Per prima cosa la relazione:

non vale quando non è possibile distingure il suono diretto per la presenza di ostacoli tra la sorgente ed il microfono. Su questo c'è poco da discutere. In letteratura è stata anche valutato l'effeto della presenza di barriere che restingono la sezione dell'ambiente (anche oltre il 40%)
tipica degi uffici.
L'errore viene indicato (dal prof. Farina) in "pochi dB". Per ridurre questo errore vengono apportate delle correzioni che non riguardano in suono diretto (che è lo stesso in ogni ambiente) ma il campo riflesso.
Le fonti di errore sono le stesse che impdiscono alla espressione di Sabine di produrre la corretta previsione del T60. Esse sono:
- ambienti con fonoassorbimento medio "alto"
- ambienti con dimensioni troppo diverse tra loro (per esempio corridoi)
- ambienti dove il campo non è perfettaamente diffuso
- ambienti dove il fono assorbimento delle sueperfici non è omogene e omogeneamente distribuito
- presenza di onde stazionarie.
In presenza di onde stazionarie il T60 non dovrebbe nemmeno essere definito.
Più l'ambiente assomoglia a quanto previsto dalle ipotesi di Sabine tanto più l'errore è ridotto.
Una prima correzione consiste nell'inserire nell'espressione il T60 realmente misurato o uilizzare per il T60 l'espressione di Eyring (o altra espressione più confacente). Si possono poi apportare delle correzioni che dipendono dalla tipologia dell'ambiente (ambienti bassi con soffitto assorbente, corridoi, ecc). Tutto ciò è descritto in questo articolo di Don Davis:
http://www.mariobon.com/Glossario/___Am ... uation.pdf
L'articolo citato mette in guardia da un errore che molti commettono perchè non distinguono il caso di una sorgente vicina alle pareti dal caso in cui la sorgente è "incastrata" nella parete.
L'altro possibile errore (spesso commesso) riguarda le dimesioni della sorgente in rapporto con la lunghezza d'onda del suono emesso. E' del tutto evidente che la relazione valga per una sorgente sferica di dimesioni "piccole" rispetto alla lunghezza d'onda o misurata a distanza "grande" sempre rispetto alla lunghezza d'onda del suono emesso.
In ogni modo, per ottenere l'espressione del rendimento,

le sorgenti virtuali vengono poste a zero quindi l'errore sulla previsione si riduce a zero (a patto che Lw, Q ed r siamo precisied accurati e che il campo riverberato residuo sia trascurabile). Non è un caso che la relazione:

venga utilizzata per verificare la condizione di spazio libero all'interno di una camera anicoica. Tale utilizzo è descritto anche nel famoso articolo B&K dell'elicottero (e c'è anche un grafico piuttosto eloquente). Il sig. Calabrese sa che tale articolo esiste e sa che è disponibile in rete: potrebbe studiarlo.
In buona sostanza le argomentazioni portate dal sig. Calabrese non possono essere accettate in quanto non conformi con le conoscenze validate, ignorano la letteratura sull'argomento e riguardano, alla fine, i risultati che egli ottiene nel suo ambiente in condizioni non controllate (e con ampia applicazione di smooting che omogenizza le curve di risposta) e restano confinati in quell'ambiente e vanno considerati come tali non certo come dimostrazioni generali.
A proposito dell'invito a riflettere si raccomanda al sig. Calabrese di porsi davanti ad uno specchio, osservare la sua immagine riflessa e poi immaginare cosa succederebbe se fosse incastrato nello specchio: se fosse incastrato nello specchio, vedrebbe la sua immagine?
Dalla risposta che si darà a questa domanda dipende la compresione dei fenomeni e delle relazioni che abbiamo fin qui trattato.