Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

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fab0
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#11 Messaggio da fab0 »

Riguardo le riflessioni è un discorso, ma riguardo le risonanze e i decadimenti è un altro.
Waterfall, csd, l'rt60 tanto per buttare un po di termini.

Preciso che non sono contrario all'uso di sistemi di trattamento del segnale (ne faccio ampio uso), semplicemente mi piacerebbe capire cosa si può fare e cosa no :)
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TomCapraro
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#12 Messaggio da TomCapraro »

Basta discernere (anche con termini appropriati) la zona che delimita il campo diffuso ( correggibile passivamente) dalla zona di Schroeder (correggibile attivamente, come anche passivamente, ma impiegando parecchie risorse)
saluti, Tom
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virman71
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#13 Messaggio da virman71 »

Immagine

Quindi se ho capito bene un utilizzo del DRC di questo tipo dovrebbe essere l'ideale....o no?
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TomCapraro
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#14 Messaggio da TomCapraro »

L'approccio mi sembra corretto.
C'è da dire che nel tuo caso non si parte da una situazione disastrata.
Questo per quanto riguarda la risposta in frequenza.
saluti, Tom
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Coltr@ne
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#15 Messaggio da Coltr@ne »

MarioBon ha scritto:Alla fine della fiera il DRC elimina fisicamente le riflessioni delle pareti e, così facendo elimina le onde stazionarie. Ma, in linea teorica, potrebbe correggere qualsiasi difetto compresa la diffrazione ai bordi dei diffusori. Per correzioni così raffinate servirebbero molte più informazioni (molte più misure). Quale è il rovescio della medaglia?
abbiamo visto che il DRC aggiunge dei segnali di correzione al segnale originale quindi si richiede che il sistema di altoparlanti possa riprodurre questo segnale "arricchito" in modo conveniente. Ma questo non dovrebbe essere un problema e non lo è sicuramente per i sistemi a tre vie.
Il fatto che gli utenti del DRC siano soddisfatti significa che i difetti che il DRC corregge sono maggiori dei piccoli difetti che eventualmente introduce.

E' del tutto evidente che le cose cambiano se si chiede al sistema di altoparlanti di riprodurre segnali di correzione troppo grandi. Per questo è preferibile far lavorare il DRC per ridurre l'ampiezza dei picchi piuttosto che per "riempire" i "buchi". Per lo stesso motivo è preferibile che l'ambiente sia almeno "normalmente arredato".

Gli ambienti che ricevono il maggior beneficio dal DRC sono quelli dove si avverte il basso "monocorde" (modi normali forti e ben distanziati tra loro).
Questa è la parte che mi interessa, l'intervento del DRC "complica" il segnale, inducendo ampli e diffusori ad un "più duro" lavoro, misure o teorie adatte ad individuare "componenti più adatti"?
Ne segue che due individui diversi di fronte alla stessa sorgente sonora non sentono la stessa cosa. Nemmeno la stessa persona, di fronte alla ripetizione dello stesso messaggio, sente due volte la stessa cosa.
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TomCapraro
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#16 Messaggio da TomCapraro »

Coltr@ne ha scritto:Questa è la parte che mi interessa, l'intervento del DRC "complica" il segnale, inducendo ampli e diffusori ad un "più duro" lavoro, misure o teorie adatte ad individuare "componenti più adatti"?
Misure= bassa distorsione in generale ma, soprattutto, quella di intermodulazione.
Metodi adatti di misurazione: TND e/o D.I

Teorie= far ricadere il range di correzione entro la prima decade di un sistema d'altoparlanti a 3 vie.
Questo riduce sensibilmente la distorsione d'intermodulazione (anche doppler se si trattasse di un due vie).
Limitare al DRC la quantità di correzione richiesta, meno richiesta equivale alla minore aggiunta di segnali "secondari".
L'utilizzo di filtri notch al posto di grandi coefficienti di correzione limita (e annulla) l'aggiunta di questi "segnali secondari", in questo caso il DRC rimodella soltanto l'eccesso di fase.
In soldoni: analizzando accuratamente il locale (caratteristiche acustiche in base al diffusore) si può sintonizzare il DRC in modo che possa lavorare sinergicamente nel rispetto di alcuni parametri che possono essere alterati da un utilizzo forzato.
saluti, Tom
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#17 Messaggio da bergat »

E comunque il DRC in un impianto di discreta potenza e con diffusori adeguati in un ambiente normalmente arredato, è molto meglio di un trattamento fatto solo con assorbitori (es. tune traps) dove non si può calibrare l'assorbimento per rendere la curva di risposta nel punto dii ascolto così precisa come con un trattamento DRC, in cui il segnale d'origine viene modificato per compensare sia le attenuazioni che i picchi che incidono nel punto di ascolto
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#18 Messaggio da MarioBon »

TomCapraro ha scritto:
MarioBon ha scritto:basta dare un occhio alla prova delle KEF sull'ultimo numero di Audio Review: la risposta delle medio alte è una retta (e non per modo di dire...)
oltre i 5khz (fino a circa 20khz) è una retta ?
Immagine

se non fosse per quel buchetto tra 1000 e 2000 sarebbe una retta da 100 Hz in avanti (perchè non lo hanno corretto?).
Il picco a 40kHz lo avrei attenuato almeno per un fatto "cosmetico".
comunque si può far bene anche con un sistema passivo:

Immagine

la differenza tra questi due diffusori, tutti e due abbastanza lineari un asse, sta nella dispersione orizzontale per cui suoneranno in modo abbastanza diverso. Nella Quinta il calo tra 1000 e 2000 Hz a 45° è dovuto alla direttività del medio da 7".
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#19 Messaggio da MarioBon »

bergat ha scritto:E comunque il DRC in un impianto di discreta potenza e con diffusori adeguati in un ambiente normalmente arredato, è molto meglio di un trattamento fatto solo con assorbitori (es. tune traps) dove non si può calibrare l'assorbimento per rendere la curva di risposta nel punto dii ascolto così precisa come con un trattamento DRC, in cui il segnale d'origine viene modificato per compensare sia le attenuazioni che i picchi che incidono nel punto di ascolto
In effetti anch'io penso che l'uso più appropriato del DRC dovrebbe essere limitato alla correzione dei modi normali (dove un trattamento sarebbe più costoso) mentre il "resto" dovrebbe poter essere gestito "normalmente" (scegliendo un arredamento adeguato).
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TomCapraro
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Re: Forse riesco a spiegare come funzione il DRC....

#20 Messaggio da TomCapraro »

MarioBon ha scritto:
Immagine

se non fosse per quel buchetto tra 1000 e 2000 sarebbe una retta da 100 Hz in avanti (perché non lo hanno corretto?).
Il picco a 40kHz lo avrei attenuato almeno per un fatto "cosmetico".
comunque si può far bene anche con un sistema passivo:

Immagine

la differenza tra questi due diffusori, tutti e due abbastanza lineari un asse, sta nella dispersione orizzontale per cui suoneranno in modo abbastanza diverso. Nella Quinta il calo tra 1000 e 2000 Hz a 45° è dovuto alla direttività del medio da 7".
Notevoli, molto.
Penso che in questi casi il cross passivo richieda un importante dispiegamento di componenti.
saluti, Tom
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