Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
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"Dove sussistono problemi lessicali non è possibile formulare ragionamenti logici" (P.A.M. Kistanami). Niente insulti e parolacce. A quelle ci pensa già il Sig. Fabrizio Calabrese.
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Svarione
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- Il mio Impianto: K.heresy,audion silver night 300b,cdi naim
In estate causa calore valvole preferisco un ampli rega brio, e systemdek
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
Marcel Urban studied at the University of Orsay, Paris,
France, from which he received a Ph.D. degree in experi-
mental physics in 1973 and a Ph.D. degree in theoretical
physics in 1977. He is presently director of research at the
Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) in
France. His principal area of interest is the study of high-
energy cosmic rays and he conducts research in conjunc-
tion with the AUGER observatory in Argentina. Dr. Urban
has been a consultant for L-ACOUSTICS since 1983.
●
Christian Heil graduated from the University of Science
of Orsay, Paris, France. He obtained a Ph.D. degree in
physics in 1981, while in the department of Elementary
Particles, under the direction of Dr. Urban.
He then joined Thomson Laboratories for a three-year
research program on plasma physics. He also became
increasingly involved in professional audio consulting,
working for various corporations in the area of loudspeaker
design. In 1984, Dr. Heil founded L-ACOUSTICS, where
he is currently both chairman and director of R&D.
●
Paul Bauman obtained a master’s degree in physics from
the University of Waterloo, Ontario, Canada, in 1985 and a
master’s degree in electrical engineering from the
McMaster University in 1991. Over the past 20 years his
professional audio activities include loudspeaker design,
measurement and manufacturing, sound reinforcement sys-
tem design, live sound reinforcement system engineerin
Intanto che il mago paludato esce dalle sabbie mobili mentali e ritaglia figurini in scala….questi sono i personaggi che gli hanno fottuto il lavoro.
Povera italia dice, questi non contano togliendosi i calzini, e si, non fanno siti di autopromozione stile wanna marchi del web, questi si laureano e facilmente con la lode, si specializzano, lavorano in gruppo, fanno società, brevettano, e poi leggetevi chi sono…
L-acoustics sta mietendo consensi in ogni dove, andate in wikipedia trovate una pagina …
700 dipendenti, un centinaio di milioni di € di fatturato…
Stanno diventando leader del settore pro audio, ….la ditta si trova in francia, vicino parigi…ah le coquillage ..un assaggio..
https://www.l-acoustics.com/customer-stories/
Intanto per cambiare il liquido dei freni al posteriore devo smontare la vaschetta del liquido, il coperchio in plastica che la copre, una fiancata laterale,poi la fiancata del serbatoio, poi un’altro coperchio sul serbatoio, e poi se volete accedere a una vite della fiancata dovete smontare anche il becco anteriore che si compone di due pannellini.
Ora io dico, va bene che tutto è ingegnerizzato con quelle viti in plastica che togli velocemente e tutto è un susseguirsi di incastri e velcri,, ma se il coperchietto lo avessero fatto diversamente o addirittura omesso non si smontava nulla, e si risparmiava tempo e peso.
Boh
Ingegneri giappo.
E quando finisco lo spurgo? di sto passo mi sono mangiato lo yogurt che serviva per la torta.
Va beh, poco male tanto non mi viene come voglio io, anzi mo me ne magno un altro po.
E non dormite troppo che il mattino ha l’oro in bocca.
France, from which he received a Ph.D. degree in experi-
mental physics in 1973 and a Ph.D. degree in theoretical
physics in 1977. He is presently director of research at the
Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS) in
France. His principal area of interest is the study of high-
energy cosmic rays and he conducts research in conjunc-
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Christian Heil graduated from the University of Science
of Orsay, Paris, France. He obtained a Ph.D. degree in
physics in 1981, while in the department of Elementary
Particles, under the direction of Dr. Urban.
He then joined Thomson Laboratories for a three-year
research program on plasma physics. He also became
increasingly involved in professional audio consulting,
working for various corporations in the area of loudspeaker
design. In 1984, Dr. Heil founded L-ACOUSTICS, where
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Paul Bauman obtained a master’s degree in physics from
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master’s degree in electrical engineering from the
McMaster University in 1991. Over the past 20 years his
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measurement and manufacturing, sound reinforcement sys-
tem design, live sound reinforcement system engineerin
Intanto che il mago paludato esce dalle sabbie mobili mentali e ritaglia figurini in scala….questi sono i personaggi che gli hanno fottuto il lavoro.
Povera italia dice, questi non contano togliendosi i calzini, e si, non fanno siti di autopromozione stile wanna marchi del web, questi si laureano e facilmente con la lode, si specializzano, lavorano in gruppo, fanno società, brevettano, e poi leggetevi chi sono…
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700 dipendenti, un centinaio di milioni di € di fatturato…
Stanno diventando leader del settore pro audio, ….la ditta si trova in francia, vicino parigi…ah le coquillage ..un assaggio..
https://www.l-acoustics.com/customer-stories/
Intanto per cambiare il liquido dei freni al posteriore devo smontare la vaschetta del liquido, il coperchio in plastica che la copre, una fiancata laterale,poi la fiancata del serbatoio, poi un’altro coperchio sul serbatoio, e poi se volete accedere a una vite della fiancata dovete smontare anche il becco anteriore che si compone di due pannellini.
Ora io dico, va bene che tutto è ingegnerizzato con quelle viti in plastica che togli velocemente e tutto è un susseguirsi di incastri e velcri,, ma se il coperchietto lo avessero fatto diversamente o addirittura omesso non si smontava nulla, e si risparmiava tempo e peso.
Boh
Ingegneri giappo.
E quando finisco lo spurgo? di sto passo mi sono mangiato lo yogurt che serviva per la torta.
Va beh, poco male tanto non mi viene come voglio io, anzi mo me ne magno un altro po.
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- Il mio Impianto: Amplificatore di NuovaElettronica per autoradio. Giradisco BSR modifica puleggia. Testina piezo alto rumore e bassa fedelta'. Diffusori autocostruiti secondo progetto CF, con altoparlanti ricondizionati.
Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
Ci sono persone che devono studiare per affermarsi. Altre no.
Queste ultime hanno il dono. Sono dei predestinati. Purtroppo nemo propheta... purtroppo nessuno ha voglia di riconoscere il talento a questi uomini straordinari... la massa e' gelosa, invidiosa, meschina.
Queste ultime hanno il dono. Sono dei predestinati. Purtroppo nemo propheta... purtroppo nessuno ha voglia di riconoscere il talento a questi uomini straordinari... la massa e' gelosa, invidiosa, meschina.
finto professionista che non ha coraggio di firmarsi con nome e cognome - anonimo & incompetente & nullita' - il peggiore di tutti - pataccaro difensore di pataccari - feccia maleodorante [cit. "il progettista VERO (since 1972)"]
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Svarione
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In estate causa calore valvole preferisco un ampli rega brio, e systemdek
Iix con testina wos 100
Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
Cerrrto, è dal secolo scorso che lo ripete.
Blu blublu
Il prossimo progetto sarà il diffusore strenna, a panettone.
Lo metti a lampadario e questo illumina la stanza.
Allison, grafico e tre pareti
Poi la cordata
ma voi appassionati non apprezzate
Tre clienti cordata chiusa.
Il lampadario non va bene?
Colpa dell’enel…
Blu blublu
Il prossimo progetto sarà il diffusore strenna, a panettone.
Lo metti a lampadario e questo illumina la stanza.
Allison, grafico e tre pareti
Poi la cordata
ma voi appassionati non apprezzate
Tre clienti cordata chiusa.
Il lampadario non va bene?
Colpa dell’enel…
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enne.effe
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- Iscritto il: 08/01/2017, 10:22
Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
Calabrese funziona così:
1. Algoritmo cognitivo rigido. Indipendentemente dalla domanda, riassegna tutto al suo schema a tre tasselli:
• Le sue teorie
• Il suo lessico magico
• La sua autorità autoproclamata
Il dialogo, per lui, non esiste: esiste solo l’occasione per reinstallare lo stesso pacchetto concettuale.
2. Le “tre pareti”. È un trucco retorico per restare sempre un gradino sopra.
3. Gli epiteti infantil-aggressivi. Fanno parte della messinscena:
• “Mafietta”
• “Pollacchione”
• E altre variazioni ad personam
Sono marcatori territoriali: servono a degradare l’altro e mantenerlo nello schema “tu non capisci / io sì”.
4. La dicotomia dogmatica
Sempre due mondi: quello giusto (il suo) e quello sbagliato (il tuo / di chiunque altro).
Esempi ricorrenti:
• Line array? No!
• Trombe? Sì! Ma le sue!
• Classe D? Segata! Amplificatori: quelli che dice lui!
• Le misure? Fatte male!
• Ogni obiezione? Troppo superficiale!
È un sistema binario che evita la complessità: o è come dice lui, o è “ridicolo”.
5. Tecnica dell’“invito impossibile”
Una costante: «Fai tu il calcolo… è facilissimo!»
sapendo perfettamente: che non ci sono i dati, che la sua premessa è fallata, che comunque qualsiasi risultato tu fornisca verrà dichiarato sbagliato. È un rituale di dominanza, non un invito tecnico.
6. La finzione del dialogo
Risponde a parole, ma non risponde ai contenuti.
È un “ping-pong con una parete”: tu lanci un’idea, lui la rimbalza nel suo schema e ti rimanda un’altra frase prefabbricata.
7. Il ciclo infinito
La dinamica è sempre questa:
Stimolo → Pretesto pseudotecnico → Declassamento dell’interlocutore → Autoaffermazione → Ripetizione.
Un loop perfetto.
Potrei riassumere così: il dibattito con Calabrese offre sempre lo stesso spettacolo: una brillante cornice retorica intorno ad un contenuto immutabile, una sorta di microcontrollore che risponde ad un firmware precaricato.
Ogni spunto diventa un pretesto per rientrare nelle sue formule, nei suoi epiteti, nei suoi piccoli dogmi tecnici.
Si può apprezzare lo stile, certo, ma dopo qualche scambio si comprende che non è un dialogo: è una liturgia.
E a quel punto, la vera distinzione è sapere quando alzarsi dal tavolo, così come ho fatto.
1. Algoritmo cognitivo rigido. Indipendentemente dalla domanda, riassegna tutto al suo schema a tre tasselli:
• Le sue teorie
• Il suo lessico magico
• La sua autorità autoproclamata
Il dialogo, per lui, non esiste: esiste solo l’occasione per reinstallare lo stesso pacchetto concettuale.
2. Le “tre pareti”. È un trucco retorico per restare sempre un gradino sopra.
3. Gli epiteti infantil-aggressivi. Fanno parte della messinscena:
• “Mafietta”
• “Pollacchione”
• E altre variazioni ad personam
Sono marcatori territoriali: servono a degradare l’altro e mantenerlo nello schema “tu non capisci / io sì”.
4. La dicotomia dogmatica
Sempre due mondi: quello giusto (il suo) e quello sbagliato (il tuo / di chiunque altro).
Esempi ricorrenti:
• Line array? No!
• Trombe? Sì! Ma le sue!
• Classe D? Segata! Amplificatori: quelli che dice lui!
• Le misure? Fatte male!
• Ogni obiezione? Troppo superficiale!
È un sistema binario che evita la complessità: o è come dice lui, o è “ridicolo”.
5. Tecnica dell’“invito impossibile”
Una costante: «Fai tu il calcolo… è facilissimo!»
sapendo perfettamente: che non ci sono i dati, che la sua premessa è fallata, che comunque qualsiasi risultato tu fornisca verrà dichiarato sbagliato. È un rituale di dominanza, non un invito tecnico.
6. La finzione del dialogo
Risponde a parole, ma non risponde ai contenuti.
È un “ping-pong con una parete”: tu lanci un’idea, lui la rimbalza nel suo schema e ti rimanda un’altra frase prefabbricata.
7. Il ciclo infinito
La dinamica è sempre questa:
Stimolo → Pretesto pseudotecnico → Declassamento dell’interlocutore → Autoaffermazione → Ripetizione.
Un loop perfetto.
Potrei riassumere così: il dibattito con Calabrese offre sempre lo stesso spettacolo: una brillante cornice retorica intorno ad un contenuto immutabile, una sorta di microcontrollore che risponde ad un firmware precaricato.
Ogni spunto diventa un pretesto per rientrare nelle sue formule, nei suoi epiteti, nei suoi piccoli dogmi tecnici.
Si può apprezzare lo stile, certo, ma dopo qualche scambio si comprende che non è un dialogo: è una liturgia.
E a quel punto, la vera distinzione è sapere quando alzarsi dal tavolo, così come ho fatto.
- MarioBon
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
Negli anni non ha dimostrato di possedere nozioni di matematica, forse neanche di aritmetica. A quento ho visto non ha pubblicato nemmeno una somma con riporto.enne.effe ha scritto: 28/11/2025, 10:05 ....
5. Tecnica dell’“invito impossibile”
Una costante: «Fai tu il calcolo… è facilissimo!»
sapendo perfettamente: che non ci sono i dati, che la sua premessa è fallata, che comunque qualsiasi risultato tu fornisca verrà dichiarato sbagliato. È un rituale di dominanza, non un invito tecnico.
---
Se è così si capisce perchè non pubblichi nemmeno calcoli fatti da altri.
Dice che in passato ha posseduto una calcolatrice programmabile.
Ha un gatto molto colto (infatti ripete spesso che il suo gatto ne sa più di questo o quel personaggio)
Il fatto che il suo gatto sia colto non è condizione sufficiente per affermale che il sig. Fabrizio Calabrese sia più colto del suo gatto.
Mario Bon http://www.mariobon.com
"Con delizia banchettiamo con coloro che volevano assoggettarci" (Addams Family)
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mario061
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
La sua frustrazione nel non vedere riconosciuta la sua competenza nel campo è ciò che muove l'astio verso chi, secondo lui, immeritatamente invece viene visto dagli appassionati come grande esperto.
Ma non ci vorrebbe nulla per ottenere quello che in tanti anni di battaglia verso i mulini a vento ha cercato di ottenere senza esito.
Basta prendere una stanza all'hotel del Roma hi fidelity, portare un paio di sistemi, fare dimostrazione oraria a numero chiuso dove spiegare la propria filosofia e far ascoltare brani che lui ritiene adatti a dimostrare le grandi qualità del suo prodotto, e lasciare un pò di tempo per dare la possibilità ai presenti di ascoltare brani a loro scelta. E se le sue creazioni sono così sconvolgentemente, schiacciantemente, rivoluzionariamente superiori alla totalità della moderna produzione e vendute ad un prezzo ridicolo rispetto alle loro eccezionali qualità, alla fine raccogliere le ordinazioni.
Ma non ci vorrebbe nulla per ottenere quello che in tanti anni di battaglia verso i mulini a vento ha cercato di ottenere senza esito.
Basta prendere una stanza all'hotel del Roma hi fidelity, portare un paio di sistemi, fare dimostrazione oraria a numero chiuso dove spiegare la propria filosofia e far ascoltare brani che lui ritiene adatti a dimostrare le grandi qualità del suo prodotto, e lasciare un pò di tempo per dare la possibilità ai presenti di ascoltare brani a loro scelta. E se le sue creazioni sono così sconvolgentemente, schiacciantemente, rivoluzionariamente superiori alla totalità della moderna produzione e vendute ad un prezzo ridicolo rispetto alle loro eccezionali qualità, alla fine raccogliere le ordinazioni.
- MarioBon
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
basterebbe un sistema ben preparato e presentato (con garanzia, manuale, imballi, ricambi, bolle e fatture)
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mario061
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
A certo, tutto in regola, non come fanno i cantinariMarioBon ha scritto: 28/11/2025, 12:47 basterebbe un sistema ben preparato e presentato (con garanzia, manuale, imballi, ricambi, bolle e fatture)
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
Calma, "cantinaro" è una parola grossa: Hewlet & Pakard hanno cominciato in un garage a Palo Alto, California (l'equivalente moderno della cantina)
sono nate in un garage anche Apple, Google, Amazon, Harley-Davidson e Microsoft.
Walt Disney iniziò la sua carriera nel garage dello zio a Los Angeles
Un esempio italiano è Technogym (attrezzature per il fitness) fondata da Nerio Alessandri nel garage di casa a Cesena nel 1983.
sono nate in un garage anche Apple, Google, Amazon, Harley-Davidson e Microsoft.
Walt Disney iniziò la sua carriera nel garage dello zio a Los Angeles
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...
In molte occasioni sono stato a visitare cantine o garage. Capisciamme'...MarioBon ha scritto: 28/11/2025, 16:37 Calma, "cantinaro" è una parola grossa: Hewlet & Pakard hanno cominciato in un garage a Palo Alto, California (l'equivalente moderno della cantina)
sono nate in un garage anche Apple, Google, Amazon, Harley-Davidson e Microsoft.
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