Dato un dispositivo che non produce distorsione non lineare (di alcun tipo) se al suo ingresso applichiamo un segnale sinusoidale otterremo, in uscita, un segnale sinusoidale di ampiezza proporzionale. Dato che i segnali sinusoidali, quando attraversano dispositivi lineari, mantenono la stessa forma (sono "invarianti in forma") possiamo definire un guadagno e una fase.
Per caratterizzare un dispositivo possiamo applicare all'ingresso tanti segnali sinusoidali di frequenza diversa e annotare il rapporto tra l'ampiezza dell'uscita e l'ampiezza in ingresso (guadagno). Possiamo anche misurare la differenza di fase tra le sinusoidi in uscita e le sinusoidi in ingresso (frequenza per frequenza). Otteniamo due grafici
- uno detto risposta in frequenza (il modulo della risposta)
- uno detto risposta in (o di) fase (la differenza di fase della risposta rispetto all'ingresso).

Modulo e fase possono essere rappresentate con una unica funzione complessa (funzione della frequenza) detta "funzione di trasferimento" e di solito indicata come H(jw).
La fase di un singolo segnale sinusoidale non ha senso fisico perché dipende dalla scelta arbitraria dell'origine dell'asse del tempo. Sarebbe come dire che, portando avanti o indietro, le lancette dell'orologio si potesse viaggiare nel futuro o tornare nel passato (al massimo nel passato di verdura...!).

Le differenze di fase invece hanno senso fisico tanto è vero che sommando due segnali sinusoidali in fase (di pari ampiezza) l'ampiezza raddoppia, introducendo una differenza di fase di 180° l'ampiezza si annulla (interferenza distruttiva).


