Amplificatori economici

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Amplificatori economici

#1 Messaggio da MarioBon »

la domanda è: esistono amplificatori di buona qualità ma di costo contenuto?
Ovvero come si può ottenere una amplificazione decente senza vendere un rene.
Premessa: quasi tutti gli amplificaotri economici in classe D hanno delle limitazioni. Escludiamo gli amplificaori che sono dichiarati "non stabili" su carichi da 2 Ohm. Ricordiamo che 2 Ohm corrisponde ad un carico di 4 Ohm in modulo con fase di 60° di fase. L'essere instabile su 2 Ohm non esclude di essere instabile anche su carichi con modulo superiore.

Ci sono amplificatori di potenza (destinati al settore professionale) che hanno potenze ragguardevoli e costi umani.
Consideriamo amplificatori di potenza stereo predisposti per il funzionalemto a ponte e vediamo come farli funzionare al meglio.
E' noto che qualsiasi amplificatore funziona meglio se il carico è alto (da almeno 6 Ohm in su) e puramente resistivo.
Osserviamo lo schema che segue:

Immagine
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Re: Amplificatori economici

#2 Messaggio da MarioBon »

A parte eccezioni (ampli con alimentazione regolata) un buon amplificatore, dimezzando il carico, incrementa la potenza del 60 o 80%. In teoria dovrebbe raddoppiare.
Gli amplificatori un po' scarsi incrementano la potenza solo del 20%. Un incremento del 40% è da ritenersi decente.
Va noato che un amplificatore a valvole con traforatore di uscita ideale dovrebbe erogare la stessa potenza su tutti i carichi previsti dal secondario del trasformatore (2, 4, 8,16 Ohm).

Supponiamo che l'altoparlante sia da 8 Ohm. Con due altoparlanti in parallelo la corrente di uscita dovrebbe raddoppiare ma in realtà ci sarà un incremento inferiore accompagnato da un aumento della distorsione (a causa della riduzione del margine di guadagno). E' anche probabile che la risposta in frequenza risulti meno estesa e meno "piatta" (se il fattore di smorzamento non è abbastanza alto).

Con due amplificatori a ponte e carico doppio (due altoparlanti in serie) la potenza è effettivamente doppia, la distorsione di ordine pari va praticamente a zero e le altre caratteristiche restano inalterate tranne lo slew rate che raddoppia.
Naturalmente non è strettamente necessario usare due altoparlanti in serie, basta usare un altoparlante ad "alta impedenza". In campo professionale ci sono altoparlanti da 16 Ohm.
La soluzione con due altoparlanti può tornare utile se si progetta un sistema in configurazione d'Appolito.
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Re: Amplificatori economici

#3 Messaggio da MarioBon »

Vale una regola non scritta: i dati "buoni" vengono pubblicati, i dati "meno buoni" vengono trascurati.
Gli amplificatori per uso professionale presentano delle specifiche ampie per consentirne un uso consapevole.
In generale le specifiche degli amplificatori possono essere limitate a:

- potenza
- fattore di smorzamento
- risposta in frequenza
- distorsione armonica
- rapporto segnale rumore
- sensibilià di ingresso
- slew rate

Gli amplificatori HiEnd dichiarano anche meno di questo.
Sarebbe bene che la potenza fosse specificata su carichi diversi (2, 4 e 8 Ohm). Non sempre si trova la potenza erogata su 4 Ohm (ancor più raramente su 2 Ohm). Quando le specifiche sono troppo scarne e meglio lasciar perdere.
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Re: Amplificatori economici

#4 Messaggio da virman71 »

https://www.audiophonics.fr/en/power-am ... 14185.html

Personalmente con questo mi trovo benissimo
Mario Bon ha scritto:sono realizzati con i moduli Hypex Ncore NC252MP che hanno una ottima fama.
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MarioBon
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Re: Amplificatori economici

#5 Messaggio da MarioBon »

Gli amplificatori per uso HiFi speso hanno costi fuori portata (specie i finali di potenza).
Gli amplificatori per uso professionale, rispetto all'uso domestico hanno 2 possibili limitazioni:

- le ventole
- le protezioni

Le ventole consentono di ridurre la superficie (ed il peso) dei dissipatori di calore e tengono anche conto del fatto che gli amplificatori potrebbero essere montati a rack e in armadi poco areati. Dato che la richiesta di potenza (in HiFi) è modesta, non è detto che le ventole entrino in funzione specie se l'amplificatore è posto in un luogo areato.
Gli amplificatori in classe D hanno efficienza nell'ordine dell'80% ed hanno dissipatori ridotti e spesso non hanno ventole.
Gli amplificatori in classe D sono generalmente indicati per la riproduzione delle frequenza basse e medie (almeno fino a 1000 Hz). Alcuni sono adatti anche alla riproduzione delle frequenze alte (vedi Hypex Ncore NC252MP).

Ricordiamo che i programmi musicali presentano un fattore di cresta minimo di 3 e quindi la massima potenza continua richiesta all'amplificatore (senza clippare) è minore di un quarto della massima potenza continua disponibile (il 22%). La massima tensione di uscita viene sfruttata per riprodurre i picchi di segnale.

Le protezioni intervengono quando la corrente richiesta in uscita supera determinati limiti (di solito la massima potenza su 2 Ohm). Le protezioni più "pericolose" sono quelle sensibili sia alla tensione che alla corrente perchè possono generare l'effetto chatter. Ci sono pi le protezioni per i cortocircuiti e per l'eccesso di temperatura che non dovrebbero dare particolare fastidio.

Una complicazione, alla quale si deve prestare attenzione, è la sensibilità di ingresso. In HiFi la sensibilità degli amplificatori di potenza è nell'ordine di uno o due Volt RMS. Questo significa che sono necessari da 1.4 a 2.8 Volt di picco per ottenere la massima potenza. In ambito professionale la sensibilità di solito è più bassa (la tensione richiesta è più alta) e questo dato va verificato. In sostanza: il preamplificatore fornisce una tensione sufficiente per ottenere la massima potenza? La risposta sta nelle specifiche del pre e dell'ampli.
Se l'ampli pilotato con un segnale troppo piccolo o troppo grande il risultato sarà deludente.
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Re: Amplificatori economici

#6 Messaggio da TeoMarini »

Io, nel mio sistema multi-amplificato, utilizzo quattro di questi:
https://www.strumentimusicali.net/produ ... gJKmPD_BwE
Gli ingressi sono stati attenuati di 15 dB con un partitore resistivo e ho ridotto la velocità di rotazione della ventola con una resistenza da 300 ohm messa in serie a quella originale.
Non sono economicissimi, ma vanno alla grande!!!
;)
Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità.
Disonesto chi cambia la verità per accordarla al proprio pensiero.

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Re: Amplificatori economici

#7 Messaggio da NomeUtente »

Anche io, ultimamente, ho ampli Behringer: gli NX1000D e gli NX3000D.
https://www.behringer.com/series.html?c ... R-NXSERIES
Per natale mi regalero' una coppia di NX6000D, (forse) per i subwoofer.
Ho altra roba e la sto dismettento... cioe'... andra' a far da raccoglipolvere in cantina.
Forse terro' in casa i vecchi ampli a valvole e poca altra roba. A differenza degli aggeggi che andranno in cantina ,saranno spolverati piu' frequentemante :)

Dimenticavo... sono economici e non sono stato a cercare info se potevano piacere o non piacere a altre persone :) Volevo provarli... sic et sempliciter.
finto professionista che non ha coraggio di firmarsi con nome e cognome - anonimo & incompetente & nullita' - il peggiore di tutti - pataccaro difensore di pataccari - feccia maleodorante [cit. "il progettista VERO (since 1972)"]
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MarioBon
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Re: Amplificatori economici

#8 Messaggio da MarioBon »

Quello che voglio dire è che si sceglie un amplificatore confidando su una certa potenza e si finisce per "tirargli il collo" e ottenere prestazioni deludenti. Questo non significa che le specifiche non siano veritiere ma che riguardino condizioni diverse dalle effettive condizioni d'uso:

- le specifiche dichiarate sono ottenute su carichi puramente resistivi (artificili)
- nella realtà l'amplificatore funziona con carichi reattivi (altoparlanti reali)

Quello che interessa non è la potenza erogata ma la tensione garantita al variare del carico. Infatti un sistema di altoparlanti ha impedenza diversa a frequenze diverse e questa impedenza varia da meno di 2 Ohm a più di 30 Ohm.
Quando l'amplificatore distorce perchè è costreto ad erogare molta corrente su un minimo di impedenza (per esempio 2 Ohm a 150 Hz) distorce tutto il segnale (la distorsione non è limitata ad una unica frequenza e non vale il principo di sovrappoizione). Questo è un aspetto che non è stato ancora recepito completamente: la distorsione non è limitata ad una singola frequenza.
Questo è uno dei motivi per cui i sistemi multivia amplificati suonano meglio dei sistemi passivi con un unico amplificatore (anche se di qualità e costo molto elevati).

Solo come esempio consideriamo L'amplifictore Behringer EP4000 (finale stereo in classe AB, anzi H, a meno di 500 euro)

Le specifiche dichiarate sono (tra parensesi quelle calcolate)
Potenza a 8 ohm: 2 x 550 W
Potenza a 4 ohm: 2 x 950 W (x1.727 invece di x2)
Potenza a 2 ohm: 2 x 1250 W (x2.2727 invece di x4)
Potenza a ponte su 8 Ohm : 1 x 2800 W (dovrenbbe essere 1900 Watt circa)
Potenza a ponte su 4 Ohm : 1 x 4000 W (dovrebbe essere 2500 Watt circa)

Per calcolare la tensione garantita su qualsiasi carico si prende la potenza dichiarata su 2 Ohm e si divide per quattro (oppure quella su 4 e si divide per 2). In sostanza l'EP4000 garantisce 312 Watt su 8 Ohm ovvero circa 70 Volt di picco su qualsiasi carico tra 2 e 8 Ohm.

Ne segue che la potenza a ponte vale
- 1268 sun 8 Ohm
- 2496 su 4 Ohm

i valori calcolati sono inferiori a quelli dichiarati ma comunque adeguati per molte applicazioni.
Lo stesso esercizio si può fare con gli amplificatori Yamaha
Immagine
La potenza di picco per 20 millesimi di secondo (20 ms) a ponte su 4 Ohm non ha nessun significato pratico perchè non ha nulla a che vedere con le effettive condizioni d'uso che richiedono di mantenere l'erogazione di corrente per almento 700 millesimi di secondo (35 volte più a lungo). In pratica conta solo la potenza continua misurata con due canali in funzione. Tale potenza deve essere compatibile con il massimo assorbimento di potenza dalla rete (dichiarata per legge): se dall'amplificatore escono 100 Watt ne deve prelevare dalla rete un po' di più (perchè il rendimento è inferiore al 100%).

L'EP 4000, per esempio, dichiara un cosnsumo di 2600VA molto vicino alla potenza di 2500 Watt calcolata per la configurazione a ponte su 4 Ohm. Se avesse dichiarato meno di 2500VA il dato dichiarato sarebbe stato inattendibile.

Nota
VA significa VoltAmper e misura la potenza apparente associata ad una tensione alternata
Watt è la misura della potenza attiva su carico resistivo.
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Re: Amplificatori economici

#9 Messaggio da mario061 »

Io devo ancora sentire un ampli professionale dal costo economico (sotto i 1000 euro, ma anche più su...) che sulle medioalte suoni in modo decente, e per decente intendo che sia almeno allo stesso livello qualitativo di un semplice amplificatore con LM3886.

Quando ne sentirò uno lo prenderò. Con il lavoro che facevo ho ascoltato Fostex, QSC, Crown, Behringer, Phonic, Yamaha, Altec Lansing, DB Tec. e altri marchi che ora non ricordo, ce ne fosse stato uno che avesse suonato a livello del finaletto con LM3886 mi sono fatto per misurare gli altoparlanti e progettare i filtri...

Mentre sui bassi e sui mediobassi apprezzo molto gli Yamaha P3500S (non oltre i 1000Hz) che infatti ho in casa, e hanno oltretutto il pregio di avere le ventole ferme, e che a casa mia non sono mai riuscito a far partire ( ho diffusori da circa 97dB/W/m, e quindi non riesco a tirare i finali oltre un certo limite, dovrei farlo uscendo dalla stanza, ma non ha alcun senso).

Quindi sui medioalti uso dei vecchi Quad 520 che sui medioalti suonano ben meglio del finaletto con i 3886
https://www.quad-hifi.info/show.php?compid=348
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Re: Amplificatori economici

#10 Messaggio da TeoMarini »

MarioBon ha scritto: 11/08/2024, 15:42 ...
Solo come esempio consideriamo L'amplifictore Behringer EP4000 (finale stereo in classe AB a meno di 500 euro)
...
L'EP4000 è un Classe H.
L'EP2000 è in classe AB...
;)
MarioBon ha scritto: 11/08/2024, 15:42 Grazie, ho corretto ...
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