Waterfall, csd, l'rt60 tanto per buttare un po di termini.
Preciso che non sono contrario all'uso di sistemi di trattamento del segnale (ne faccio ampio uso), semplicemente mi piacerebbe capire cosa si può fare e cosa no

Questa è la parte che mi interessa, l'intervento del DRC "complica" il segnale, inducendo ampli e diffusori ad un "più duro" lavoro, misure o teorie adatte ad individuare "componenti più adatti"?MarioBon ha scritto:Alla fine della fiera il DRC elimina fisicamente le riflessioni delle pareti e, così facendo elimina le onde stazionarie. Ma, in linea teorica, potrebbe correggere qualsiasi difetto compresa la diffrazione ai bordi dei diffusori. Per correzioni così raffinate servirebbero molte più informazioni (molte più misure). Quale è il rovescio della medaglia?
abbiamo visto che il DRC aggiunge dei segnali di correzione al segnale originale quindi si richiede che il sistema di altoparlanti possa riprodurre questo segnale "arricchito" in modo conveniente. Ma questo non dovrebbe essere un problema e non lo è sicuramente per i sistemi a tre vie.
Il fatto che gli utenti del DRC siano soddisfatti significa che i difetti che il DRC corregge sono maggiori dei piccoli difetti che eventualmente introduce.
E' del tutto evidente che le cose cambiano se si chiede al sistema di altoparlanti di riprodurre segnali di correzione troppo grandi. Per questo è preferibile far lavorare il DRC per ridurre l'ampiezza dei picchi piuttosto che per "riempire" i "buchi". Per lo stesso motivo è preferibile che l'ambiente sia almeno "normalmente arredato".
Gli ambienti che ricevono il maggior beneficio dal DRC sono quelli dove si avverte il basso "monocorde" (modi normali forti e ben distanziati tra loro).
Misure= bassa distorsione in generale ma, soprattutto, quella di intermodulazione.Coltr@ne ha scritto:Questa è la parte che mi interessa, l'intervento del DRC "complica" il segnale, inducendo ampli e diffusori ad un "più duro" lavoro, misure o teorie adatte ad individuare "componenti più adatti"?
TomCapraro ha scritto:oltre i 5khz (fino a circa 20khz) è una retta ?MarioBon ha scritto:basta dare un occhio alla prova delle KEF sull'ultimo numero di Audio Review: la risposta delle medio alte è una retta (e non per modo di dire...)


In effetti anch'io penso che l'uso più appropriato del DRC dovrebbe essere limitato alla correzione dei modi normali (dove un trattamento sarebbe più costoso) mentre il "resto" dovrebbe poter essere gestito "normalmente" (scegliendo un arredamento adeguato).bergat ha scritto:E comunque il DRC in un impianto di discreta potenza e con diffusori adeguati in un ambiente normalmente arredato, è molto meglio di un trattamento fatto solo con assorbitori (es. tune traps) dove non si può calibrare l'assorbimento per rendere la curva di risposta nel punto dii ascolto così precisa come con un trattamento DRC, in cui il segnale d'origine viene modificato per compensare sia le attenuazioni che i picchi che incidono nel punto di ascolto
Notevoli, molto.MarioBon ha scritto:
se non fosse per quel buchetto tra 1000 e 2000 sarebbe una retta da 100 Hz in avanti (perché non lo hanno corretto?).
Il picco a 40kHz lo avrei attenuato almeno per un fatto "cosmetico".
comunque si può far bene anche con un sistema passivo:
la differenza tra questi due diffusori, tutti e due abbastanza lineari un asse, sta nella dispersione orizzontale per cui suoneranno in modo abbastanza diverso. Nella Quinta il calo tra 1000 e 2000 Hz a 45° è dovuto alla direttività del medio da 7".
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