Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

...per non dimenticare i problemi lessicali di Calabrese che ha tradotto "sensibilità" con "efficienza" (e non solo...)
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mario061
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

#81 Messaggio da mario061 »

Alternative a "cantinaro" ?
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

#82 Messaggio da NomeUtente »

C'era uno che usava 'sto termine. Non ricordo chi.
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

#83 Messaggio da MarioBon »

mario061 ha scritto: 28/11/2025, 17:48 Alternative a "cantinaro" ?
bisogna trovare un termine che descriva un cantinaro che resta tale.
Come un baco che non esce mai dal bozzolo.
In milanese sarebbe uno che non si disciula (vedere "disciularsi" su google).
Mario Bon http://www.mariobon.com
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

#84 Messaggio da Svarione »

Trombarolo
mario061
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

#85 Messaggio da mario061 »

MarioBon ha scritto: 28/11/2025, 18:37
bisogna trovare un termine che descriva un cantinaro che resta tale.
Cantinaro cronico?

Raffazzonatore?

Dalle mie parti quando uno lavora in modo approssimativo si dice anche che è un "sanfason"
Svarione
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

#86 Messaggio da Svarione »

enne.effe ha scritto: 28/11/2025, 10:05
Calabrese funziona così:

1. ..omissis
Il dialogo, per lui, non esiste: esiste solo l’occasione per reinstallare lo stesso pacchetto concettuale.
E se l’occasione non c’è la crea, improvvisa uno show alla demo di felli, in un forum altrui, in un gruppo di fb…
2. Le “tre pareti”. È un trucco retorico per restare sempre un gradino sopra.
Slogan pubblicitario di auto promozione
3. Gli epiteti infantil-aggressivi. Fanno parte della messinscena:
• “Mafietta”
• “Pollacchione”
• E altre variazioni ad personam

Sono marcatori territoriali: servono a degradare l’altro e mantenerlo nello schema “tu non capisci / io sì”.
li utilizza per tenersi aperta la via ai ban, o alla chiusura del tread, oppure i luoghi comuni li usa per rafforzare il consenso alle sue affermazioni, sviare il discorso, evitarsi repliche.
4. La dicotomia dogmatica
Sempre due mondi: quello giusto (il suo) e quello sbagliato (il tuo / di chiunque altro).
Omissis..
È un sistema binario che evita la complessità: o è come dice lui, o è “ridicolo”.
Colpito e affondato.
Tutta la sua vita e i suoi progetti sono incentrati su imboccare le scorciatoie, fare meno fatica possibile,evitare le complessità progettuali,le difficoltà, gli studi.
5. Tecnica dell’“invito impossibile”
Una costante: «Fai tu il calcolo… è facilissimo!»
sapendo perfettamente: che non ci sono i dati, che la sua premessa è fallata, che comunque qualsiasi risultato tu fornisca verrà dichiarato sbagliato. È un rituale di dominanza, non un invito tecnico.
Fa parte della personalità del personaggio, viscida, ambigua, senza morale, scaltro, ma anche usato per colmare le proprie lacune, e stimare quanto sia stato scoperto, fin dove si può spingere prossimamente, o se è meglio chiudere la discussione, un sondaggio.
I confronti che invoca poi sono tutti elusi con mille scuse, i calcoli non li fa..
6. La finzione del dialogo
Risponde a parole, ma non risponde ai contenuti.
È un “ping-pong con una parete”: tu lanci un’idea, lui la rimbalza nel suo schema e ti rimanda un’altra frase prefabbricata.
Si, Ignora quello che gli fa comodo, riporta arbitrariamente quello che gli conviene,sia del tuo discorso sia dei testi che cita, prosegue poi pro domo suo non sollecitato fuori tema.
7. Il ciclo infinito
La dinamica è sempre questa:
Stimolo → Pretesto pseudotecnico → Declassamento dell’interlocutore → Autoaffermazione → Ripetizione.
Un loop perfetto.
È una pubblicità, arriva perfettamente uguale e ripetitiva, un teatrino di autopromozione.
Potrei riassumere così: il dibattito con Calabrese offre sempre lo stesso spettacolo: una brillante cornice retorica intorno ad un contenuto immutabile, una sorta di microcontrollore che risponde ad un firmware precaricato.
Ogni spunto diventa un pretesto per rientrare nelle sue formule, nei suoi epiteti, nei suoi piccoli dogmi tecnici.
Si può apprezzare lo stile, certo, ma dopo qualche scambio si comprende che non è un dialogo: è una liturgia.
E a quel punto, la vera distinzione è sapere quando alzarsi dal tavolo, così come ho fatto.
È come pestare un pezzo di scotch, o avere fra le mani un sottile pezzo di plastica caricato elettrostaticamente :mrgreen:
Buon fine settimana.
mario061
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

#87 Messaggio da mario061 »

Anche a te. Domani sono con un centinaio di moticiclisti a pranzo...speriamo non ci sia il guru che si crede Stoner e si metta a pontificare su come è bravo a guidare e quanto siano polli tutti gli altri... per fortuna non ho chicken strips sulla ruota dietro... :lol: :lol: :lol:
enne.effe
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

#88 Messaggio da enne.effe »

mario061 ha scritto: 29/11/2025, 18:29 Anche a te. Domani sono con un centinaio di moticiclisti a pranzo...speriamo non ci sia il guru che si crede Stoner e si metta a pontificare su come è bravo a guidare e quanto siano polli tutti gli altri... per fortuna non ho chicken strips sulla ruota dietro... :lol: :lol: :lol:
Mai stato alla "MotoMessa" a San Pellelgrino in Alpe, il comune più alto dell'appenino tosco emiliano ma Excalve della provincia di Modena dove paghi un caffè e modena e lo bevi in Toscana?

https://www.youtube.com/watch?v=J_awbx7Ogww
mario061
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Re: Calabrese, la classe D, i line array e anche la mafia...

#89 Messaggio da mario061 »

No, mai stato, magari l'anno prossimo un salto con gli amici lo metto in programma. Siamo in 3, a volte 4 motociclisti e possiamo fare solo giri giornalieri andata e ritorno. Da casa nostra sono circa 200Km (400 andata e ritorno) quindi si può fare senza problemi, grazie per la segnalazione.
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