo poi quello che suona meglio. Non sono disposto a sopravvalutare un prodotto o a giustificare un 'esosità economica, solo perchè suona bene. Questo sarà solo un plus per un prodotto economico per vendere bene e in quantità. Per un prodotto costoso, suonare bene dovrebbe essere il minimo.
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
Si cerca sempre, nell'Hi-end, di sconfinare verso i territori dell'oggetto d'arte o esclusivo, in cui si vorrebbe far pagare la "firma" , vedi Audio Note oppure anche questo D'Agostino, ritenendo che essa sia un valore in se', come potrebbe essere un abito di Valentino o , che so, un Rolex. Per cui l'oggetto non è nella sostanza migliore di altri, ma essendo coinvolto il "grande" designer, allora può costare dieci volte di più.
Si cerca, ma raramente si riesce, perchè queste firme sono magari leggendarie nel piccolo mondo audio ma fuori non sono nessuno, mentre un oggetto diventa esclusivo o status symbol solo se è riconosciuto tale da tutti, o almeno da molti.
Si cerca, ma raramente si riesce, perchè queste firme sono magari leggendarie nel piccolo mondo audio ma fuori non sono nessuno, mentre un oggetto diventa esclusivo o status symbol solo se è riconosciuto tale da tutti, o almeno da molti.
Nicola
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
Beh ho amici non audiofili,che di ampli e diffusori non capiscono niente,che però conoscono il noto costruttore a occhioni blu!..quindi qualche marchio é riuscito a ritagliarsi uno spazio nel mercato del lusso!
- flydanny
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Re: Sopravvalutati...Sottovalutati.
Mah....che dire?
Trovo (ma non è la prima volta) abbastanza privi di misura ed equilibrio gli interventi centrati su esclusive considerazioni di prezzo.
E' di tutta evidenza che un integrato come il D'Agostino (ascoltato a lungo ed in condizioni controllate) sia una presa per i fondelli (il prezzo intendo) ma da qui a fare sempre uno stesso minestrone omogeneizzato, dicendo che, la quasi totalità degli apparecchi, generalmente stranieri e segnatamente americani e giapponesi, costano dieci volte quello che valgono, ce ne corre.
Un apparecchio è fatto di tante cose, progettazione, distribuzione, magazzini ricambi, assistenza e (perchè no) innovazione.
Tutte cose che creano un "appeal" che tanti prodotti se pur confrontabili o direttamente equiparabili come prestazioni, non hanno.
C'è poco da fare.
A parità di cilindrata e di prestazioni una Seat non sarà mai una BMW, anche e soprattutto perchè quando quest'ultima costruiva vetture di classe ed innovative, la prima nemmeno esisteva.
Queste cose creano una evidente differenza di percezione del prodotto, piaccia o non piaccia.
Che poi sia assurdo pagare certe cifre per accaparrarsi la macchina da musica di grido, ne convengo, (il D'Agostino sempre per fare l'esempio citato) tuttavia è ovvio che a parità di prestazioni, l'interesse ed il fascino che susciterà, sempre per fare un esempio, un Mark Levinson piuttosto che un Jeff Rowland dei tempi d'oro o un Accuphase, non potra' mai essere quello di un Lector o di un AM Audio.
Bisogna farsene una ragione.
I motivi sono molti e tutti chiarissimi.
Non vi sono ragioni puramente qualitative alla base, ma anche ragioni di cuore, di storia e di tradizione, che sono poi i motivi per cui i grandi marchi (salvo cadute di stile) conservano il loro fascino mentre molti altri seppur buoni inseguono.
Questa la mia personale valutazione.
Sayonara
Trovo (ma non è la prima volta) abbastanza privi di misura ed equilibrio gli interventi centrati su esclusive considerazioni di prezzo.
E' di tutta evidenza che un integrato come il D'Agostino (ascoltato a lungo ed in condizioni controllate) sia una presa per i fondelli (il prezzo intendo) ma da qui a fare sempre uno stesso minestrone omogeneizzato, dicendo che, la quasi totalità degli apparecchi, generalmente stranieri e segnatamente americani e giapponesi, costano dieci volte quello che valgono, ce ne corre.
Un apparecchio è fatto di tante cose, progettazione, distribuzione, magazzini ricambi, assistenza e (perchè no) innovazione.
Tutte cose che creano un "appeal" che tanti prodotti se pur confrontabili o direttamente equiparabili come prestazioni, non hanno.
C'è poco da fare.
A parità di cilindrata e di prestazioni una Seat non sarà mai una BMW, anche e soprattutto perchè quando quest'ultima costruiva vetture di classe ed innovative, la prima nemmeno esisteva.
Queste cose creano una evidente differenza di percezione del prodotto, piaccia o non piaccia.
Che poi sia assurdo pagare certe cifre per accaparrarsi la macchina da musica di grido, ne convengo, (il D'Agostino sempre per fare l'esempio citato) tuttavia è ovvio che a parità di prestazioni, l'interesse ed il fascino che susciterà, sempre per fare un esempio, un Mark Levinson piuttosto che un Jeff Rowland dei tempi d'oro o un Accuphase, non potra' mai essere quello di un Lector o di un AM Audio.
Bisogna farsene una ragione.
I motivi sono molti e tutti chiarissimi.
Non vi sono ragioni puramente qualitative alla base, ma anche ragioni di cuore, di storia e di tradizione, che sono poi i motivi per cui i grandi marchi (salvo cadute di stile) conservano il loro fascino mentre molti altri seppur buoni inseguono.
Questa la mia personale valutazione.
Sayonara
Lunga vita e prosperità.
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