Mettendo ordine in libreria ho trovato un libro che non vedevo da tempo...
Il sig. Calabrese spesso cita un articolo di Glyn Adams ("Time dependence of loudspeaker Power output in small room" AES 1988 ) per mostrare i deleteri effetti del "problema delle tre pareti".
La figura presente nell'articolo di Adams (la frequenza va da 1 a 1000 Hz) mostra una sorgente a un metro da ciascuna parete

ed è molto simile alla prossima. L'andamento è lo stesso ma la distanza è mezzo metro quindi il "buco" si forma a frequenza più alta.

fig 8.16 pag 345 (la frequenza è limitata a 500 Hz)
la figura qui sopra è tratta dal libro "Loudspeaker and Headphone Handbook" (terza Edizone) di Boewick (2001) dove il capitolo 8 "The room environment: basic theory" è scritto proprio da Glyn Adams (e rivisto da John Borwick che evidentemente non si fidava tanto...). Sono passati 13 anni dalla pubblicazione dell'articolo ma Adams non si smentisce e propone sempre lo stesso scenario.
La differenza è che nel capitolo 8 del libro c'è anche una seconda figura (fig 8.17 pag. 346)

(la linea rossa di riferimento la ho aggiunta io)
dove si mostra che, se la sorgente viene spostata dalla posizione simmetrica, il "buco" si riduce grandemente (il problema delle tre pareti si riduce a una ondulazione di un dB).
Il "problema delle tre pareti" non solo esiste soltanto all'aperto (in qualche terrazza dove ci sono solo tre pareti) ma si manifesta solo se si pone la sorgente lungo un particolare asse. Non è quindi il caso di preoccuparsi e basta fare quello che tutti consigliano da decime di anni a questa parte: cercare la miglior posizione per i diffusori ed il punto di ascolto.
Se quello delle tre pareti non è un problema non lo sono nemmeno i sistemi di altoparlanti tipo "a torre" (tower).


