La Sonorizzazione di Grandi Spazi: perchè gli array?

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La Sonorizzazione di Grandi Spazi: perchè gli array?

#1 Messaggio da MarioBon »

la sonorizzazione di grandi spezi è regolata dal DPCM 215/1999
https://www.google.com/url?sa=t&source= ... 3Kd7oTiH3B
che fissa il livello sonoro in 95 dB (A) LAcq misurato a 1,6 metri da terra.
In altre parti si legge 95 dBA di livello medio al centro pista/area spettatori.
il decreto (al punto d dell'articolo 4) specifica che il valore del livello LAcq va rilevato in assenza di pubblico, misurato per almeno sessanta secondi, in corrispondenza della posizione in cui assume il valore massimo, all'interno dell'area accessibile al pubblico, ad una altezza dal pavimento di 1,6 +/- 0,1 metri.

Quindi il livello specificato è il massimo consentito. Ne segue che o il livello viene mantenuto uniforme su tutta la platea oppure ci saranno ampie zone con livello insufficiente.

Sorvoliamo sul fatto che il decreto, dal punto di vista tecnico, poteva essere scritto meglio. Per sempio non si fa alcun riferimento al fattore di cresta del programma eseguito.
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Re: La Sonorizzazione di Grandi Spazi: perchè gli array?

#2 Messaggio da MarioBon »

consideriamo il sistema multivia rappresentato nella foto che segue:
Immagine

Chi lo ha progettato (FC nel 1982) dichiara 115dB a 230 metri che corrispondono a 142dB a 10 metri ovvero 162 dB a un metro (questo uktimo dato è indicativo perchè la distanza è inferiore alle dimensioni della sorgente)..
Per quanto queste caratteristiche siano notevoli e per quanto il sistema possa essere performante in termini di risposta in frequenza e distorsione c'è un problema: non rispetta la normativa.
Anche riducendo il livello di 20 dB (per ottenere 95 dB a 230 metri) a 10 metri si ottengono comunque 122 dB (troppi).
Se si regola il volume per ottenere 95 dB a 10 metri, a distanze superiori l'SPL diventa insufficiente (e a 5 metri supera il limite)..

Oggi, con le normative vigenti, lo scopo non è produrre un SPL che, per essere elevato a grande distanza, diventa pericoloso a 10 metri dagli altoparlanti ma distribuire un livello uniforme su tutta la superficie interessata.

Al momento lo strumento per ottenere questo risultato è stato individuato nell'array di altoparlanti (nel numero e nella disposizione che serve).

Per il futuro si possono immaginare soluzioni che non fanno uso nemmeno degli array.
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Re: La Sonorizzazione di Grandi Spazi: perchè gli array?

#3 Messaggio da MarioBon »

Glossario:

Il LAeq (Livello Sonoro Continuo Equivalente ponderato A) è la media energetica del rumore misurato in un intervallo di tempo, espressa in decibel (dBA).

LAcq nei decreti italiano indica LAeq.

dBA livello in dB rilevato con filtro di pesatura A (che attenua bassi e alti) la cui risposta è analoga a quella dell'orecchio al di sotto di 70 dB. Viene comunque utilizzato anche se per livelli di 90-100 dB sarebbero più indicata la pesature C. In termini energetici la differenza non è abissale e l'importante è che si usi sempre la stessa pesatura.

Rispetto alla assenza del filtro, la pesatura A misura il rumore rosa da 20 a 20kHz ad un livello di 2.85 dB più basso
Rispetto alla assenza del filtro, la pesatura B misura il rumore rosa da 20 a 20kHz ad un livello di 2.46 dB più basso
Rispetto alla assenza del filtro, la pesatura C misura il rumore rosa da 20 a 20kHz ad un livello di 1.12 dB più basso

Piuttosto è criticabile la scelta di fare riferimento all'energia perchè non protegge da transitori intensi ma brevi che danneggiano l'apparato uditivo.
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Re: La Sonorizzazione di Grandi Spazi: perchè gli array?

#4 Messaggio da NomeUtente »

Quella roba non esiste piu'. Nessuno l'ha scopiazzata, da quanto mi risulta. Prova delle mirabilie di quel sistema...c'e' da crederci?

Addenda: ne hai di tempo da sprecare a stare dietro a 'sto tipo... !!!
finto professionista che non ha coraggio di firmarsi con nome e cognome - anonimo & incompetente & nullita' - il peggiore di tutti - pataccaro difensore di pataccari - feccia maleodorante [cit. "il progettista VERO (since 1972)"]
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Re: La Sonorizzazione di Grandi Spazi: perchè gli array?

#5 Messaggio da MarioBon »

è vero, quei sistemi oggi sono usati solo nei rave party.
Storicamente ha una qualche importanza sapere perchè non sono più in uso.
Poi le normative, in tutti i campi, sono talmente poco conosciute che è opportuno ricordare che esistono.
Qualcuno potrebbe evitare di costruire lacase su una frana, sul greto di un torrente o in una golena.
Immagine Immagine
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Re: La Sonorizzazione di Grandi Spazi: perchè gli array?

#6 Messaggio da MarioBon »

Rumore: basta una volta per rovinarsi l'udito

tratto da Le Scienze
La versione originale di questo articolo è stata pubblicata su www.scientificamerican.com

Negli anni ottanta, Liberman effettuò molti studi che furono di capitale importanza per capire come il rumore provoca la morte delle cellule ciliate. Già allora era interessato a scoprire cosa accade alle fibre nervose connesse, ma fino a pochi anni fa non esisteva nessun colorante in grado di marcare le terminazioni dei nervi al microscopio.

La ricerca sta andando oltre gli animali da laboratorio. Il Walter Reed National Military Medical Center ha iniziato a studiare i veterani della guerra in Iraq che soffrono di deficit uditivi benché gli audiogrammi non mostrino anomalie. Liberman e Kujawa hanno esaminato più di 100 campioni di ossa temporali - che racchiudono l'orecchio medio e interno - osservando nei soggetti più anziani una netta diminuzione di neuroni che trasportano la rappresentazione elettrica del suono al cervello, mentre le cellule ciliate erano intatte. Liberman e Kujawa hanno cominciato a riflettere su possibili protocolli terapeutici per ripristinare le sinapsi. Stanno valutando se iniezioni di fattori di crescita proteici attraverso una membrana all'interno dell'orecchio medio permettono alle fibre troncate di creare nuove sinapsi e ripristinare le normali funzioni uditive. I due ricercatori vogliono anche determinare se una simile perdita di fibre nervose ha un ruolo negli acufeni (fischi nelle orecchie), se provoca effetti sul sistema vestibolare uditivo e se compromette l'equilibrio.
Anche altri cominciano a interessarsi all'argomento. "Il lavoro di Charlie e Sharon ad Harvard è stato estremamente convincente nel dimostrare come, in modelli animali, suoni ad alto volume possono avere un effetto distruttivo e un impatto cumulativo sull'udito, compromettendone le prestazioni", dice Frank Lin, professore di otorinolaringoiatria e chirurgia cervico-facciale al John Hopkins. "La loro ricerca pone l'accento sull'importanza e il bisogno di maggiori sforzi per conservare l'udito, in particolare riducendo al minimo l'esposizione cumulativa a forti rumori durante tutto l'arco della vita."

Paul Fuchs, professore di neuroscienze e ingegneria biomedica al John Hopkins aggiunge: "La perdita di udito per sinaptopatia è un'importante elemento nuovo che migliora la nostra comprensione del sistema uditivo e della sordità, soprattutto perché i nuovi dati mostrano che tali danni possono essere dovuti a esposizioni a rumori che in precedenza si credevano innocui."

Se queste prove continuano ad aumentare, le politiche di sanità pubblica dovranno cominciare a tenerne conto. Liberman pensa che le ripetute esposizioni a rumori si possano paragonare ai tanti piccoli traumi subiti dai giocatori di football durante tutta la carriera, molto prima che venga loro diagnosticata una forma di demenza detta encefalopatia traumatica cronica (CTE).
"Ci sono molte somiglianze con la CTE," dichiara. "Rimani stordito da un trauma, ti senti meglio e credi di aver schivato la pallottola, per cui torni in campo e ricominci. Trent'anni dopo, il tuo cervello è diventato di pastafrolla e soffri di molti tipi di problemi." L'udito funziona in modo simile, dice. "Piccoli, impercettibili danni corporei col tempo si fanno sentire." E qualsiasi esposizione continuata a suoni sopra i 100 decibel potrebbe causare uno di quei piccoli, impercettibili danni, secondo Liberman.
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