Nell'ultimo grafico del post precedente è riportata anche la differenza che si riscontra con e senza uno strato di fonoassorbente sul pavimento tra diffusore e microfono. In questo caso la riflessione dal pavimento è la prima riflessione ed interferisce con ilsuono diretto.
In un ambiente chiuso il microfono misura la sovrapposizione del campo diretto e del campo riflesso. Per consentire il calcolo si suppone che il campo diretto ed il campo riflesso non siano correlati in modo che non ci sia interferenza e possano essere sommati in potenza. Questo è possibile se
- non sono presenti onde stazionarie
- il campo riflesso è perfettamente diffuso.
Alle basse frequenze le onde stazionarie impediscono di parlare di campo diffuso e anche di tempo di riverberazione. Oltre una certa frequenza (la frequenza di Schroeder) le onde stazionarie sono così ravvicinate da diventaree indistinguibili. Oltre la frequenza di Schroeder il campo riflesso si considera diffuso e si può parlare di tempo di riverberazione.
http://www.mariobon.com/Glossario/___Am ... roeder.htm
La frequenza di Schroeder va presa come una indicazione. Del resto la figura precedente ha mostrato che la riflessione dal pavimento altera la misura di SPL anche alle frequenze medie (oltre la freq. di Schroeder).
In buona sostanza come andrebbero fatte le misure in ambiente non anecoico? Dipende dalla finalità.
Se si vuole caratterizzare un diffusore questo va allontanato il più possibile dalle pareti, il microfono va posto più vicino possibile (compatibilmente con la finalità della misura) e si utilizza un sistema per escludere le riflessioni. In alternativa restamo le misure in campo vicino.
Se si vuole conoscere la risposta nel punto di ascolto, i diffusori vanno lasciati al loro posto e il microfono va messo nel punto di ascolto.
Se interessa il bilanciamento tonale della risposta ottenuta con due diffusori in funzione si utilizza un segnale stereofonico con rumore rosa non correlato sui due canali. Il rumore può essere ottenuto da due generatori indipendenti o essere generato artificialmente (rumore pseudocasuale). Si dimostra che la misura con rumore pseudocasuale riduce le cause di errore (è più facile, più economica, più precisa).
L'articolo di Don Davis
http://www.mariobon.com/Glossario/___Am ... uation.pdf
qui tradottoanche in italiano (con commeti)
http://www.mariobon.com/Glossario/___Am ... uation.htm
riassume i casi in cui alla espressione classica dell'SPL in ambiente, si applicano delle correzioni. Tali correzioni si applicano quando una dimensione dell'ambient è molto maggiore o molto minore delle altre (corridoi) o quando una superficie è molto più assorbente delle altre (soffitto basso molto assorbente). In questi casi il livello del campo riflesso si riduce allondanandosi dalla sorgente (cosa che, in un ambiente sabiniano non avviene). Un ambiente sabiniano è un ambiente dove il tempo di riverberazione viene correttamente previto dalla espressione di Sabine ovvero un ambiente che rispetta le ipotesi di Sabine (dimensioni non troppo diverse tra loro, campo perfettamente diffuso).
Detto per inciso ilsig. Calabrese conosce Don Davis, se non ha avuto modo di fotocopiare l'articolo che ho linkato si può risparmiare la fatica.

Vediamo un esempio di campo non perfettamente diffuso: un ambiente con una ampia finestra aperta. Il suono che si dirige verso la finestra non viene riflesso ma esce dall'ambiente. Ne segue che nell'ambiente di osserva un flusso sonoro diretto verso la finestra. Questo significa che all'interno dell'ambiente, il suono riflesso non è diretto casualmente in tutte le direzioni e quindi non può essere perfettamente diffuso.
Condizioni che impediscono la perfetta diffusione:
- ampie superfici piatte (agiscono come specchi)
- finestre e porte aperte
- ampi pannelli fortemente fonoassorbenti
- una parete fortemente assorbente (per esempio il soffitto)
Condizioni che favoriscono la perfetta diffusione:
- superfici irregolari (diffusori di Schroeder)
- pareti non parallele
- presenza di ostacoli (mobili, soprammobili, ecc.)
In linea di massima in un normale ambiente domestico il campo riflesso si considera diffuso.
Se accetiamo la validità della espressione dell'SPL in ambienti chiusi possiamo considerare due quantità:
- la frequenza di Schroeder
- la distanza critica
http://www.mariobon.com/Glossario/___Am ... ritica.htm
La distanza critica è quella frequenza dove il livello del campo riflesso è uguale al livello del campo diretto. In quel punto l'errore sulla determinazione del livello del campo diretto è uguale all'errore sulla determinazione del livello del campo riflesso e vale 3 dB.
Per distanze dalla sorgente molto minori della distanza critica l'errore sulla determinazione del campo diretto è basso ma a sempre patto che non giungano al microfono delle prime riflessioni e che non siano presenti onde stazionarie. All'aumentare della distanza l'errore sull'SPL diretto aumententaa mentre quello sul livello del campo riflesso diminuisce.